Lecco, 02 maggio 2018   |  

Il coraggio di essere felici. Beatitudini per il nostro tempo

di Gabriella Stucchi

Nel libro si propone un cammino spirituale, impostato sulle beatitudini, arricchito da citazioni di filosofi e studiosi, ma soprattutto ponendo come punto di riferimento Gesù.

Il coraggio di essere felici

L’autore, Battista Borsato, presbitero e teologo della diocesi di Vicenza, propone una lettura nuova delle beatitudini, considerate come “la via per raggiungere la felicità”.

In primo luogo chiarisce la differenza delle beatitudini presentate da Matteo e Luca.
In Matteo il discorso delle beatitudini avviene sul monte, quindi Gesù è la Legge che indica un modo nuovo di impostare la vita.
In Luca Gesù parla in un luogo pianeggiante, per sottolineare che le beatitudini sono una via per diventare uomini felici.
Poi in Matteo le beatitudini sono otto; sono quindi collegate alla risurrezione di Gesù, avvenuta l’ottavo giorno, per cui sono vie di risurrezione per chi le segue.
In Luca sono quattro con l’aggiunta di quattro maledizioni: esse prospettano un rovesciamento di vita che non avverrà nell’al di là, ma già nell’al di qua.
Nelle beatitudini è subito chiaro che Gesù propone un programma di felicità (lo sottolinea il termine “beati”) rivolto a tutta l’umanità.

Nel capitolo “Vangelo e felicità” si mostra la visione di Dio alleato dell’uomo, che vuole uomini e donne liberi, con una loro dignità, responsabilità. Interessante la chiarificazione che l’etica della felicità può condurre all’edonismo, al lassismo e all’immoralità. L’autore suggerisce che la felicità è la “conseguenza di una proposta di vita”, “nella ricerca continua di ciò che è vero per gli altri e per se stessi”.
Si svolge quindi un’analisi sulle beatitudini. Si inizia con la “povertà in spirito”: essa indica l’atteggiamento della libertà e dell’indipendenza interiore, consapevoli della destinazione universale dei beni, il che comporta l’essere responsabili della felicità e del benessere degli altri.

“Beati i miti”: dopo aver sottolineato che il clima di aggressività sta diventando un vero problema sociale, l’autore sottolinea l’importanza di essere “miti”. Questo a livello personale tratteggia la persona “umile”, fiduciosa in Dio. I miti vivono poi i problemi e le relazioni con le persone e ne provano “compassione” (empatia). In campo sociale la mitezza va vissuta come “non violenza”, che contrasta il male e l’odio attraverso l’atteggiamento dell’amore, anche nei riguardi del nemico.

“Beati i perseguitati” si congiunge con la beatitudine “Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia”, intendendo per “giustizia” il prendersi cura dei diritti e della dignità di tutti gli uomini e di tutti i popoli. Questo può anche procurare persecuzioni.

Da qui nasce la “teologia della liberazione” fondata dal teologo peruviano Gustavo Gutiérrez” , con una grande espansione nell’America latina. Secondo papa Francesco essa è un modo per vivere e tradurre il vangelo in cui l’amore preferenziale è per i poveri. Si tratta, cioè, di far cessare il dualismo terra-cielo, tra benessere terreno e salvezza ultraterrena. Solo amando la terra e impegnandoci nella storia costruiremo “i cieli nuovi e le terre nuove”. C’è un unico mondo che avrà la sua pienezza e il suo compimento nel futuro. L’opzione preferenziale per i poveri non è solo una linea pastorale e una prospettiva teologica, ma soprattutto un cammino spirituale.

La giustizia è espressione della fede. Da qui l’autore rileva la necessità, per i cristiani, dell’impegno politico istituzionale, poiché la dimensione politica è presente in tutte le articolazioni della vita civile e permette un intervento incisivo, pur tra contrasti e dissensi.

Originale il capitolo sull’”Umorismo di Gesù”, di cui si citano esempi tratti da episodi del vangelo. Da qui l’invito ad inserire tale aspetto nel nostro comportamento, in quanto preserva dal tormentarsi e colma l’anima di serenità e mitezza.
Di Gesù bisogna cogliere anche la capacità emozionale, in quanto ama stare con le persone, esprime meraviglia di fronte al centurione, stupore di fronte ai piccoli e ai poveri, incanto ai tramonti, alle bellezze della natura. Gli uomini che incontravano Gesù ricevevano una spinta dinamica che li toccava nella loro natura profonda e questo li trasformava interiormente.

Gesù è quindi il modello a cui ispirarci e con il dono dello Spirito ci rende capaci di donarci, camminando al nostro fianco, ma lasciando a noi la responsabilità di pensare e di agire, sempre nel rispetto dell’altro.

Nel libro si propone un vero cammino spirituale, impostato sulle beatitudini, arricchito da citazioni di filosofi e studiosi, ma soprattutto ponendo come punto di riferimento Gesù.

Battista Borsato “Il coraggio di essere felici” –Beatitudini per il nostro tempo – EDB euro10.00

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