Lecco, 25 agosto 2018   |  

Francesco in Irlanda: “La famiglia è il collante della società”

Il Papa poi insiste sui legami dell’umanità che vanno consolidati per fare del mondo un’unica famiglia di popoli.

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Papa Francesco è giunto in Irlanda per il suo 24esimo viaggio apostolico.
Il capo di Stato Michael Higgins con la moglie Sabine Coyne lo accoglie dopo 40 anni dalla visita di San Giovanni Paolo II. Alle 11.15 ora locale, Francesco arriva nella Residenza presidenziale, conosciuta anche come la “Casa Bianca” d’Irlanda.

Al termine dell’incontro privato, nel giardino della Residenza il Santo Padre pianta un albero come ricordo della visita, auspicio di pace e speranza e segno di una stagione nuova per il Paese e poi saluta una famiglia di rifugiati e un'altra famiglia, irlandese, che ha fatto la scelta di aprire le porte della propria casa agli immigrati, ospitandoli ed aiutandoli.

Pochi minuti dopo, percorrendo appena 5 km di strada, Francesco arriva al Castello di Dublino, per incontrare le autorità, la società civile e il corpo diplomatico e una delegazione dell’Irlanda del Nord che egli menziona subito con affetto nel suo primo discorso ufficiale, soffermandosi sul grave scandalo degli abusi sessuali sui minori da parte di membri della Chiesa.
“Il fallimento delle autorità ecclesiastiche – vescovi, superiori religiosi, sacerdoti e altri – nell’affrontare adeguatamente questi crimini ripugnanti, ha giustamente suscitato indignazione e rimane causa di sofferenza e di vergogna per la comunità cattolica. Io stesso condivido questi sentimenti. Il mio predecessore, Papa Benedetto, non risparmiò parole per riconoscere la gravità della situazione e domandare che fossero prese misure «veramente evangeliche, giuste ed efficaci» in risposta a questo tradimento di fiducia. Il suo intervento franco e deciso continua a servire da incentivo agli sforzi delle autorità ecclesiali per rimediare agli errori passati e adottare norme stringenti volte ad assicurare che non accadano di nuovo”.

Eliminare a tutti i costi "questo flagello nella Chiesa", ripete Francesco, facendo riferimento alla recente Lettera al Popolo di Dio sullo scandalo degli abusi sessuali commessi in ogni Paese del mondo. Ogni bambino è infatti dono prezioso di Dio da custodire, mentre ribadisce che la Chiesa d’Irlanda ha svolto nel passato e nel presente un ruolo di promozione del bene dei più piccoli “che non può essere oscurato”.
“È mio auspicio – dichiara Francesco -che la gravità degli scandali degli abusi, che hanno fatto emergere le mancanze di tanti, serva a sottolineare l’importanza della protezione di minori e adulti vulnerabili da parte dell’intera società. In questo senso, siamo tutti consapevoli dell’urgente necessità di offrire ai giovani un saggio accompagnamento e valori sani per il loro cammino di crescita”.

Riferendosi al nono Incontro mondiale delle Famiglie che si sta svolgendo, dice: “La famiglia è il collante della società; il suo bene non può essere dato per scontato, ma va promosso e tutelato con ogni mezzo appropriato. È nella famiglia che ciascuno di noi ha mosso i primi passi nella vita. Lì abbiamo imparato a convivere in armonia, a controllare i nostri istinti egoistici, a riconciliare le diversità e soprattutto a discernere e ricercare quei valori che danno autentico significato e pienezza alla vita”.

Il Papa poi insiste sui legami dell’umanità che vanno consolidati per fare del mondo un’unica famiglia di popoli; e forte è la sua chiamata all’unità e alla solidarietà, specialmente nei riguardi dei fratelli e delle sorelle più deboli, per contrastare i mali persistenti dell’odio razziale, della violenza, del divario tra ricchi e poveri, del disprezzo per la dignità e i diritti umani.

Francesco continua: “Forse la sfida che più provoca le nostre coscienze in questi tempi è la massiccia crisi migratoria, che non è destinata a scomparire e la cui soluzione esige saggezza, ampiezza di vedute e una preoccupazione umanitaria che vada ben al di là di decisioni politiche a breve termine”.

Il Papa chiude lodando l’impegno e gli sforzi fatti per costruire solide relazioni tra la Santa Sede e il libero Stato d’Irlanda. ”Oggi come in passato, uomini e donne che abitano questo Paese si sforzano di arricchire la vita della nazione con la sapienza nata dalla fede. Anche nelle ore più buie dell’Irlanda, essi hanno trovato nella fede la sorgente di quel coraggio e di quell’impegno che sono indispensabili per forgiare un avvenire di libertà e dignità, giustizia e solidarietà. Il messaggio cristiano è stato parte integrante di tale esperienza e ha dato forma al linguaggio, al pensiero e alla cultura della gente di quest’isola”.

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