Lecco, 10 luglio 2017   |  

Il consiglio provinciale boccia il referendum sul teleriscaldamento

di Stefano Scaccabarozzi

Presidente Polano: i tempi non sono ancora maturi, prima il piano energetico provinciale.

brambilla e simonetti

Brambilla e Simonetti a colloquio

Con cinque voti contrari, tre favorevoli e tre astenuti il consiglio provinciale ha bocciato la richiesta avanzata dal consigliere Sergio Brambilla della lista “Democrazia è partecipazione” di sottoporre a referendum popolare il tema del teleriscaldamento alimentato con l'incenerimento dei rifiuti.

Contrario l'intero gruppo del Pd, presidente Polano compreso: “Attualmente non è prevista nel nostro statuto questa specifica competenza che invece è propria dei sindaci. Riteniamo comunque che in questo momento non ci siano le condizioni per andare a chiedere il voto ai cittadini, perché riteniamo di non aver ancora maturato le riflessioni necessarie per arrivare a referendum. Dobbiamo procedere gradualmente: prima la questione va approfondita senza dare spazio alle ideologie dove vince chi è più bravo a comunicare. Andiamo avanti un passo alla volta, partendo dal piano energetico provinciale che, ricordo, è vincolante per i Comuni e le società partecipate”.

flavio polano copia 2

Flavio Polano

Voto favorevole invece dai due consiglieri della Lega Nord, Stefano Simonetti e Claudia Ferrario: “questo consiglio ha approvato all'unanimità la richiesta di ridare il voto ai cittadini per l'elezione delle province e ora si oppone a un referendum. Questa è un'occasione importante per ascoltare i cittadini su una tematica che, se realizzata, avrà sicuramente delle ricadute su gran parte del territorio provinciale. Bocciandolo diciamo che noi vogliamo farci i fatti nostri e ai cittadini questo non dove interessare. Questa è una grandissima occasione persa e una mancanza di coraggio”.

Decisiva l'astensione dei tre consiglieri del gruppo Libertà e Autonomia, Micheli, Pasquini e Casaletto:  “ci asteniamo – ha spiegato il capogruppo Mattia Micheli - non perché pensiamo non sia importante discutere di Silea o del Teleriscaldamento o dei rifiuti. In questo caso però è materia della conferenza dei sindaci e non strettamente del nostro consiglio provinciale. Siano i primi cittadini a deliberare sulla richiesta di referendum".

Obiezioni non condivise da Brambilla: “Non credo sia un caso se il comitato ristretto di Silea ha inviato alla Provincia una lettera, a firma di Virginio Brivio, in cui chiede al consiglio provinciale di approvare il piano energetico introducendo il concetto di Teleriscaldamento, proponendosi anche di coprirne i costi. Questo dimostra la competenza diretta sul tema della Provincia”.

Sul tavolo della discussione anche il tema delle società partecipate, su cui le minoranze chiedono al presidente Polano di discutere in Consiglio provinciale per esprimere delle linee guida.

pasquini antonio

Antonio Pasquini

“Il consiglio provinciale – ha spiegato Pasquini - deve interrogarsi sul tema dei servizi pubblici. Non possiamo lasciare che certe scelte vengano decisi da comitati ristretti, nominati da certi partiti che magari hanno i voti di qualche sindaco ma non la maggioranza in consiglio provinciale e non so nemmeno in assemblea dei sindaci. Presenteremo un ordine del giorno su queste questioni, perché il consiglio provinciale dia linee di indirizzo. Non è possibile che un ex senatore stia cercando di portare, contro il parere dei sindaci, uno degli asset principali di Lario Reti in quel mostro pubblico che sta diventando A2A, con decisioni prese sulla testa dei Comuni e dei cittadini.”.

Richiesta accolta da Polano: “Noi abbiamo pieno titolo nel dare linee di indirizzo sulle partecipate”.

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