Monticello, 22 agosto 2017   |  

I 25 anni di don Gabriele a Monticello e Torrevilla

"Un uomo umile e un pastore docile non solo per il suo timbro di voce calmo dolce e sereno".

L'umiltà la sobrietà e la semplicità hanno caratterizzato la vita di Don Gabriele Carena come Parroco e Pastore per 25 anni a Monticello e Torrevilla. Un uomo umile e un pastore docile non solo per il suo timbro di voce calmo dolce e sereno. Con tutti a partire dai bambini ragazzi adulti e anziani colpisce il suo sguardo dolce il suo atteggiamento singolare attento e gentile di ascolto che infonde da subito simpatia, fiducia, sicurezza.

Non è facile descrivere L’umiltà di Don Gabriele. Solitamente per umiltà s'intende l'opposto della presunzione; una persona umile è una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore e superiore degli altri. L'umiltà non va confusa con l'umiliazione,non va considerata come mancanza nella propria personalità. Molti considerano l’umiltà una debolezza, ma non è così; questo accade perché la maggior parte delle persone non comprende cosa significhi realmente essere umili. Forse, per loro, essere umili significa avere una bassa considerazione di se stessi e provare un senso d’inferiorità ma, in realtà, non è per nulla così, anzi, è vero il contrario. Le vere persone grandi sono innanzi tutto umili.

La persona umile è in grado di trarre dall'errore un’opportunità e si mette sempre in discussione. L’umiltà è saggezza e, per manifestare veramente la grandezza della nostra vita, dobbiamo imparare e ascoltare gli altri, senza avere vergogna. Basti leggere l’ultimo numero dell’informatore per capire l’umiltà del Pastore.

Don Gabriele non ha mai amato il lusso o una vita agiata, non ha mai amato una vita Privata avere del tempo per se di riposo e di studio,la sua casa è sempre stata aperta a tutti a qualsiasi ora del giorno e della sera..La cucina era il luogo da lui preferito per parlare di cose serie o di cose meno importanti, dove lui stesso preparava e offriva il caffè. Non amava fare prediche teoriche di alta teologia. Lui ama predicare con la vita con l’esempio più che con le parole. Le sue Omelie sono brevi semplici e concrete con esempi di vita quotidiana che accostati alla Parola concreta del Vangelo sono a “ senso unico ” e mai di doppia o dubbia interpretazione.

Infine come non ricordare quale testimonianza di fede e di intensa preghiera ci lasci.... Papa Francesco: I preti evitino doppiezza di vita e predicazione complicata. “Serve semplicità di vita, che eviti doppiezze e mediocrità e semplicità di linguaggio, che eviti «complesse dottrine». Papa Francesco ha messo in guardia i giovani del pontificio seminario lombardo di Roma, guidati dal cardinale arcivescovo di Milano Angelo Scola, dal rischio di cadere nella tentazione della «normalità».«Spesso - ha detto - appare sul cammino una tentazione da respingere: quella della normalità, di un Pastore a cui basta una vita 'normale´. Allora questo sacerdote comincia ad accontentarsi di qualche attenzione da ricevere, giudica il ministero in base ai suoi successi e si adagia nella ricerca di ciò che gli piace, diventando tiepido e senza vero interesse per gli altri. La 'normalità´ per noi è invece la santità pastorale, il dono della vita. Se un sacerdote sceglie di essere solo una persona normale, sarà un sacerdote mediocre, o peggio».

L'evangelizzazione, oggi, «sembra chiamata a dover nuovamente percorrere proprio la via della semplicità», ha detto ancora il Papa. «Semplicità di vita, che eviti ogni forma di doppiezza e mondanità, a cui basti la comunione genuina con il Signore e con i fratelli; semplicità di linguaggio: non predicatori di complesse dottrine, ma annunciatori di Cristo, morto e risorto per noi».

Da sempre e in particolare da quando è prete, e chi lo conosce da tantissimi anni riconosce in Don Gabriele uno stile di vita sobria direi essenziale non amante del superfluo,l’utile e il necessario caratterizzano lo ”stile di vita” di Don Gabriele, L’espressione “stile di vita" è frequentemente utilizzata per riferirsi a ciò che caratterizza permanente ed in profondità il modo di vivere di un soggetto. Non si improvvisa, non è fatto di episodi. È lo specchio visibile di un ‘etica personale, di un’antropologia. È la saldatura di tre elementi: una spiritualità (come sorgente di senso), un’opzione fondamentale (come finalità che orienta), una prassi quotidiana (come concretezza di azioni).

Non sono parole di circostanza perché le parole dette o scritte lasciano il tempo che trovano ma l’esempio e la testimonianza che hai vissuto per 25 anni a Monticello –Torrevilla resta indelebile negli occhi e nel cuore di chi ha vissuto vicino al suo Pastore, guida di un piccolo ma significativo gregge che ti è stato affidato e che molte pecore si sono allontanate non per colpa del Pastore ma per la Superficialità l’ipocrisia e l’egoismo e l’orgoglio che alberga nel cuore di chi fatica a comprendere la grandezza e la gratuità dell’amore misericordioso di Dio che si esprime nella vita del Vero Pastore. Grazie don Gabriele di avermi insegnato che la Santità non consiste nel fare cose straordinarie ma nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie con sincerità. pazienza,sacrificio e con gioia.

Ambrogio Redaelli

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