Lecco, 09 aprile 2018   |  

Gualzetti (Caritas): Si dia una risposta ai richiedenti asilo che favorisca la dignità

"Solo con un sistema a più livelli si può arrivare ad un’accoglienza diffusa equilibrata e sostenibile".

Luciano Gualzetti

«Basta strumentalizzazioni politiche, non ci si dimentichi dei richiedenti asilo che sono stati accolti e che fuori dai centri finiscono per strada senza una reale prospettiva di futuro». Lo ha detto oggi il direttore di Caritas Ambrosiana, Luciano Gualzetti, a margine del convegno «Le politiche della Ue in tema di migrazione e asilo: quali ricadute sulle persone».

Prima di diffondere un documento sulle richieste alle istituzioni Gualzetti ha sottolineato che: «Nell’ultimo anno c’è stata una riduzione del 35% degli sbarchi e questo ha provocato anche un calo delle richieste dei posti per le accoglienze da parte delle Prefetture. Tuttavia oggi nelle nostre parrocchie abbiamo ancora 2360 persone già accolte alle quali bisogna garantire condizioni di vita dignitose per una convivenza serena nella nostre comunità».

«La sfida più grande resta quella culturale - ha insistito il direttore di Caritas Ambrosiana -. Quando è venuto a Milano, un anno fa, il Papa ha esortato i fedeli ambrosiani a non dimenticarsi che, in quanto popolo di Dio, sono chiamati ad accogliere le differenze e ad abbracciare i confini. È stato un appello che il Pontefice forse ha voluto rivolgere da Milano, che si dice la più europea della città italiane, perché fosse accolto anche oltre i confini cittadini».

«Questo sistema non funziona perché non affronta il tema di che cosa fare di quei richiedenti asilo che hanno ricevuto il diniego. Se da un lato non li rimpatri e dall’altro non ti occupi di loro, produci solo emergenza nell’emergenza. Bisogna lavorare sulla qualità dei processi di integrazione», ha insistito Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali, salute e diritti del Comune di Milano.

«Solo con un sistema a più livelli si può arrivare ad un’accoglienza diffusa equilibrata e sostenibile», ha sottolineato il viceprefetto Francesco Umberto Garsia.

Massimo Minelli (presidente di Confcooperative Lombardia) ha messo in luce che «oggi in Lombardia dei circa 24mila posti per chiedenti asilo ben 22mila si trovano nei Centri di accoglienza straordinaria (Cas) e solo 2mila negli Sprar, il Sistema di accoglienza per richiedenti asilo gestito dai sindaci e dove si lavora per l’integrazione, perché meno 100 comuni dei 1523 presenti in Lombardia aderiscono a questi programmi».

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