Lecco, 08 novembre 2019   |  

"I lasciapassare concessi per una Cittadinanza onoraria"

Paolo Trezzi: non è solo sul tema della cittadinanza che si deve misurare la risposta a questioni del genere.

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La senatrice Liliana Segre

Caro Resegoneonline
Siamo a questo punto.
Per rafforzare e cercare acritico consenso alla propria proposta di conferire la Cittadinanza onoraria della Città di Lecco alla Senatrice a vita Liliana Segre, vittima da giovanissima del nazifascismo e ora, di violenti, beceri e pericolosi messaggi d'odio, il Consigliere comunale Alberto Anghileri non trova di meglio che ergersi a unico funzionario abilitato al rilascio di “lasciapassare” e patenti di tutori della memoria.

Trovo, infatti, totalmente offensiva e ingiustificabile la semplificazione, più becera che fascista, che porta appunto il consigliere a scrivere contro chi non è concorde sulla proposta della cittadinanza onoraria queste testuali parole: "Sostenere o non sostenere questa mia proposta è una scelta di campo, tra chi pensa che ricordare questi valori sia importante e chi pensa che siano fatti da dimenticare".

Siamo a questo punto.
L’altezzosità di voler far sentire l’altro inadeguato, farlo sentire sbagliato.

La sua non è una semplice chiamata alle armi è, consapevole o meno, moralmente già aver arbitrariamente scelto, per tutti gli altri, chi è degno e chi no.
Chi è abile per la causa e chi non serve a niente.

Affiggendo su chi è contrario alla cittadinanza onoraria alla senatrice Segre - a prescindere dalle ragioni - una stella gialla di artefice dell’oblio, di complice dell’odio. Di antidemocratico.
Senza nemmeno l’attenuante di porsi il dubbio delle eventuali ragioni di questa contrarietà.

Non capendo, inoltre, che non è (solo) sul tema della cittadinanza che si deve misurare la risposta a questioni del genere.
Siamo a questo punto.

Paolo Trezzi

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