Medjugorje, 02 giugno 2018   |  

Hoser “visitatore apostolico permanente” a Medjugorje

La priorità è e rimane la cura pastorale dei pellegrini che si riversano a Medjugorje.

Papa Francesco nomina mons. Hoser inviato speciale della Santa Sede per Medjugorje articleimage

Si occuperà di accompagnare stabilmente i fedeli ma senza entrare nei problemi relativi all’autenticità delle apparizioni

Papa Bergoglio in data 31 maggio 2018 ha nominato monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Warszawa-Praga in Polonia, quale «visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis», cioè a disposizione della Santa Sede.

«Si tratta - informa il comunicato della Sala Stampa vaticana - di un incarico esclusivamente pastorale, in continuità con la missione di inviato speciale della Santa Sede per la parrocchia di Medjugorje, affidata a monsignor Hoser l’11 febbraio 2017 e da lui conclusa nei mesi scorsi».

«La missione del visitatore apostolico - conclude il comunicato - ha la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione».

Il direttore della Sala Stampa vaticana Greg Burke ha sottolineato il «carattere pastorale, non dottrinale» della missione di Hoser e la decisione odierna dunque «non entra nelle questioni dottrinali» relative alla veridicità delle apparizioni mariane di Medjugorje. La nomina rappresenta dunque «non la conclusione» della vicenda Medjugorje, «ma il passo successivo» alla prima missione dello stesso Hoser. Il presule, inoltre, «avrà residenza a Medjugorje, per collaborare di più con il vescovo e i francescani locali».

Come si ricorderà, Benedetto XVI aveva affidato al cardinale Camillo Ruini la presidenza di una commissione composta da cardinali, vescovi e teologi, incaricata di vagliare tutta la documentazione su Medjugorje.

La nomina di Hoser come visitatore permanente sta a indicare che, in attesa di future decisioni in merito alla natura del fenomeno delle apparizioni, la priorità è e rimane la cura pastorale dei pellegrini che si riversano a Medjugorje. La scelta del vescovo polacco ormai emerito rappresenta un primo passo nella soluzione indicata dalla commissione Ruini, vale a dire una presa in carico diretta da parte della Santa Sede dell’accompagnamento pastorale per i milioni di persone che visitano il paesino dell’Erzegovina divenuto famoso dal giugno 1981 per le apparizioni mariane più numerose della storia.

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