Lecco, 07 aprile 2018   |  

Germano Bosisio: "per non restare alla finestra"

"Solo un rinnovato “sentirsi parte di un insieme” fondato su diritti e doveri potrà contrastare gli scenari di un progressivo e generale impoverimento".

germano bosisio

Riceviamo e pubblichiamo una riflessione di Germano Bosisio, cittadino attivo in diversi comitati, sulla gestione dei beni comuni da parte degli amministratori del territroio.

Esistono questioni che rivestono una particolare importanza nella vita di una Comunità. Così pure ci sono momenti che sembrano esprimere visioni e scelte che possono contrassegnare la “cultura” di un Territorio. Quasi delle spie di civiltà o di miopia “direzionale”. La corretta e coerente gestione delle sue risorse economiche e sociali ne rappresenta certamente un aspetto fondamentale.

Il nostro Territorio sta attraversando in tutto ciò un periodo topico identitario che, nel recente passato, ha registrato una scelta di campo nella gestione del bene primario per una Comunità costituito dal patrimonio idrico come anche della catena dei rifiuti, che non a caso dovrebbe rappresentare un'occasione privilegiata per mutare in risorsa ciò che apparentemente sembra essere una zavorra.

E proprio in questi giorni stiamo assistendo ad una gigantesca operazione di fusione-scissione che riguarda anche significative società pubbliche lecchesi ( partecipate esclusivamente da Comuni) nel campo del gas e dell'energia.

In tutti questi casi, non solo a mio giudizio, sembra stia prevalendo sull'interesse generale dei cittadini una logica esclusivamente mercantile e finanziaria che rischia di modificare profondamente natura e prassi dei servizi pubblici attinenti ai cosiddetti Beni Comuni Primari.

E' questo naturalmente un processo che va ben al di là dei nostri ristretti confini locali ma che riguarda scenari nazionali e soprattutto europei e discende da “ideologie” create da uomini, ma fatte passare come “naturali”. Logiche che rischiano di minare in profondità la vita delle comunità locali impoverendole non solo economicamente ( mettendole sistematicamente in competizione tra loro a vantaggio di interessi particolari fatti passare strumentalmente come generali) ma anche democraticamente, concentrando e allontanando sempre più da esse i reali ambiti decisionali subordinandoli peraltro alle sole leggi del Mercato e a solo presunte economie di scala.

E' a tutto questo che mi ha fatto inesorabilmente pensare l'interessantissimo servizio della trasmissione Rai “REPORT” andata in onda lunedì 26 e replicata sabato 31 marzo di cui qui di seguito segnalo il link: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-2392fe59-1811-4a2d-8e0e-1d1848ab965e.html

Un documento imperdibile per chi si voglia effettivamente formarsi una visione realistica delle logiche che imperversano nella gestione dei rifiuti ma anche nel variegato mondo delle Multiutility (in particolare anche quello di A2A, di fatto “dominus” dell'operazione di fusione “lombarda”sopra richiamata) derivate dalle cosiddette ex municipalizzate (significativi specialmente i passaggi al minuto 23' 40” e al 1h 14' 10” e al 1' 17', ma il servizio è tutto da vedere e rivedere).

Sia le scelte “locali” a cui facevo sopra riferimento sia questa eloquentissima inchiesta-verità sembrano accomunate dalla urticante costatazione dello scollamento sempre più evidente tra classe dirigente, ai vari livelli, e la popolazione. Tra rappresentanti e rappresentati !

Basti pensare ad occasioni di approfondimento e comparazione su questi temi, proposti dal basso da una cittadinanza attiva locale, letteralmente snobbati dalla quasi totalità dei nostri amministratori (vedasi ad esempio incontro coi rappresentanti di Contarina Spa (Prov. Di Treviso), società interamente pubblica concretamente virtuosa nel campo della raccolta differenziata ed annessi, peraltro anche ben documentata nell'ultima parte dell'inchiesta giornalistica Rai).

Come immagine altrettanto eloquente: come non riandare ad un recente incontro svoltosi nell'aula magna del Politecnico di Lecco che ha visto dialogare l'arcivescovo Delpini con gli amministratori lecchesi (perlomeno alcuni).

Amministratori che, relazionando sulla loro esperienza diretta di rappresentanti popolari, non hanno nemmeno sfiorato i problemi sopra evidenziati che invece dovrebbero costituire importanti architravi del loro operato ( la gestione oculata e coerente dei Beni Comuni) , soprattutto secondo una visione valoriale. Così pure in quell'occasione “autocelebrativa” non sembra essere emersa in modo efficace la centralità del progressivo svuotamento dal livello locale di funzioni effettive di programmazione e gestione territoriale e di una collegata graduale contrazione dei modelli di partecipazione effettiva della Collettività alla vita pubblica.

Altro che “ Per un'arte di buon vicinato” !

Quindi non possiamo certamente dire grazie alla gran parte dei nostri amministratori ( per fortuna una minoranza è in crescita ) che non ha saputo tutelare , nelle scelte di campo relative alla gestione dei Beni Comuni Primari, le reali esigenze della Collettività, privilegiando nei fatti, e non nei proclami, interessi particolari anche di natura partitica. Oltre che appiattirsi su logiche puramente economiche che confondono i fini (servire l'Uomo e il Cittadino) con gli strumenti (l'economia – e specialmente la Finanza - e il Potere). Altro che perseguire convinzioni e prassi da “buon padre di famiglia” a cui si dovrebbe sempre ispirare il bravo amministratore !

Solo una nuova stagione caratterizzata da un reale spirito partecipativo e dal basso potrà invertire questa tendenza socialmente ed economicamente suicida.

Solo un rinnovato “sentirsi parte di un insieme” fondato su diritti e doveri potrà contrastare gli scenari di un progressivo e generale impoverimento, che ha soprattutto nei giovani le maggiori vittime.

Solo una impietosa quanto reale e crescente consapevolezza critica potrà aiutare a costruire una ragionevole speranza di futuro. Altro che maxi aggregazioni societarie, teleriscaldamento o grandi scenari di revisione del PGT o progetti per la “Grande Lecco” !

Germano Bosisio

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

15 Dicembre 1964 dal poligono di Wallops Island, (in Virginia, Stati Uniti), viene lanciato il primo satellite italiano, il San Marco I

Social

newTwitter newYouTube newFB