Lecco, 04 giugno 2018   |  

Francesco a Ostia: “Rendici portatori gioiosi di te”

Abbattere «i muri dell’indifferenza e dell’omertà», sradicare «le inferriate dei soprusi e delle prepotenze», aprire «le vie della giustizia, del decoro e della legalità».

papa francesco bergoglio seduto

Papa Francesco ha celebrato la solennità del Corpus Domini, ripetendo un gesto compiuto cinquant’anni fa dal beato Paolo VI prossimamente santo e “interrompendo” la tradizione degli ultimi quarant’anni di celebrare questa festa a San Giovanni in Laterano.

Il Papa nell’omelia della Messa celebrata ieri ad Ostia, nel piazzale antistante la parrocchia di Santa Monica, per il Corpus Domini ha ribadito che “Gesù non predilige luoghi esclusivi ed escludenti. Egli ricerca posti non raggiunti dall’amore, non toccati dalla speranza. In quei luoghi scomodi desidera andare e chiede a noi di fargli i preparativi”. “Quante persone sono prive di un posto dignitoso per vivere e del cibo da mangiare!”, ha esclamato Francesco: “Ma tutti conosciamo delle persone sole, sofferenti, bisognose: sono tabernacoli abbandonati. Noi, che riceviamo da Gesù vitto e alloggio, siamo qui per preparare un posto e un cibo a questi fratelli più deboli. Egli si è fatto pane spezzato per noi; chiede a noi di donarci agli altri, di non vivere più per noi stessi, ma l’uno per l’altro”.

I discepoli, dice il Vangelo, prepararono dopo essere “entrati in città”: “Il Signore – ha commentato – ci chiama anche oggi a preparare il suo arrivo non rimanendo fuori, distanti, ma entrando nelle nostre città. Anche in questa città, il cui nome – Ostia – richiama proprio l’ingresso, la porta. Signore, quali porte vuoi che ti apriamo qui? Quali cancelli ci chiami a spalancare, quali chiusure dobbiamo superare?”. “Gesù desidera che siano abbattuti i muri dell’indifferenza e dell’omertà, divelte le inferriate dei soprusi e delle prepotenze, aperte le vie della giustizia, del decoro e della legalità”, l’appello del Papa: “L’ampio lido di questa città richiama alla bellezza di aprirsi e prendere il largo nella vita. Ma per far questo occorre sciogliere quei nodi che ci legano agli ormeggi della paura e dell’oppressione. L’Eucaristia invita a lasciarsi trasportare dall’onda di Gesù, a non rimanere zavorrati sulla spiaggia in attesa che qualcosa arrivi, ma a salpare liberi, coraggiosi, uniti”. “Avete provato situazioni dolorose; il Signore vuole esservi vicino”, ha assicurato Francesco agli abitanti di Ostia: “Apriamogli le porte e diciamogli: Vieni, Signore, a visitarci. Ti accogliamo nei nostri cuori, nelle nostre famiglie, nella nostra città. Grazie perché ci prepari il cibo della vita e un posto nel tuo Regno. Rendici preparatori attivi, portatori gioiosi di Te che sei la via, per portare fraternità, giustizia e pace nelle nostre strade. Amen”.

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