Lecco, 05 aprile 2019   |  

I veri oscurantisti e retrogradi di Verona

di Alberto Comuzzi

Al XIII Congresso mondiale delle famiglie, tenuto a Verona dal 29 al 31 Marzo, s'è assistito ad un massacrante attacco mediatico contro i partecipanti. Un vergognoso polverone sollevato per non ascoltare le ragioni di chi ha promosso l'evento

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Spenti gli echi del XIII Congresso mondiale delle famiglie, tenuto a Verona dal 29 al 31 Marzo, alcune domande e qualche considerazione s'impongono. Cominciamo dalle domande.

Perché, prima ancora che fossero iniziati i lavori, l'universo mediatico s'è scatenato per mettere in cattiva luce l'evento? Perché tanti, troppi, esponenti di una certa parte del mondo politico hanno appoggiato le tesi di coloro che, rifiutando i valori di coloro che avevano promosso il Congresso, hanno sostenuto che costoro non avessero diritto di parola?

Perché tanti intellettuali progressisti, onnipresenti nei talk show televisivi, in primis in quelli dell'emittente La7, sempre pronti a puntualizzare sul “peso” delle parole (quando a pronunciarle sono persone che non condividono le loro tesi), non hanno eccepito sui logori stereotipi gridati contro i partecipanti al Congresso?

Quale patente avevano i contestatori che nei cortei lungo le vie centrali della città scaligera si spolmonavano per diffondere preconcetti come “sovrafascisti”, “medioevali”, “fuori dalla storia”, “nemici delle donne”, “ultracattolici”, “ultraconservatori” “omofobi”, “trogloditi”, “oscurantisti”?
Se ai Congressi mondiali delle famiglie partecipano anche cristiani luterani, cristiani ortodossi, eminenti esponenti della cultura laica, perché gli slogan insultanti sono stati lanciati sopratutto contro i cattolici?

Dove sta scritto che sia ottimale l'ordine (o disordine?) sociale basato sui modelli famigliari proposti da Arcigay, Agedo, Certi diritti, Mario Mieli, Famiglie arcobaleno, All out?

Perché nelle precedenti dodici edizioni del Congresso non ci sono state contestazioni così virulente come quelle registrate al XIII?

Passiamo alle considerazioni. Al mondo ci si viene solo ed esclusivamente – sottolineiamo solo ed esclusivamente – grazie ad una donna fecondata dal seme di un uomo.

Quanto più profonda e responsabile è l'unione di un uomo e di una donna, tanto più i frutti di tale unione saranno rigogliosi. Ora è irragionevole negare che sia la natura stessa a determinare che la famiglia tout court, non quella tradizionale come da qualche parte si tende a definire, è costituita da una mamma, un papà e dei figli.

Al di fuori di questo contesto ci sono diversi tipi di unioni basate sull'affettività, che le moderne democrazie riconoscono giuridicamente legittime; e meno male.

È di ieri, giovedì 4 Aprile, la notizia che in Brunei sono lapidati adulteri e omosessuali, anche se sono minori. Con l'attuazione del nuovo codice penale basato sulla Sharia (la legge sacra dell'islamismo basata sul Corano), sono condannati a morte anche gli stupratori, i rapinatori, i blasfemi e chi insulta Maometto. Il Brunei, ricordiamolo, si aggiunge all' Arabia Saudita, Yemen, Iran, Sudan e Mauritania dove le pene sono le medesime per gli identici reati.

In Occidente, dove i valori del cristianesimo sono riusciti a permeare i sistemi giuridici, l'affetto tra due persone dello stesso sesso non è reato, anzi vigono leggi contro l'omofobia. La famiglia, però, non può essere confusa o equiparata a modelli di convivenza – ripetiamo legittimi – che non abbiano per soggetti un uomo, una donna e, là dove possibile e auspicabile, dei figli.

Non riusciamo francamente a comprendere che scandalo abbiano dato i promotori e i partecipanti del congresso delle famiglie nell'affermare la lapalissiana evidenza che le società sono tanto più ordinate e prospere quanto più le famiglie di cui si compongono sono vitali e sane. Nessuno nega che anche le famiglie si ammalino, si corrodano e possano generare devastanti dolori ai propri membri. Pensare di distruggerle per eliminare tali traumi ci pare però più demenziale che assurdo.

Sostenere poi che solo l'amore (inteso come carnale) legittimi la famiglia e che quindi, una volta venuto meno quello, non ci sia più famiglia, ci pare un criterio riduttivo oltre che tremendamente edonista. Certo che la famiglia si basa sull'amore; su quello vero, però, su quello fondato sul bene per e dell'altro. Ma questo è un convincimento poco popolare e per di più “politicamente scorretto”.

Con la denatalità e i colpi che si continuano ad infliggere alle famiglie l'eutanasia dell'Occidente è già iniziata. Chi sono i retrogradi e gli oscurantisti?

 

download pdf La mozione conclusiva del XIII Congresso mondiale delle famiglie

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