Lecco, 13 maggio 2020   |  

Il Covid colpisce il settore delle mense scolastiche gestite dalle cooperative sociali

A rischio anche i posti di lavoro di persone disabili.

mensa scolastica

Negli ultimi mesi gli organi di informazione, da quelli nazionali a quelli locali, si stanno occupando di segnalare e approfondire le problematiche dei settori economici che subiscono le ricadute dell’emergenza sanitaria COVID-19.
Con questo comunicato Confcooperative dell’Adda vuole portare all’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni le gravi problematiche connesse al settore della ristorazione collettiva e, in modo particolare, dei servizi di ristorazione scolastica.

Le mense scolastiche rappresentano un settore particolarmente importante in provincia di Sondrio e nell’Alto Lario in quanto, in molti casi, il soggetto gestore dei servizi è rappresentato da una cooperativa sociale di inserimento lavorativo. Ovvero un’impresa sociale che ha quale scopo prioritario l’inserimento nel mondo del lavoro di persone in situazione di svantaggio.

La crisi sta avendo degli effetti preoccupanti sul piano economico – si prevede un crollo tra il 60 e il 70% del fatturato annuo del settore – e sulla sostenibilità aziendale, ma preoccupa molto di più l’effetto drammatico sul fronte occupazionale che si è generato con l’interruzione delle attività presso le scuole.

Le cooperative sociali associate a Confcooperative dell’Adda operanti nella ristorazione collettiva occupano complessivamente 139 lavoratori, ma oggi solo una minima parte risulta in servizio oppure è stata temporaneamente ricollocata in altre attività, mentre per circa il 90% degli operatori si è dovuto ricorrere agli ammortizzatori sociali. Stiamo parlando di 122 persone, prevalentemente donne, e tra queste 32 sono persone svantaggiate per ragioni differenti (disabilità, disagio sociale e psichico). A questi si aggiungono altri 8 persone disabili inserite con progetti di tirocinio.

Se i nostri timori sono nel breve periodo concentrati sulla tutela del lavoro delle persone e dunque sulla necessità di prorogare il ricorso agli ammortizzatori, rimane il grave problema di capire come il prossimo settembre potrà essere riattivato il servizio di mensa per l’anno scolastico 2020/2021.

In altre parole al grave disagio per persone e imprese generatosi dalla chiusura dei servizi si aggiunge quello dell’incertezza di non sapere con quali regole e modalità sarà possibile riprendere a lavorare.

La sosta forzata di questi mesi sta mettendo in difficoltà tutti. Inoltre per le persone con disabilità intellettiva la fatica è maggiore perché il lavoro in cooperativa, generalmente, rappresenta una delle poche opportunità di vivere in un contesto normalizzante, dove si viene riconosciuti nel proprio ruolo di lavoratore e non come soggetto bisognoso di assistenza.

Confcooperative Adda auspica che i vari livelli istituzionali tengano in dovuta considerazione il settore e in particolare lo chiede alle amministrazioni comunali che sono direttamente interessate in quanto committenti del servizio e, soprattutto, in quanto beneficiari dei progetti di inserimento lavorativo di propri cittadini. E’ necessario che nelle more della ripresa delle attività i soggetti gestori dei servizi di mensa vengano sostenuti sul piano economico e finanziario, affinché da una parte possano garantirsi la copertura dei costi fissi aziendali di cui in ogni caso rimangono incisi e dall’altra riescano a riorganizzarsi mettendo in atto tutte le misure previste dagli specifici protocolli di sicurezza emanati per la ripresa delle attività.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

1 Giugno 1495 il frate John Cor registra il primo lotto conosciuto di scotch whisky.

Social

newTwitter newYouTube newFB