Milano , 07 maggio 2018   |  

I liceali del Faes: sì ai giornali, ma genitori e scuola sono più attendibili

Interessante test in una classe milanese dove un gruppo di quattordicenni s'è misurato sull'attendibilità dei media. L'informazione ha qualche meccanismo arrugginito

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Venerdì 4 Maggio, invitato dalla professoressa Miriam Nobile, docente titolare del corso di scrittura e giornalismo nei licei Faes (Famiglia e scuola) Città studi di Milano, il nostro direttore Alberto Comuzzi, si è intrattenuto con gli studenti di seconda Liceo. Per “par condicio” oggi è la volta di quelli di prima, una classe che, sulla base delle domande poste al relatore, è apparsa oltremodo vivace. 

Particolarmente reattivi gli studenti si sono dimostrati agli esempi di strumentalizzazione dei lettori che Comuzzi ha ricordato essere nel patrimonio dei giornalisti più consumati. 

Alla domanda posta dal giornalista “quali sono le notizie che appaiono sui quotidiani o di cui si parla spesso in questi giorni nei telegiornali?” Marco, Sofia e Lidia rispondono il Governo che avrà l'Italia, disoccupazione e ciò che accade in Libia.

Al termine dell'intervento di Alberto Comuzzi, gli studenti hanno rivolto alcune domande. Tra queste Lidia, chiede "quale è la reale differenza tra il giornale online e la carta stampata”, Giulia “allora come utilizzare o meglio è giusto diffidare dei media o di altri strumenti come “Google?" 

I giornali servono ai giovani, ma occorre imparare a leggerli, siano in carta o nel Web. Su un punto, all'unisono, gli studenti si sono detti alla fine tutti concordi: su questioni gravi e importanti meglio sempre confrontarsi con i genitori e gli insegnanti, che non hanno motivo per imbrogliarci.

 

 

 

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