Lecco, 17 febbraio 2021   |  

I presidenti Conferenze Episcopali uniti in preghiera per le vittime del Covid

Una preghiera comune per una speranza comune: superare il momento difficilissimo della pandemia per ritrovare i segni concreti della speranza e della capacità di spendersi per il domani con rinnovato slancio

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Il mercoledì delle Ceneri, e in generale il tempo della Quaresima, chiamano a raccolta l'Europa e segnatamente i presidenti delle sue Conferenze Episcopali per vivere un'intensa e partecipata preghiera a vicinanza alle vittime della pandemia. Di coloro che, purtroppo, non ce l'hanno fatta e di quante contro di essa stanno lottando con la forza del cuore, della fede e della medicina. Il turno dell'Italia sarà il 4 Marzo.

"In molte occasioni - spiega la Cei in una nota - i vescovi dell'Europa intera hanno unito la loro voce a quella di papa Francesco per ribadire la vicinanza della Chiesa a tutti coloro che lottano a causa del corona virus, le vittime e le loro famiglie , i malati e gli operatori sanitari, i volontari e tutti coloro che sono in prima linea in questo momento così delicato". Preghiera per chi vive nella sofferenza, dunque, ma anche per chi aiuta a cercare, gradualmente, di affrancarsi da essa spesso mettendo a rischio la propria stessa incolumità fisica nel nome di un lavoro che avverte sempre più come missione. E' quindi tempo, ricorda la Cei, per una catena di preghiera "per le oltre 770 mila persone che in Europa sono morte a causa del Covid-19". Il presidente del Consiglio delle conferenze dei vescovi in Europa, cardinale Angelo Bagnasco, ha sottolineato: "abbiamo valutato insieme l'opportunità, anzi, il dovere di ricordare nella Santa essa le vittime, le tantissime vittime della pandemia, ogni Conferenza Episcopale d'Europa si è impegnata nell'organizzazione di almeno una Messa, sarà come creare una catena di preghiera, una catena eucaristica in memoria e in suffragio di tante persone".

Una preghiera che è chiamata anche a farsi ricordo delle famiglie che hanno subito lutti e di "tutti coloro che, ancora in questo momento, sono colpiti dal morbo e sono incerti sulla propria vita". Un'iniziativa che, prosegue la nota, "vuole offrire un segno di comunione e speranza per l'intero continente". Nell'unità dei vescovi d'Europa e dei sacerdoti, come ancora ha tenuto a evidenziare monsignor Bagnasco, e "grati a tutti coloro che continuano a dedicarsi alle persone più bisognose per sostenere con la nostra parola e soprattutto con la nostra preghiera il loro impegno affinchè possiamo guardare insieme a un futuro migliore". (Cri.Com.)