Lecco, 05 febbraio 2019   |  

I cinghiali della discordia agitano i territori lombardi

Il Consiglio regionale chiede, in deroga a qualsiasi normativa vigente, l’abbattimento degli animali, considerati fonte di danni e rischi, non solo da parte delle guardie provinciali ma anche con il supporto di cacciatori e proprietari terrieri

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Cacciarli oppure no? Hanno ragione i cacciatori o gli ambientalisti? Da almeno due anni i cinghiali, con i loro ritmi riproduttivi e il loro avvicinarsi sempre più spavaldamente ai centri abitati, rappresentano un problema serio per le province lombarde, ma come affrontare e risolvere questo problema è fonte di forte contrasto fra i politici regionali che suggeriscono ricette diverse.

Si è discusso di tutto ciò ampiamente oggi in Consiglio regionale. Lotta senza quartiere all’invasione dei cinghiali, la cui presenza non controllata oltre a minacciare le coltivazioni rappresenta – come denunciato dagli ultimi episodi di cronaca - una minaccia anche alla sicurezza dei cittadini. Il Consiglio regionale ha approvato a maggioranza due mozioni sull’argomento presentate rispettivamente da Fratelli d’Italia (primo firmatario Franco Lucente) e dalla Lega (primo firmatario Francesco Ghiroldi).

Il documento di Fratelli d’Italia (46 si e 12 no) chiede l’adozione di tutti gli strumenti necessari, inclusi i Piani di controllo e l’intervento delle Guardie provinciali ma anche degli stessi proprietari terrieri interessati alle invasioni, a patto che siano muniti delle apposite autorizzazioni e permessi di caccia, dunque siano in grado di partecipare agli abbattimenti. Per estendere le modalità di contenimento, la mozione della Lega (35 si e 21 no) chiede anche di valutare l’impiego dell’arco “come strumento massimamente ecologico” e di estendere gli abbattimenti all’imbrunire. Chiesta anche la modifica della legge 157 del 1992 affinché sia riconosciuta la figura dell’operatore volontario, ossia il cacciatore formato appositamente per l’attività di contenimento.

Il documento sottolinea come negli ultimi 24 mesi l’allarme sull’invasione dei cinghiali sia cresciuto. Gli animali si avvicinano sempre più ai centri abitati, abbattono recinzioni, invadono autostrade e strade causando anche il ferimento di persone a danni agli autoveicoli. Secondo alcune stime, evidenziate nella mozione, i danni all’agricoltura ammonterebbero a decine di milioni di euro.

Secondo l’Assessore all’Agricoltura Fabio Rolfi la lotta ai cinghiali va fatta come azione preventiva dopo casi di peste suina registrati in alcuni Paesi europei e che vedono i cinghiali come veicolo di trasmissione. “Se si registrassero casi da noi – ha avvertito – si avrebbero effetti devastanti anche su una parte importante del settore agroalimentare lombardo, dunque molto meglio intervenire subito”.

A favore hanno votato i Gruppi di centrodestra e il PD che però si espresso negativamente sul punto della mozione della Lega che prevede la richiesta di valutare l’utilizzo dell’arco come mezzo di abbattimento. Contrari invece Movimento 5 Stelle, Lombardi Civici Europeisti e + Europa. Durante la discussione sono intervenuti Franco Lucente (Fratelli d’Italia), Francesco Ghiroldi , Federica Epis e Floriano Massardi (Lega), Paolo Franco (Forza Italia), Patrizia Baffi e Matteo Piloni (Lega Nord), Simone Verni, Massimo De Rosa e Ferdinando Alberti (M5S).

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