Lecco, 30 gennaio 2019   |  

Il dono dell’amicizia

di Gabriella Stucchi

L’amicizia è inscritta nel cuore sia dell’umanità sia della nostra fede

Amicizia

Iean Paul Vesco, nato a Lione nel 1962, avvocato, domenicano, dal 2013 vescovo di Orano (Algeria), esprime le sue riflessioni sull’amicizia ripercorrendo le fasi della sua vita.

Membro della comunità domenicana, avverte il bisogno di chiarire che cosa differenzi la fraternità domenicana con l’amicizia sperimentata negli anni dell’impegno nel sindacalismo studentesco, in cui visse in modo particolare il valore dell’amicizia con Xavier. In lui trovava “riposo”, perché attraverso lo sguardo si avvertivano tutti i sentimenti.

Anche la celebrazione dell’Eucaristia diventa momento di “amicizia” (cfr. Giovanni 15,15) quando celebra le esequie di Xavier e quelle di un’amica dell’università stroncata dalla malattia di Charcot.

L’amicizia è scelta ed è rivolta anche verso i nemici, sebbene in questo caso manchi la reciprocità, che è essenziale. L’autore esprime quindi l’amicizia attraverso tre aspetti: è vissuta tra individui liberi e uguali, abolendo barrire poste dalle razze, dalle culture, dalle religioni. L’altro aspetto è la riconoscenza nel senso della gratitudine, poiché l’amicizia può essere solo donata. L’amicizia vera si rivela nello sguardo dell’amico, perché in esso ci si può riconoscere così come si è, anche con mancanze, da cui il vero amico risolleva.

L’amicizia più bella è quella con Dio, unico in tre “persone” che chiamiamo Trinità.

Alla base c’è l’Amore che porta ad offrire anche la vita a chi ci colpisce. L’autore porta l’esempio del fratello Christian de Chergé, priore dei monaci di Tibhirine che “si è offerto come amico di colui che credeva di essere il suo nemico”. Altro esempio è quello di Pierre Claverie, domenicano, vescovo di Orano, assassinato l’11 agosto 1996 che nel testamento chiede perdono a tutti gli amici del bene che non ha fatto nella sua vita.

Nel capitolo successivo l’autore, parlando della “chiamata” di seguire Gesù, nota che si tratta di “un’amicizia offerta”. Ma questo non è solo della vita consacrata: ogni cristiano battezzato è chiamato ad entrare in amicizia con il Cristo, Dio stesso, e a testimoniarlo, anche in mezzo a credenti di un’altra religione. Riferendosi poi all’esortazione apostolica “Amoris laetitia” l’autore rivela come il posto riconosciuto all’amicizia nella relazione fra un uomo e il suo Dio disegna un volto di Chiesa diverso, in cui di fronte alla richiesta di perdono ha largo spazio la misericordia.

Altro argomento affrontato è quello della fraternità, che in Cristo è scelta, decisa, rivolta a tutti gli esseri umani. Viene qui citato Charles de Foucauld, la figura per eccellenza della fraternità cristiana che non può fare a meno di un’amicizia, voluta, offerta a tutti, indipendentemente dall’appartenenza religiosa, etnica o nazionale.

“L’amicizia a tutti i livelli” si vive – dice l’autore - in Algeria, dove ci si abbraccia tra uomini, ci si guarda quando ci si incontra, ci si saluta. Anche un sacerdote, quando arriva in diocesi, deve in primo luogo stabilire una prima relazione di amicizia con una persona algerina. Proprio questo ha permesso ai membri della Chiesa di resistere durante gli anni 1990-2000. Bisogna convincersi che è possibile una comunione fra credenti di diverse religioni o tradizioni. Questo indica uno stesso e unico Dio.

Da qui il significato della presenza della Chiesa cristiana in Algeria, come ben spiega Benedetto XVI nell’enciclica “Deus caritas est”: “segno di un amore di Dio offerto a tutti gli uomini di tutte le razze, popoli e nazioni”. Sul piano privato ciò significa “imboccare la strada dell’amicizia anziché quella della guerra”.

Attraverso citazioni bibliche, testimonianze di martiri, narrazioni di esperienze personali, l’autore offre un quadro del valore dell’amicizia, sia sul piano umano, sia su quello ecclesiale, per costruire la Chiesa, basata sull’Amore di Dio, attraverso Gesù Cristo.

Jean-Paul Vesco “Il dono dell’amicizia” – Queriniana – euro 9.00

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