Lecco, 16 agosto 2017   |  

"I libici ci hanno detto di non farci più vedere o ci uccidono"

Il calolziese Riccardo Gatti è il comandante della nave Golfo Azzurro (di una Ong spagnola) che sarebbe stata sequestrata dalla guardia costiera libica.

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Gatti e Facchini

Due ore sequestrati dalla guardia costiera libica che li avrebbe anche minacciati di morte: è questo quanto denunciato dalla nave Golfo Azzurro dall'organizzazione non governativa spagnola Proactiva Open Arms.

L'imbarcazione, impegnata da tempo nel salvataggio dei migranti e appartenentea una delle 5 Ong che ha firmato il protocollo Minniti, è capitanata da Riccardo Gatti, nato a Lecco nel 1978, originario di Calolzio, da molti anni in Spagna.

102103316 35a4409d 9e2b 4498 9be3 e620827ebc37Secondo Proactiva Open Arms la nave nella giornata di ieri sarebbe stata sequestrata per due ore da guardacoste libici in acque internazionali e costretta, sotto la minaccia delle armi, a dirigersi in acque libiche.

Repubblica racconta che la Golfo Azzurro sarebbe stata fermata all'interno della zona "Sar"(salvataggio e ricerca) dichiarata da Tripoli la settimana scorsa, pur rimanendo in acque internazionali. Le autorità libiche avevano avvertito le ong: "Non entrate nella nostra zona Sar, voi aiutate i trafficanti". La guardia costiera libica non confermerebbe l'accaduto.

In un intervista con la Rai Gatti spiega che al momento del rilascio la guardia costiera libica gli avrebbe intimato di non farsi più vedere o verranno uccisi. La scorsa settimana proprio la Golfo Azzurro sarebbe stata per tre giorni “rimpallata” tra Italia e Malta mentre stava portando in salvo tre migranti soccorsi nella zona Sar maltese.

Nella giornata di ieri il racconto social della Ong spagnola: "Golfo Azzurro liberato naviga verso nord - scrive Proactiva Open Arms nell'ultimo messaggio sui social -. Quasi due ore sequestrati sotto severe minacce e ordini dei guardacoste libici". Nel primo messaggio, postato intorno alle 19, l'organizzazione scriveva che "la nave Golfo Azzurro si trova sotto sequestro in acque internazionali da parte di guardacoste libici", precisando di essere stati "costretti a seguirli in acque libiche, minacciano di spararci se non eseguiamo gli ordini".

riccardo gatti ong leccoGatti, ospite lo scorso Maggio di Qui Lecco Libera e L'Altra Via , aveva spiegato come Proactiva Open Arms solchi il mare dal 2016 e avrebbe salvato 18mila persone. Le operazioni della Ong spagnola partono dall'isola di Malta che si trova a un giorno di navigazione dalla zona di salvataggio e ricerca con un equipaggio composto da alcuni membri dell'organizzazione e da un gruppo di 12-13 volontari altamente specializzati come marinai, medici o soccorritori: «le nostre azioni sono sempre coordinate dalla Guadia Costiera di Roma. – aveva spiegato Gatti – Non appena carichiamo a bordo le persone che soccorriamo, le dividiamo tra chi è bagnato e chi non lo è, questo perché il mix tra benzina e acqua di mare brucia la la pelle. Si tratta di persone spaventate, che magari hanno trascorso molti giorni in mare con il rischio che il barcone affondi, qualcuno è in ipotermia».

Gatti aveva raccontato anche i dettagli dei costi e dei finanzimenti della propria Ong: «Le nostre missioni costano 5mila euro al giorno. Il 96% dei soldi che finanziano le nostre operazioni sono di privati. In totale sono 36mila le persone che ci sostengono: da chi ci ha dato 5 euro a chi ci ha lasciato 118mila euro di eredità. Abbiamo ospitato a bordo anche personaggi come Pep Guardiola e Richard Gere, ricevendo sovvenzioni anche dalla squadra del Manchester City».

Intanto Proactiva Open Arms continuerà le proprie operazioni di salvataggio: "Non vogliamo sospendere le nostre attività, non abbiamo nessuna notifica ufficiale, e quindi continuiamo",.

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