Lecco, 28 luglio 2017   |  

I Ragni di Lecco in Pakistan alla ricerca del granito perfetto

Luca Schiera e Simone Pedeferri insieme a Federica Mingolla sono tra i primi occidentali a esplorare alcune delle più belle valli del paese.

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(credit Ragni di Lecco)

Una nuova spedizione all'insegna dell'esplorazione oltre che del grande alpinismo per i Ragni di Lecco. I maglioni rossi Luca Schiera e Simone Pedeferri, insieme a Federica Mingolla hanno infatti trascorso l'ultimo mese in Pakistan raggiungendo valli e montagne ancora inesplorate, almeno da occidentali.

La spedizione, partita il 29 giugno, mirava alla Kondus Valley, situata nel gruppo del Saltoro, al confine con l’India. Una zona chiusa a qualsiasi straniero fino a quest’anno, gli unici ad averla visitata erano stati un gruppo di americani e, nel 2001, la spedizione italiana di cui faceva parte anche il Ragno Natale Villa, ma nessuno ci aveva ancora arrampicato.

"Ci siamo stabiliti nella Sherpi Valley e dopo qualche pioggia abbiamo attaccato una via su una parete poco distante dal campo base. Sarebbe dovuta essere un riscaldamento in attesa di qualcosa di più serio ma subito abbiamo trovato difficoltà impreviste. La roccia era sporca e sabbiosa e quindi l’arrampicata complicata. A un terzo di parete, dopo 400m saliti ci siamo resi conto che non avevamo alcuna possibilità di riuscita e siamo scesi. Dopo questo tentativo ci siamo resi conto che anche le altre pareti che avevamo studiato hanno lo stesso tipo di roccia: sabbiosa e con varie zone erbose che chiudono le fessure, nonostante siano tutte fra i 4000 e 5000m di quota", raccontano i Ragni.

I maglioni rossi allora decino di spostarsi per provare a sfruttare i pochi giorni rimasti. Raggiungono così la Kiris Valley: "anche in questo caso, incredibilmente, siamo i primi occidentali a vedere questo posto. La valle è molto verde e sembra il tipico paesaggio alpino. Attacchiamo subito la parete nel suo lato più alto: uno spigolo formato da tre grandi risalti verticali di 200m ciascuno".

Dopo tre giorni di arrampicata sbucano sulla cresta finale: "il panorama è notevole, siamo a poco meno di quota 5000m, la cima è un prato verde, per questo motivo chiamiamo la montagna Peak Nik. Scendiamo a piedi da versante opposto e concludiamo così la nostra via. Siamo stati graziati da tre giorni di tempo perfetto, ma al quarto torna la pioggia.

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