Lecco, 09 luglio 2018   |  

La foce del Caldone e del Gallavesa ancora inquinate

Rientrano nei limiti di legge, invece, la foce del fiume Adda, la foce del torrente Esino e il campione prelevato a Dorio

Foto conferenza goletta laghi 2018 Stampa Lecco

Si è conclusa la terza tappa del tour della Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzata in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont e che da 13 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri.

Questa mattina, alla presenza di Simone Nuglio, responsabile Goletta dei Laghi, di Costanza Panella, Direzione Legambiente Lombardia e presidente Legambiente Lario Sponda Orientale e di Laura Todde, vicepresidente Legambiente Lecco, i rappresentanti della Goletta hanno presentato i dati dei campionamenti effettuati sul Lario. Sono stati invitati la Direttrice ATO, il Presidente Lario Reti Holding, il Settore Ambiente Provincia di Lecco e ATS Brianza.

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico – effettuato in determinati punti individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini tramite SOS Goletta– quest’anno, sulla sponda lecchese del Lago di Como, il laboratorio di Goletta dei Laghi ha evidenziato 2 punti fuori dai limiti di legge sui 5 campioni oggetto dell’indagine microbiologica. I sorvegliati speciali sono i campioni prelevati a Lecco alla foce del torrente Caldone e a Vercurago, alla foce del torrente Gallavesa. Rientrano nei limiti di legge, invece, la foce del fiume Adda, la foce del torrente Esino e il campione prelevato a Dorio presso la spiaggia LC45 in corrispondenza dello scarico.

«Nonostante tre degli storici sorvegliati speciali quest’anno siano entro i limiti, non possiamo ritenerci soddisfatti di questo risultato, anche perché non ci risulta alcun provvedimento che possa aver influito positivamente sulla qualità delle acque in questione. – sottolinea Costanza Panella, presidente del circolo Legambiente Lario Sponda Orientale – Sul ramo di Lecco stupisce il risultato del torrente Gallavesa, dal momento che abbiamo avuto conferma dall’ufficio d’ambito del completamento degli interventi adeguativi nella Valle San Martino su depuratori, reti fognarie non allacciate e collettori. Il risultato alla foce del torrente Caldone, invece, non ci sorprende e non fa che confermare le criticità degli scorsi anni».

In base ai parametri indagati, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali delle Ats locali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

«Quest’anno abbiamo deciso di ridurre del 50% i luoghi di campionamento, al fine di concentrare le indagini su foci e canali “malati cronici”. – commenta Simone Nuglio, responsabile Goletta dei laghi di Legambiente – Per questo motivo, valuteremo se presentare delle segnalazioni tramite esposto alle autorità competenti sui luoghi risultati storicamente fuori dai limiti di legge, perché non possiamo assolutamente permetterci di abbassare la guardia su questo ormai cronico problema. Ci teniamo a sottolineare che l’esposto rappresenta uno strumento per segnalare all’autorità preposta una criticità e non vuole essere un’azione intrapresa contro uno specifico soggetto».

Per il terzo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’obiettivo dell’edizione 2018 è di approfondire lo studio sulla dinamica delle microplastiche nei laghi, analizzando il ruolo che questi sistemi semi-chiusi svolgono, in relazione alla presenza dei loro immissari ed emissari, che nel caso specifico dei laghi subalpini italiani rappresentano i principali affluenti del Po. Questo studio è importante anche per determinare le relazioni tra concentrazione e tipologia di microplastiche, con la presenza di differenti fattori di input, valutando il ruolo di serbatoio, ma anche di sorgente di detriti, del sistema fluviale-lacustre.

Legambiente ringrazia la Lega Navale, sez. di Milano, base nautica di Dervio per il supporto logistico alle operazioni di monitoraggio di questi giorni.

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati CONOU è main partner di Goletta dei Laghi di Legambiente. Attivo da 34 anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificanti nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nelle barche e nei mezzi agricoli è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa.

«La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi - spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi - rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese».

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

13 Novembre 2009 la Nasa (l'Ente spaziale statunitense) annuncia ufficialmente che c'è acqua in quantità elevata sulla luna

Social

newTwitter newYouTube newFB