Lecco, 24 maggio 2019   |  
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Giulio Boscagli: una proposta di voto ai miei amici

di Giulio Boscagli

Da tempo fuori dalla vita politica l'ex sindaco di Lecco e assessore regionale riflette sull'imminente elezione del Parlamento europeo e annuncia chi intende sostenere.

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Giulio Boscagli, alla vigilia dell'elezione del Parlamento europeo, espone il suo pacato pensiero con una riflessione che parla alla testa, non certo alla pancia, di un elettore moderato, magari ancora incerto, a poche ore dal voto, su quale simbolo mettere la crocetta. La sua è una dichiarazione di voto, ovviamente, una voce comunque non dissonante che si colloca, a pieno titolo, all'interno del pur variegato mondo cattolico.

Cari amici, ancora una volta desidero farvi una proposta di voto: è un gesto che potrei risparmiarmi dopo molti anni non avendo più ruoli da giocare nella politica attiva, ma la passione dell’impegno e delle battaglie fatte mi spinge a proporvi qualche riflessione.

Mi colpisce molto, innanzitutto, la scomparsa di una presenza che sia in continuità con la storia dei laici cattolici in politica: una preoccupazione che ho trovato ben descritta in un recente intervento del cardinale Ruini: «Da qualche anno si è allentata la collaborazione tra i cattolici che operano in politica e il “mondo cattolico” nel suo complesso, e diciamo pure la Chiesa e la sua Gerarchia.

C’è chi vede in questo uno sviluppo positivo, perché verrebbero valorizzate l’autonomia e la responsabilità propria dei laici. In realtà, però, i politici cattolici vengono a trovarsi isolati e privi del loro retroterra, mentre il mondo cattolico e la stessa Gerarchia rischiano di abdicare a quello che è un loro preciso dovere, prima che un diritto, di rinunciare cioè a testimoniare con forza e chiarezza la verità umana e cristiana in materia di etica pubblica.

Il risultato, purtroppo, è l’irrilevanza, che ha comportato la fine di quella che era chiamata “l’eccezione italiana”, rispetto all’Europa occidentale, sui temi della vita e della famiglia.

Avendo sperimentato di persona sia il tempo “della collaborazione tra i cattolici che operano in politica e il mondo cattolico” sia il tempo della diaspora e della divisione interna, mi resta la speranza che – pur in forme inevitabilmente diverse – questa collaborazione possa ripristinarsi in un futuro non troppo lontano».

Tuttavia perché questo possa avvenire con profitto per tutti, credenti e non credenti, sarà indispensabile rompere quella cortina del silenzio che sembra essere calata sul cuore della presenza pubblica dei cattolici, così come l’ha recentemente richiamata Benedetto XVI.

Una società nella quale Dio è assente – una società che non lo conosce più e lo tratta come se non esistesse – è una società che perde il suo criterio. Nel nostro tempo è stato coniato il motto della “morte di Dio”. Quando in una società Dio muore, essa diviene libera, ci è stato assicurato. In verità, la morte di Dio in una società significa anche la fine della sua libertà, perché muore il senso che offre orientamento. E perché viene meno il criterio che ci indica la direzione insegnandoci a distinguere il bene dal male. La società occidentale è una società nella quale Dio nella sfera pubblica è assente e per la quale non ha più nulla da dire. E per questo è una società nella quale si perde sempre più il criterio e la misura dell’umano

A me pare quindi che il punto da cui ripartire non può essere innanzitutto dentro la politica, c’è innanzitutto la necessità che i cristiani assieme a ogni uomo disponibile operino per far crescere nella società segni di vita buona, di rapporti cambiati, di apertura al bene, così da spingere la politica a occuparsi del bene di tutti prima che degli interessi di pochi, per quanto potenti. Come ci ha fortemente richiamato quella figura emblematica per l’Europa che è stato Vaclav Havel “non è detto che con l’introduzione di un sistema migliore sia garantita automaticamente una vita migliore, al contrario: solo con una vita migliore si può costruire anche un sistema migliore.”

In questo senso mi ha molto colpito la lettera che in questi giorni è stata resa pubblica da alcuni giovani impegnati nella politica di base e che potete leggere integralmente qui 

Vi ho trovato quella stessa freschezza che tanti anni fa mi aveva convinto, assieme a tanti amici, a impegnarmi in politica a partire dalla amministrazione della mia città, carico solo di ideali maturati nell’esperienza cristiana e della forza di una compagnia per sostenerli. I seguiti sono poi andati al di là di ogni immaginazione.

In queste elezioni ho quindi deciso di fare mia la proposta di questi giovani amici che hanno fatto campagna elettorale invitando a sostenere tre candidature in Forza Italia, persone che si impegnano a testimoniare in politica quella speranza e quei valori nei quali mi ritrovo e per i quali ho speso gran parte della mia vita.

C’è un passaggio della lettera che vale da solo a motivare la scelta Si legge: “ nelle scorse settimane abbiamo deciso di proporre a tutti un incontro per approfondire il merito del voto europeo e per conoscere tre nostri amici che hanno scelto di candidarsi. Abbiamo insistito perché ci fossero tutti e tre, anche se provengono da “correnti diverse” e se tra loro esiste inevitabilmente una competizione interna.

Nel corso dell’incontro è emersa un’unità di contenuti e di esperienza che ha generato un cambiamento nella modalità di fare la campagna elettorale nelle settimane successive: le agende sono state modificate per organizzare altri momenti condivisi ed è stato stampato nuovo materiale che promuovesse unitariamente i tre candidati”.

Questo è il vero segnale di novità che serve in questo momento; altri amici hanno scelto liste differenti nell’area deli Partito Popolare Europeo con poche speranze di superare il quorum indispensabile; rispetto la loro scelta ma anche questi dovrebbe prendere spunto dai giovani di “Nuova Generazione” (così hanno chiamato la loro associazione) per lavorare alla ricomposizione di una unità politica che, per esser solida e vera, necessità di sacrifici da parte di tutti.

Questa è la mia scelta e queste le riflessioni che offro alla mia e alla vostra libertà. Vi saluto tutti con amicizia. Giulio Boscagli

 Nella lista di Forza Italia: SALINI,  TOSO,  PAROLINI

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