Lecco, 03 agosto 2019   |  

Fiom Lecco: piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale

Il contratto dell’industria metalmeccanica in Italia si applica a un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori.

maurizio oreggia

Raggiunta l’ipotesi di piattaforma unitaria per il rinnovo del contratto nazionale dell’industria metalmeccanica. Nella giornata di giovedì, a Roma, si è tenuta una riunione di tutti i segretari regionali e provinciali della Fiom Cgil, dove Francesca Re David (segretario generale dei metalmeccanici) ha illustrato i contenuti, il lavoro e le dinamiche che sono servite a raggiungere una sintesi tra Fiom, Fim e Uilm. Un percorso non scontato, considerato che l’ultima piattaforma unitaria che portò poi alla sottoscrizione del Ccnl del 2008 risale al 2006.

“Si tratta di un passaggio importante – afferma il segretario generale della Fiom Cgil Lecco Maurizio Oreggia, presente all’incontro di Roma -: è doveroso sottolineare che viviamo in un mondo del lavoro mai così frammentato e diviso; trovare una quadra unitariamente, frutto di un mix di esperienze e di vedute non potrà che arricchire di merito la discussione, tentando così di riunificarlo”.

Il contratto dell’industria metalmeccanica in Italia si applica a un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori, di cui decine di migliaia solo nella provincia di Lecco. “Ora abbiamo un documento che sarà sottoposto al voto nei luoghi di lavoro – prosegue Oreggia -. Non è per nulla un fatto scontato. Dobbiamo ricordarci che le stagioni dei contratti separati sono sempre state determinate da una mancanza di regole condivise”.

Martedì 3 settembre ci sarà l’Assemblea generale del comitato centrale della Fiom, il giorno dopo i consigli unitari di Fiom, Fim e Uilm. Successivamente prenderà il via la campagna di assemblee per illustrare i contenuti della piattaforma. “Ma è già chiaro che la sintesi raggiunta determina una maggiore forza contrattuale – sottolinea Oreggia -. Un’anticipazione: per il rinnovo del contratto chiediamo aumenti salariali sul trattamento economico minimo dell’8%”.

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