Lecco, 10 aprile 2017   |  

"GiocaAbile" diventerà un prototipo grazie a Fondazione Cariplo

L'istituto Medea partecipa a un progetto per la realizzazione di soluzioni tecnologiche innovative nel campo della riabilitazione.

Emilia Biffi

Emilia Biffi, ingegnere biomedico presso l’Area di tecnologie applicate all’IRCCS Medea

Ogni bambino ha diritto al tempo libero, al gioco e ad attività ricreative proprie della sua età. In altri termini il gioco è un diritto di tutti i bambini, anche dei bambini con disabilità. Parte da questo semplice quanto spesso disatteso diritto il progetto GiocAbile, sviluppato dal Laboratorio disabilità neuromotorie infantili dell'Istituto Medea, nell’ambito del progetto CREW e ammesso da Fondazione Cariplo alla terza fase, quella di prototipazione e sviluppo del prodotto. Giocabile sarà quindi uno dei sei concept selezionati per migliorare la qualità della vita di persone con fragilità, frutto del lavoro di coprogettazione di clinici, ricercatori, educatori e formatori, aziende e start up, associazioni e policy maker.

Qualche dato ci aiuta a definire la dimensione del problema: il 2% della popolazione mondiale infantile è affetto da disabilità psicomotorie e in Italia sono circa 40 mila i bambini con questo tipo di disabilità. I bisogni e le esigenze di questa fascia di popolazione non sempre, anzi quasi mai se parliamo di gioco, vengono soddisfatte dal mercato.

GiocAbile si candida quindi a colmare questo vuoto, per rispondere al bisogno di integrazione, abilitazione e riabilitazione dei bambini con disabilità motorie con un gioco dalla forte componente tecnologica che sia al tempo stesso abilitante, accessibile e inclusivo.

Si tratta di un videogioco che consente al tempo stesso abilitazione e divertimento: infatti, nelle varie fasi di gioco sarà richiesto ai bambini di compiere diverse tipologie di movimento utilizzando gli arti inferiori o superiori o tutto il corpo; i movimenti saranno studiati con medici e ricercatori, per essere utili anche nella vita di tutti i giorni. Gli obiettivi riabilitativi vengono raggiunti anche grazie alla creazione di oggetti fisici che permettono di interagire con il gioco (guanti, pedane…), progettati sui bisogni e sulle caratteristiche del bambino con disabilità per potenziare da un lato le sue capacità residue e dall’altro per consentirgli di giocare e interagire con bambini normodotati.

“GiocAbile unisce gioco e abilitazione: il bambino infatti, usando anche parti del corpo che generalmente risultano poco utilizzate, riesce a sviluppare funzioni deficitarie - spiega Emilia Biffi, ingegnere biomedico presso l’Area di tecnologie applicate all’IRCCS Medea -. La nostra prospettiva di gioco quindi non è penalizzante ma piuttosto incentivante, poiché consente ai bambini con disabilità di interagire alla pari anche con i bambini normodotati e di soddisfare il loro bisogno di socializzazione e condivisione. In una fase successiva del progetto, GiocAbile potrebbe essere utilizzato anche come strumento di riabilitazione con protocolli clinici associati”.

Divertimento, interazione, abilitazione e possibilità di adattarsi ai bisogni e alle esigenze di ogni giocatore saranno, secondo il gruppo di lavoro, le caratteristiche vincenti del progetto.

Saranno coinvolti nella fase di prototipazione: Matteo Valoriani, FifthIngenium, Milano (capoprogetto); Francesca Fedeli, Associazione Fight The Stroke; Odoardo Picciolini, Fondazione IRCCS Osp. Maggiore Policlinico; Anna Carla Turconi, IRCCS E. Medea, La Nostra Famiglia; Emilia Biffi, IRCCS Eugenio Medea, Polo Bosisio Parini, Lecco; Cristina Maghini, IRCCS Eugenio Medea, Polo Bosisio Parini, Lecco; Simone Pittaccio, CNR-ICMATE Lecco; Matteo Malosio, CNR-ITIA; Alessandro Scano, CNR-ITIA, Milano; Tito Dinon, CNR-ITIA, Milano.

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