Lecco, 30 novembre 2018   |  

“Ho scommesso sulla Libertà”: l'autobiografia del cardinal Scola

di Ugo Baglivo

"Cristo lo scegli con libertà, ed è Lui la risposta ad ogni tua incertezza".

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(Credit foto Centro Culturale Alessandro Manzoni)

Tanti movimenti ecclesiali lecchesi si sono dati da fare per questo evento d’eccezione: la presentazione al pubblico dell’ultimo libro del card. Angelo Scola, arcivescovo emerito di Milano, da poco tempo rientrato in territorio lecchese. E’ stata presentata ieri 29 novembre a Lecco, alla Casa dell’Economia, l’Autobiografia edita con il titolo significativo “Ho scommesso sulla Libertà”, ed. Solferino. A introdurre il tavolo dei relatori-interlocutori c’erano i rappresentanti di Confcommercio e del Centro Culturale Manzoni: hanno infatti iniziato i lavori della serata Marco Magistretti e Gianluca Bezzi.

Al tavolo erano seduti in quattro: Luigi Geninazzi, giornalista di prestigio non solo lecchese (collabora da tempo come inviato speciale di “Avvenire” in varie parti del mondo), Maria Laura Conte, giornalista anche lei e veneziana testimone del magistero patriarcale di Scola, e mons. Davide Milani, nuovo prevosto di Lecco, e collaboratore-portavoce degli ultimi due arcivescovi di Milano; e ovviamente il card. Angelo Scola. Il taglio della serata era colloquiale, nonostante il folto pubblico che gremiva la grande Aula.

Geninazzi è in qualche modo co-autore del libro; infatti è stata scelta per questa speciale autobiografia la strutturazione del dialogo a due, come in un’intervista lunga e articolata, che raccoglie tutti i periodi della vita del Cardinale: dall’infanzia a Malgrate alla gioventù a Lecco, dall’incontro con don Giussani alla scoperta della vocazione al sacerdozio, da taluni dissapori dell’aspirante prete con la Chiesa milanese al contatto con grandi maestri di Teologia, fino al rapporto con Papa Wojtyla e con Papa Ratzinger, passando dalla nomina a vescovo di Grosseto all’esperienza del rettorato alla Pontificia Università Lateranense, e poi come patriarca di Venezia e arcivescovo di Milano.

Geninazzi racconta all’inizio della lunga gestazione del libro; così si scopre che dietro lo scorrere dell’intervista non ci sono solo ricordi dei vari periodi della esistenza dell’uomo Scola, ma analisi delle situazioni storiche vissute, con giudizi pieni sulla società milanese ed europea e mondiale, e soprattutto posizioni di testimonianza cristiana, di fede oltre che di azione. Ciò tanto in gioventù che in maturità di vita, con interpretazioni dirette del messaggio culturale Scola che è visione del mondo ben al di sopra delle contrapposizioni che la stampa ha voluto costruire nel tempo, tra l’Arcivescovo e gli altri grandi della Chiesa.

La giornalista Conte mette in evidenza la sua conoscenza veneziana dell’Arcivescovo, nel periodo del suo patriarcato: un linguaggio nuovo, da lui usato nei primi incontri con il popolo di Venezia, un approccio nuovo alla pastorale che è vicinanza alla gente, è coinvolgimento del vescovo nei problemi della società, e nel contempo chiarezza di prospettive nel messaggio che indirizza la società a Cristo e non viceversa.

Mons. Milani approfondisce, nelle sue domande, proprio questo aspetto del magistero di Scola: non ci si ferma alle contrapposizioni lette dalle interpretazioni giornalistiche, che giocano su varie posizioni in contrasto, per fare notizia, ma si approfondisce quanto la vita umana è sì alternanza tra varie tendenze di volta in volta emergenti, ma è soprattutto scoperta della centralità di Cristo, che è risposta a tutta la ricerca umana di felicità. Cristo ti affascina e ti prende tutto!

Nel dare risposte alle domande, il Cardinale affronta temi che vanno oltre i tratti episodici della sua esistenza; come già nel libro, egli dà giudizi sul Cristianesimo di oggi, per alcuni in difficoltà, soprattutto in Europa rispetto ai popoli emergenti: la storia culturale d’Europa negli ultimi secoli sembra di progressiva secolarizzazione della società, ma al pessimismo storico il Cardinale contrappone un cattolicesimo convinto, che è più profondo che mai nel mondo d’oggi; pochi sì ma profondamente coscienti e operanti. Ciò che dà forza al cristiano è la sua relazione con l’elemento X con cui si rapporta ogni uomo: “questa X è l’ineludibile questione del senso della vita”; Cristo dà risposta ad ogni dubbio, è capace di dare compimento ad ogni domanda esistenziale. E se è vero che Cristo opera nella storia, non si può e non si deve essere pessimisti.

Di qui la spiegazione del titolo scelto – dopo varie proposte di Geninazzi – per questa autobiografia: “Ho scommesso sulla Libertà”; Cristo lo scegli con libertà, ed è Lui la risposta ad ogni tua incertezza. Il cristiano è libero perché possiede certezze che non lasciano zone d’ombra. La società occidentale d’oggi è realisticamente una “vecchia barca sbattuta da onde procellose”; anche la Chiesa al suo interno, per esser fatta da uomini reali, è caratterizzata da episodi di contrapposizioni gelose tra fazioni, tra posizioni anche dottrinali; ma lo Sposo della Chiesa supera ogni umana debolezza.

Anche la elezione al soglio pontificio di questo Papa “impensato”, che è segno di contraddizione – come Cristo – nel popolo cristiano, è la risposta provvidenziale che Dio dà al mondo d’oggi. Alle domande sull’ultimo Conclave da parte degli interlocutori, al quale conclave Scola “è entrato papa ed è uscito cardinale”, il Cardinale risponde guardando a Papa Bergoglio come uomo della Provvidenza. Altro che contrapposizioni giornalistiche! La fede è certezza nel superamento di ogni giudizio di parte. La religione cristiana non è una riduzione a “religione civile”, che serve solo a dare impulso alla società nelle sue problematiche, e non è neppure annullamento degli uomini per lasciare spazio al solo trionfo del Vangelo puro. La “terza via”, quella di Scola, è un cristianesimo attivo, in cui convivono la natura divina del suo fondatore e la natura umana dei suoi aderenti.

La prefazione del libro rimanda infine alle “ascese” giovanili sui monti di Lecco: il Cristianesimo è ascesa sulla “via del crinale”, Cristo è la cima di ogni nostra fatica, pur in mezzo alle miserie del mondo, che ci sono nella società civile come nella Chiesa. La fede “si impasta” con le vicende umane e le sublima! Di qui un finale richiamo ad un cristianesimo che è vocazione alla “gioia”, come vuole Papa Francesco; questo cristianesimo è “pienezza di libertà”, come vuole il titolo del libro. In ogni nostra azione non guardiamo tanto al risultato umano, ma è “importante la semina” dei principi superiori, che in un modo o nell’altro vinceranno sempre!

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Caleidoscopio

16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

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