Milano, 05 aprile 2018   |  

Il discorso di insediamento del nuovo presidente del Consiglio regionale

Tanti i temi toccati: dall’autonomia alla semplificazione legislativa , dall’attenzione ai sindaci dei piccoli Comuni alla separazione dei ruoli Consigliere-Assessore . Anche una citazione di Ettore Albertoni.

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“E’ un onore – ha esordito Fermi - presiedere la terza assemblea legislativa in Italia dopo Camera e Senato. Far parte di questa Assise deve riempirci non solo di onore e di orgoglio, ma anche di grande responsabilità. Abbiamo il dovere di vivere questo nostro compito con l’orgoglio di chi è consapevole di rappresentare 10 milioni di lombardi, un popolo ricco di storia, con grandi capacita innovative, imprenditoriali e di lavoro. Una terra culla di grandi idee, fertile di volontariato, di associazioni e dal cuore grande”.

Fermi ha quindi sottolineato la necessità che il Consiglio regionale avverta questa responsabilità avendo come unico riferimento i cittadini e come atteggiamento “la serietà, l’impegno, la concretezza e la dedizione anche adattandosi alle novità. Prima fra tutte la separazione fra il ruolo di Consigliere e quello di Assessore”.

“Questa modifica – ha detto Fermi - avrà certamente il vantaggio di migliorare i lavori del Consiglio e delle Commissioni, ma soprattutto consentirà a quest’Aula di esercitare in modo più puntuale le attribuzioni previste dal nostro Statuto che, oltre all’attività legislativa, prevede il concorso alla determinazione dell’indirizzo politico regionale e il controllo sull’attività di Giunta”.

Non si tratta di rivendicare ruoli perché questa legislatura “nasce con una grande peculiarità”. Il ruolo di governatore sarà esercitato da Attilio Fontana che ha presieduto l’Aula per molti anni e quindi ne conosce bene “il valore, il ruolo, e la straordinaria forza di collaborazione che può esprimere”.

In questo quadro di leale e reciproco rispetto dei ruoli e dei compiti, la funzione legislativa del Consiglio non deve necessariamente tradursi solo nella produzione di nuove leggi, ma anche nella riorganizzazione e semplificazione delle norme che già esistono.

“L’autorevolezza di questo Consiglio – ha proseguito Fermi - si misurerà anche nella capacità di migliorare il dialogo con i cittadini che non ci chiedono nuove norme, ma di rendere più semplici, chiare e rispondenti ai bisogni quelle che già ci sono”. Ne deriva che le Commissioni, come “canale di ascolto e approfondimento delle istanze territoriali”, avranno un ruolo ancora più importante.

Fermi immagina anche “nuove forme per contribuire all’indirizzo politico regionale” partendo “dalla straordinaria forza di quest’Aula di essere la voce del territorio capace di esprimere il proprio contributo di partecipazione nell’elaborazione di atti fondamentali come il Programma Regionale di Sviluppo”. Il Consiglio potrà poi essere“la casa di tutti gli amministratori locali”, a maggior ragione dopo che le province non possono più svolgere il ruolo di interfaccia con i Comuni.

E infine l’autonomia, la sfida delle sfide “cui ciascuno è chiamato a contribuire per scrivere una pagina storica di questo territorio”.

Fermi ha voluto ricordare come questo percorso sia iniziato da un altro comasco, Ettore Albertoni, sotto la cui Presidenza venne approvato il nuovo Statuto d’autonomia della nostra Regione e iniziò il confronto con il Governo per richiedere maggiore autonomia in 18 ambiti differenti.

“A distanza di 11 anni – ha sottolineato Fermi - il percorso avviato allora può trovare ora finalmente attuazione concreta. Il referendum dello scorso 22 ottobre e la Risoluzione approvata da quest’Aula il 7 novembre scorso ci consegnano ora una responsabilità che non potremo mai perdere di vista”.

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