Lecco, 07 novembre 2019   |  

Giornata dell'Economia: positiva la bilancia commerciale lariana

Galimberti: “Fatta la Camera lariana, bisogna adesso fare la mentalità lariana”

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Presentata oggi, in occasione la XVII Giornata dell’Economia, la fotografia del tessuto economico dell'area vasta lariana elaborata dalla Camera di Commercio di Como e PSTClass e che evidenzia le correlazioni con gli altri territori di riferimento e le traiettorie evolutive.

Il quadro complessivo che emerge, presentato da Carlo Guidotti della Camera di Commercio,  colloca l’area vasta lariana in primo piano a livello regionale con 73.500 imprese registrate, il 7,7% del totale lombardo, per un totale di oltre 90 mila unità locali, di cui 24 mila appartenenti al settore artigiano. Un contesto in forte trasformazione come dimostra il numero delle imprese giovanili insediate che hanno quasi raggiunto quota 6.000 (+6%).

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Nel 1° semestre 2019 il saldo della bilancia commerciale è stato ampiamente positivo (+2,2 miliardi) e in crescita (+1,3%), a fronte del valore regionale “in rosso” e pure in peggioramento (-4,7 miliardi, -6,9%). Nel 2018, il valore aggiunto dell’economia lariana è cresciuto del 2,2% (Lombardia +1,7%); e anche il comparto turistico continua a migliorare i suoi valori. Gli arrivi di turisti hanno superato per la prima volta quota 1,5 milioni, con una crescita significativa sia per gli esercizi alberghieri (+5,7%), sia per le altre strutture (+2,4%).

74457916 418354879093660 624331796359675904 nDalla fotografia emergono anche elementi di criticità legati, tra le altre cose, alla non facile congiuntura internazionale caratterizzata da tensioni tariffarie, instabilità geopolitica, crescita rallentata di tutte le principali economie. Prosegue il calo delle imprese lariane (-200 nel 1° semestre 2019) e il processo di selezione delle realtà artigiane (-170) e gli indici della produzione industriale e artigiana non hanno ancora raggiunto i valori massimi toccati nel 2008, prima dell’avvio della crisi.
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Alta poi la quota di residenti che trovano occupazione fuori dai confini lariani, in Italia e all’estero, che denota una ancora scarsa attrattività rispetto al polo milanese e ad altri sistemi economici limitrofi, tra cui il Canton Ticino. Le stesse aziende segnalano difficoltà di reperimento di profili professionali adeguati per oltre un terzo delle figure ricercate (ben più che in altre realtà anche lombarde).

«Il trend complessivo dell’area vasta lariana è la risultante degli andamenti dei singoli settori e, soprattutto, di due sistemi economici provinciali con traiettorie evolutive differenti. L’economia lecchese è basata sul settore meccanico, con la Germania di gran lunga primo partner commerciale; la crisi dell’automotive tedesco, legata alla difficile riconversione verso modelli ad alimentazione elettrica o ibrida, sta influendo sulle performance e sulle aspettative delle nostre imprese di quel comparto. L’economia comasca, invece, sta vivendo un momento più positivo grazie alle produzioni di alta gamma, e soprattutto grazie al turismo, che dopo EXPO, ha messo a segno una crescita davvero significativa (+23% le presenze nel 2018 rispetto al 2013)» commenta Marco Galimberti, Presidente della Camera di Commercio di Como-Lecco.

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Ulteriori dati sono stati presentati da Gianni Menicatti del gruppo PSTCLAS e da Michele Rusconi della Camera di Commercio: "Nel territorio lariano il dato dell'occupazione è al 67%, tra le top 20 in Italia. Il tasso femminile nel 2018 a Lecco ha segnato il suo massimo storico con il 60,8%, mentre a Como è comunque al 58,1%. La disoccupazione si attesta al 5,6% a Lecco e al 7.3%. I Neet sono l'8% dei giovani a Lecco e il 9% a Como, un dato molto basso rispetto alla media nazionale".

 

Buoni dati sia per la bassa mortalità sul lavoro (Lecco 14esima e Como decima a livello nazionale) e sia per quanto riguarda la percentuale di redditi medio alti. "La percentuale dei laureati sugli occupati è in entrambe le province inferiore alla media nazionale; molto alta invece la presenza di non laureati anche nelle figure altamente qualificate, segno che il sistema formativo nel tempo ha sempre dato grande attenzione agli studi tecnici e che nelle imprese ci sono importanti percorsi formativi interni".


«Per sostenere la crescita della competitività delle imprese bisogna puntare sul capitale umano, sul trasferimento tecnologico, sull’internazionalizzazione, sull’ecosistema del credito, sulla semplificazione amministrativa, sulla trasparenza del mercato, sull’E- government e la digitalizzazione, e sulla diffusione della cultura di impresa.» prosegue Marco Galimberti.

«Siamo consapevoli che si tratta di un work-in-progress, anche perché possiamo fare tesoro delle recenti positive esperienze delle Camere consorelle che hanno ultimato il loro percorso di accorpamento prima di noi. Alla prova dei fatti i nuovi modelli organizzativi si sono rivelati virtuosi sotto molteplici profili, tra gli altri quello della salvaguardia e del potenziamento dei servizi sui territori, quello del miglioramento delle relazioni con le categorie economiche, quello del mantenimento di soddisfacenti livelli degli interventi economici nonostante il dimezzamento delle entrate da diritto annuale. Parafrasando un celebre detto, “Fatta la Camera lariana, bisogna adesso fare la mentalità lariana”».

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