Lecco, 08 settembre 2017   |  

Sciopero dei pullman il 12 settembre: “tagli da 400 euro al mese”

di Stefano Scaccabarozzi

Primo giorno di scuola con fasce orarie per studenti garantite. L'agitazione non riguarda Linee Lecco.

Campisi Cgil e Caputo Cisl trasporti

Salvatore Campisi di Filt Cgil Lecco e Luigi Caputo di Fit Cisl Lecco

La prima campanella scolastica dell'anno sarà accompagnata dai disagi dovuti allo sciopero di 24 ore indetto il 12 settembre dai lavoratori del gruppo Sal-Sab, l'azienda che gestisce il trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Lecco e Bergamo. L'agitazione, che non riguarda il servizio cittadino offerto da LineeLecco, rispetterà le fasce di garanzia: 6-8.30 e 12-15.30.

Lo sciopero è stato indetto a causa del mancato accordo contrattuale con la proprietà aziendale dopo l'acquisizione per incorporazione di Sal in Sab, società controllata dal 2003 da Arriva Italia e dunque dal colosso tedesco Deutsche Bahn che l'ha rilevata da una compagnia inglese.

croppedimage701426 sal pullmanSal è entrata a far parte del gruppo a partire dallo scorso aprile, con trattative per la fusione iniziate quasi un anno prima come spiegano Salvatore Campisi di Filt Cgil Lecco e Luigi Caputo di Fit Cisl Lecco: «Questa fusione è stata vantaggiosa per azienda che ha messo in sinergia due realtà in vista delle prossime gare per il trasporto pubblico locale, ma è stata molto svantaggiosa per lavoratori, sia gli 85 Sal sia i 480 Sab. La proprietà ha infatti dichiarati disdetti tutti gli accordi aziendali con una perdita secca in busta paga di 300-400 euro su uno stipendio di quasi 2.000 euro».

Il Gruppo Arriva conta oggi 1100 dipendenti mentre Deutsche Bahn ben 54mila in tutta Europa: «Si tratta della seconda agitazione dopo le 4 ore di sciopero del 5 agosto ma se la trattativa non riprenderà siamo pronti a un fermo anche di 48 ore. – spiegano Campisi e Caputo – L'aspetto più paradossale è che a Natale eravamo molto vicini all'accordo, poi l'azienda ha avanzato nuove richieste per noi inaccettabili e a Maggio ha fatto saltare il tavolo».

Lavoratori e sindacati avevano infatti accettato anche di fornire il servizio di bigliettazione a bordo, in deroga al contratto nazionale, ma le ultime richieste dell'azienda hanno causato la rottura dei rapporti: «Ci veniva chiesto di allungare le giornate lavorative da 12 a 14 ore senza alcun beneficio economico e senza tener conto della condizione di stress in cui verrebbero posti gli autisti che praticamente non farebbero altro che lavorare e dormire. Inoltre ci veniva proposta una flessibilità con una premialità, tale da restituire tutti i tagli effettuati, che di fatto era irraggiungibile».

CroppedImage720439 pullman in stazioneI sindacati spiegano infatti che il bonus sarebbe scattato ai 272 giorni lavorativi annui, ma tolti i 52 riposi, le 11 festività e i 33 di ferie ne resterebbero solo 269: «di fatto si sarebbe trattato di un bonus raggiungibile solo rinunciando a ferie, malattia e legge 104. Ci è sembrato troppo: è evidente che l'impresa pensasse alla rottura delle trattative».

Una situazione non giustificata da motivi economici: «Sal-Sab nel 2016 ha distribuito 4,5 milioni di utili agli azionisti più altri 5,5 milioni che erano stati accantonati come riserva. C'è un mercato in espansione, una situazione economica florida: per questo non capiamo i motivi di questo duro attacco ai dipendenti. I lavoratori sono molto arrabbiati non solo per il taglio allo stipendio, ma anche per la mancanza di tranquillità in cui ora si trovano a guidare. Siamo sicuri che utenza ci darà ragione perché viene messo in discussione quello che è un buon servizio, oggi garantito dal senso di responsabilità dei lavoratori».

Gli autisti infatti continuano a garantire gratuitamente alcune mansioni come il rifornimento o l'eventuale necessità di montare le catene da neve che prima erano previste e retribuite dagli accordi sindacali oggi revocati, mansioni per cui oggi l'azienda però non è attrezzata.

Nella giornata di oggi è previsto un incontro in Prefettura con sindacati, Provincia e Agenzia del pubblico trasporto: « Chiederemo che nelle prossime gare – concludono i sindacati - non possano partecipare aziende che non rispettano i diritti dei lavoratori».

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