Lecco, 04 gennaio 2017   |  

I carabinieri smascherano un'altra finta rapina in Brianza

Una donna aveva raccontato di essere stata aggredita nel proprio giardino da due sconosciuti, armati di una pistola e travisati con passamontagna e guanti, i quali, tenendola sotto la costante minaccia dell’arma, l’avrebbero costretta ad aprire e consegnare loro il contenuto della cassaforte

carabinieri archivio

A meno di 24 ore di distanza, il personale della Compagnia Carabinieri di Merate ha dovuto procedere per una nuova “Simulazione di Reato” verificatasi ancora nella zona della Brianza Casatese, sempre nel pomeriggio del 2 gennaio 2017.

In questo caso la vittima denunciava ai militari del Nucleo Operativo di Merate e della Stazione Carabinieri di Cremella di essere rimasta vittima di una rapina in abitazione verificatasi verso le ore 14,30.

Secondo quanto inizialmente riferito al personale dell’Arma intervenuto presso la sua abitazione, la donna sarebbe stata aggredita nel proprio giardino da due sconosciuti, armati di una pistola e travisati con passamontagna e guanti, i quali, tenendola sotto la costante minaccia dell’arma, l’avrebbero costretta ad aprire e consegnare loro il contenuto della cassaforte, fuggendo a piedi nelle vie circostanti.

A causa del forte stato di agitazione veniva poi trasportata a bordo di un’ambulanza del 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Erba (CO), rimanendovi fino a tarda serata in osservazione.

Gli scrupolosi ed accurati accertamenti tecnici effettuati nell’immediatezza da personale specializzato della Compagnia Carabinieri di Merate, oltre che dalle testimonianze raccolte sul posto, permettevano agli inquirenti di avviare le indagini in tutte le direzioni, non trascurando alcuna pista, ancorché quella dell’inesistenza del reato denunciato.

Nella mattinata del 3 gennaio 2017, dopo avere valutato tutti i consistenti elementi raccolti, gli investigatori convocavano in caserma la donna la quale, messa alle strette, ammetteva di avere inscenato la rapina anche se non sapeva fornire una precisa giustificazione di quanto avvenuto, probabilmente riconducibile ad un forte stato di stress.

Subito dopo provvedeva a consegnare ai militari i beni che aveva dichiarato asportati dai ladri, che venivano immediatamente restituiti ai suoi familiari.

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