Lecco, 27 gennaio 2020   |  

Giornata della Memoria: 34 lecchesi insigniti della medaglia d'onore

Il Prefetto: Auschwitz continua a tormentare la mente e il cuore degli uomini degni di questo nome: se comprendere è impossibile, conoscere è indispensabile.

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“Onorare questa giornata con la giusta solennità è occasione per indicare a tutti noi cittadini italiani il modo per sentirsi tale”. Con queste parole il prefetto Michele Formiglio ha aperto l'appuntamento lecchese per la Giornata della Memoria, durante cui sono state consegnate 34 medaglie d'onore ai cittadini deportati o internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto.

“Rendiamo onore a coloro che, posti d'innanzi alla scelta tra la dura prigionia e l'adesione al nazi-fascismo, opzione che garantiva un miglioramento delle condizione di vita e il ritorno a casa, in grandissima parte resistettero al regime scegliendo di rimanere fedele alla Patria, nonostante le violenze, le privazioni e le umiliazioni che sono rimaste fissate nella memoria e nelle pagine dei loro diari. Le vittime portano nel proprio corpo e nell'animo il ricordo di quell'orrore. Siamo noi a dover ricordare quello che è stato, interrogandoci su un passato che ci appartiene intimamente come italiani e che ci chiama a contrastare i segni dell'intolleranza”.

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Il Prefetto ha sottolineato l'importanza del Giorno della Memoria sopratutto per le nuove generazioni, rappresentate in sala da 150 studenti della Ticozzi di Lecco e da una rappresentanza di 15 ragazzi del Fiocchi: “Il 27 gennaio è il giorno dell'apertura cancelli Auschwitz, ci deve ricordare il criminale progetto della Shoah. Ma è anche occasione per noi di fare memoria delle vergognose leggi razziali e delle persecuzioni agli ebrei italiani. Auschwitz continua a tormentare la mente e il cuore degli uomini degni di questo nome: se comprendere è impossibile, conoscere è indispensabile. Ci ricorda di quali errori è capace l'uomo se si lascia catturare da odio, fanatismo e aberrazioni”.

DSCN9228“Le giovane generazioni – conclude - devono sentire come proprio la condanna degli episodi di soprusi e i valori di giustizia e umanità, soprattutto oggi che tramite il web i semi di odio si trasmettono in maniera incontrollata”.

Presente in prima fila l'unico dei premiati ancora in vita, il signor Alessandro​​ Ambrosini, classe 1923, membro del 67esimo reggimento fanteria a Como. Il 12 settembre 1943 scappò a Cortenova, ma fu scoperto nei rastrellamenti avvenuti sulle montagne valsassinesi. Internato in Germania, fu rimpatriato il 16 ottobre 1945.

Le altre 33 medaglie d'onore consegnate sono invece state alla memoria:

Comune di BARZIO
Arrigoni Costantino​​​​ (classe 1923)
Combi Giovanni ​​​​(classe 1914) ​
Plati Giuseppe ​​​​​(classe 1913)
Ruffinoni Giuseppe ​​​​(classe 1920)

DSCN9224Comune di BALLABIO
Casari Giovanni​​​​ (classe 1910)
Goretti Rocco ​​​​(classe 1918)​

Comune di CALOLZIOCORTE
Angeloni Mario​​​​ (classe 1920) ​

Comune di DOLZAGO
Brambilla Natale ​​​(classe 1918)

Comune di INTROBIO
Spotti Lino ​​​​(classe 1916)
Tantardini Abramo ​​​(classe 1923)

Comune di MANDELLO
Bertarini Carlo ​​​(classe 1922) ​​

Comune di MOGGIO
Arrigoni Pietro​​​​ (classe 1914)
Galbani Martino ​​​(classe 1924)

Comune di OLGINATE
Gilardi Gaetano ​​​(classe 1919) ​
Vassena Giovanni ​​​(classe 1917)

Comune di PARLASCO
Busi Clemente ​​​​(classe 1914)

Comune di PASTURO
Bergamini Guido​​​ (classe 1919)
De Dionigi Angelo ​​(classe 1924)
Invernizzi Giacomo​ ​​(classe 1911)

Comune di PREMANA
Ambrosioni Domenico ​​​(classe 1908) ​
Codega Gallo ​​​​(classe 1923)
Codega Ubaldo​​​​( classe 1923)
Fazzini Paolo ​​​​(classe 1914)
Gianola Giovanni Maria ​​​(classe 1908)
Gianola Giulio ​​​​(classe 1919)
Gianola Mario ​​​​(classe 1924)
Tenderini Pietro ​​​(classe 1918)
Vittori Guido ​​​​(classe 1923)

Comune di PRIMALUNA
Fazzini Carlo ​​​​(classe 1923)
Maroni Attilio ​​​​(classe 1922)
Maroni Giorgio ​​​​(classe 1909)

Comune di TACENO
Caverio Dionigi ​​​​(classe 1922)

Comune di VALMADRERA
Anghileri Santino ​​​​(classe 1924)

 

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