Lecco, 11 maggio 2017   |  

Il cedro della stazione di Perledo: cercare altre soluzioni invece che abbatterlo

"Usiamo il buon senso: per esigenze di “riqualificazione turistica” a Varenna gli alberi si curano, non si abbattono".

cedroVarenna

Fa ancora discutere la decisione dell'amministrazione comunale di Perledo di abbattere il cedro presente davanti alla stazione di Perledo-Varenna. Pubblichiamo la lettera di un cittadino contrario a questa decisione.

La vita degli alberi, gli alberi di una vita. Mi ingaggio in qualche disordinata ma intimamente sentita riflessione suscitatami dalla pubblica controversia sorta circa l'abbattimento di un cedro più che centenario che, forse ancora per pochi giorni, fa una generosa e nobile figura di sé sul piazzale della stazione ferroviaria di Varenna-Perledo-Esino.

La decisione del comune di Perledo, responsabile di quel luogo pubblico, è che l'albero in questione è diventato un pericolo, forse è malato, può cadere e danneggiare case e persone, occorre una “riqualificazione turistica” di quella piazza, quindi l'unica soluzione praticabile è toglierlo di mezzo. Ma lui, facendosi forte e consapevole della sua età, del suo aspetto florido e rigoglioso, delle sue dimensioni – più di 20 m. di altezza, dei 308 cm. di diametro – continua a dare il benvenuto ai molti visitatori nazionali e stranieri che scendono dai treni per visitare questo giustamente famoso gioiello lariano, intagliato dalle sapienti generazioni del passato in un angolo del lago divenuto simbolo di una simbiosi riuscita tra natura e opere umane secolari.

Ebbene la vicenda, certamente urticante, mi suggerisce una dolorosa meditazione sul destino di quest'albero che, a mia memoria di molti lustri, non è mai stato oggetto di particolari cure o attenzioni, è stato messo a dimora in un angolo per lui ristretto, considerate le dimensioni che poteva raggiungere, in una situazione ambientale totalmente diversa da quella odierna – pavimentazione del suolo, nuovi edifici costruiti – e che ora giunge a morte prematura decretata per esigenze di “riqualificazione turistica”, così si esprime l'amministrazione comunale. Io non ho competenze tecniche in materia ma penso di usare il buon senso: per esigenze di “riqualificazione turistica” a Varenna gli alberi si curano, non si abbattono.

Certo il nostro cedro non ha dimensioni tali da farlo classificare come albero monumentale da inserire nel censimento realizzato dal WWF sul territorio della provincia di Lecco, ma è pur sempre un prestigioso esemplare di cedro che può vivere ancora qualche decennio; se poi può costituire un pericolo, bisogna cercare altre soluzioni che non siano l'abbattimento in base a serie perizie tecniche e scientifiche e in dialogo con la popolazione interessata. La quale, peraltro, ha raccolto più di cento firme per chiedere di sospendere la draconiana decisione del taglio e di approfondire la questione. Data la mia età avanzata, tra qualche decennio io avrò smesso da tempo di scendere dal treno e di essere salutato da quest'albero che – ora ne sono divenuto consapevole – è uno degli alberi della mia vita; ma mi consola pensare che se non saluterà più me, saluterà i miei nipoti e quanti visitano questi luoghi proprio per incontrare e farsi confortare dalla generosità e dalla bellezza di queste terre.

Lettera firmata

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