Milano, 18 ottobre 2018   |  

Gli alpini rievocano al Pirellone la battaglia di Vittorio Veneto e la fine della Grande Guerra

Dopo quattro anni di rivisitazioni del Primo Conflitto Mondiale le penne nere chiudono l’esaltante ciclo con un importante convegno internazionale nella sede dell’istituzione regionale.

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In arrivo per il fine settimana due grandi eventi per chi ama la storia e i suoi risvolti meno superficiali e retorici. Gli alpini del Comitato per il Centenario del gruppo “Giulio Bedeschi” di Milano si apprestano a concludere il loro lungo percorso rievocativo e di studio della Grande Guerra: una rivisitazione meticolosa dei fatti che si è dipanata parallelamente allo sviluppo del conflitto, pur con l’artificio, suggestivo, della sfasatura esatta di un secolo.

Giunti così all’atto finale, sulla soglia di Vittorio Veneto, terza battaglia del Piave, dove si confrontarono un milione di uomini su entrambe i fronti e dove una chiara vittoria italiana evitò la messa in discussione dei territori definiti dal Patto di Londra del 26 aprile 1915, le penne nere del Comitato per il Centenario hanno allestito una mostra (18-28 ottobre), organizzato un Convegno internazionale di due giorni (19-20 ottobre) e istituito un premio destinato alle scuole intitolandolo a “Daniele Crespi” per approfondire, con la tecnica del laboratorio di ricerca, le conoscenze storiche del nostro passato.

IMG 5495La mostra si terrà nell’area espositiva dell’ex Fornace Gola, in Alzaia Naviglio Pavese 16, dal titolo “L’Alpin del Domm” e dal sottotitolo “Milano, gli Alpini e la Grande Guerra”, e mostrerà la vita del combattente e dell’essere umano, in divisa, trascinato al fronte con tutte le sue emozioni, le sue angosce e costretto a lottare e a combattere per sopravvivere.

Due le opere multimediali: una dedicata a figure che hanno lasciato il segno nella storia e nel tessuto milanese con pensiero e azioni; l’altra ad indicare il legame fra Milano, i reparti alpini e le sue caserme. Ancora una volta saranno proposti, ai visitatori, materiali inediti, molti dei quali gelosamente conservati negli archivi militari.

Gli alpini, si sa, sono temerari. C’è in loro un misto di arditezza e di cosciente consapevolezza nella possibilità di riuscita in un’impresa. Deve essere andata così più di quattro anni fa quando un manipolo di avventurosi del Gruppo Alpini Milano Centro “Giulio Bedeschi” di Milano decisero di mettere in piedi il Comitato per il Centenario e si lanciarono in un’avventura nella quale, a parte loro, quasi nessun altro credeva.

Attorno al presidente, Alessandro Vincenti, fecero “massa e azione” Renzo Giusto, Paul Wilke, Gianluca Marchesi, Luca Geronutti e Silvio Anselmi. La loro idea era stupenda quanto temeraria: ricordare e studiare la Grande Guerra come nessuno aveva mai fatto, giorno dopo giorno, per quattro anni interi, esattamente la durata del conflitto di 100 anni prima. Rileggere tutti i bollettini ufficiali, riesumare documenti e lettere non solo da archivi noti ma anche da soffitte private polverose.

I Convegni sono stati 5, 18 le conferenze, 3 le mostre: il tutto sempre condito da nuove ricerche, approfondimenti accurati, riflessioni esenti da retorica e faziosità.

E ora, a quattro anni da quell’inizio pionieristico, alla vigilia di Vittorio Veneto e del 4 novembre, il Comitato per il Centenario consacra con un importante convegno internazionale di due giorni un lavoro certosino e oscuro che tanta soddisfazione ha dato agli alpini del gruppo e, in maniera riflessa, a tutte le penne nere di Milano.

Questo ultimo convegno di chiusura (“Grande Guerra - 100 anni per la Storia” il 19 e 20 ottobre) vuole essere un confronto multidisciplinare per mettere al centro “l’uomo nell’esperienza tragica della guerra”. Nell’auditorium “Gaber” del Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia, saranno a confronto esperti italiani e stranieri per riflettere e dibattere sulla eredità storica e sulla ricaduta sociale di quel lontano conflitto.

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