Lecco, 27 gennaio 2018   |  

Giorno della Memoria, Sindaco Brivio: non solo retorica ma impegno concreto

Sul territorio provinciale sono stati organizzati numerosi momenti di approfondimento

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L'intervento del sindaco di Lecco Virginio Brivio sul tema della Giornata della memoria.

27 gennaio. Si aprono i cancelli di Auschwitz, si spalanca l’orrore. Le atrocità che l’uomo è in grado di commettere vengono alla luce con una violenza tale che lo stomaco ancora oggi si rivolta. Ed è impossibile girarsi dall’altra parte e fingere che questa data sia un giorno da cerchiare in rosso sul calendario della storia. A maggior ragione oggi che tornano a farsi sentire vocaboli come “razza”, oggi che rivediamo teste rasate fare incursioni per imporre il loro “credo”, oggi che gesti di prevaricazione, intolleranza e attacchi alla Memoria si diffondono sul territorio nazionale ed europeo. E anche dove siamo in assenza di gesti eclatanti, si avverte serpeggiare un nuovo e rinvigorito sentimento di odio nei confronti del diverso, additato come responsabile di tutti i mali della nostra comunità. Un atteggiamento ahimè diffuso, per giunta cavalcato e amplificato anche da certi rappresentanti delle Istituzioni e della politica nostrana. Non è passato neppure un secolo dalla tragedia umanitaria delle deportazioni nei campi nazisti, eppure c’è chi ha già dimenticato e chi preferisce chiudere gli occhi di fronte al riproporsi di comportamenti indegni dell’essere umano.

Mantenere viva la memoria, ricordare chi ha fatto ritorno dai Lager e chi invece ha visto finire lì la propria innocente vita, è un dovere nei confronti di quelle persone e delle nuove generazioni. La storia non può e non deve ripetersi, dobbiamo essere vigili e condannare fermamente tutto ciò che ricorda, ammicca o inneggia a quell’odio razzista che provocò una ferita insanabile e che si riapre più spesso di quanto percepiamo. Il Giorno della Memoria (istituito con Legge 211 del 20 luglio 2000) è e resta un punto fermo che ci offre la possibilità di riflettere e raccontare, di mantenere vivo il ricordo di quell’orrore, di spiegarlo a chi crede che sia ormai una pagina chiusa.

Lo faremo insieme, oggi, sabato 27 gennaio alle 11.00 in Sala Don Ticozzi (via Ongania, Lecco) alla cerimonia organizzata dalle Prefettura di Lecco durante la quale verranno consegnate le medaglie d’onore concesse dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, su proposta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, a tre cittadini lecchesi deportati o internati nei Lager nazisti. Si tratta di Franco Milesi, classe 1924 nato e residente a Erve e due attribuzioni alla memoria ad Alfredo Balatti, classe 1917 di Rongio, frazione di Mandello e Alessandro Fumagalli, nato nel 1923 a Santa Maria Hoè.

Alle 20.45, sempre in Sala Don Ticozzi, verrà ospitato l’evento istituzionale organizzato dalla Provincia e dal Comune di Lecco “Un racconto di viaggio” a ingresso libero. L'iniziativa, organizzata in collaborazione con Coworking Lecco, descrive l'esperienza di un viaggio, da Auschwitz a Torino, attraverso i luoghi narrati nel libro “La Tregua” di Primo Levi, che da fisico diventa metafisico, vivendo in prima persona l'esperienza del vagare, inquieto e apparentemente senza meta, di un uomo il cui desiderio di ritorno a casa si contrappone a una ricerca di se stesso dopo la violenza dei campi di sterminio. Stefano Rusconi, consulente finanziario milanese di 42 anni e Ambrogio Bagnarelli, ingegnere mantovano di 40 anni, raccontano il loro viaggio lungo il surreale itinerario che Primo Levi percorse nel 1945 per ritornare in Italia dopo il tremendo anno di prigionia ad Auschwitz. A più di 70 anni di distanza, i due viaggiatori riscoprono sorprendentemente tutti i luoghi narrati dall'autore utilizzando come unica guida proprio lo straordinario testo de La Tregua. Pagina dopo pagina, tappa dopo tappa, il libro non apparirà loro più solo un’autorevole testimonianza storica, ma si rivelerà una fonte di riflessioni incredibilmente attuali. Un percorso verso la libertà e la pace che attraversa dieci nazioni, suggestivo e ricco di curiose analogie tra gli stati d’animo dei popoli europei di allora e di oggi.

Il Comune di Lecco è costantemente impegnato, non solo in concomitanza con il Giorno della Memoria, nella battaglia per la tutela e la promozione dei valori di Resistenza e antifascismo. Nelle scorse settimane il Consiglio comunale ha infatti approvato l’ordine del giorno avente come oggetto “Valori della Resistenza antifascista e dei principi della Costituzione repubblicana. Atto di indirizzo politico-amministrativo” attraverso il quale ci impegniamo ad adottare misure contro ogni espressione di neofascismo o neonazismo e contro ogni manifestazione di discriminazione e di intolleranza, individuando le forme e le modalità più efficaci per non consentire, secondo i mezzi e i limiti previsti dall'ordinamento e principalmente attraverso il Regolamento Comunale, che le organizzazioni neofasciste abbiano agibilità politica sul territorio cittadino, in particolare nell'ambito delle occupazioni di suolo pubblico; per il mantenimento della memoria storica della Resistenza e delle origini antifasciste della Repubblica Italiana, con iniziative culturali in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado e nei luoghi di aggregazione; per sensibilizzare la cittadinanza sui nuovi fascismi e nazifascismi con particolare attenzione alle fasce più giovani o vulnerabili.

Nei prossimi giorni presenteremo inoltre la “Mappa della Memoria” dedicata ai luoghi simbolo della Resistenza.

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