Lecco, 06 luglio 2018   |  

Fetival Zelioli: in Basilica il primo Fraternization Concert

Protagonisti i Piccoli Cantori delle Colline di Brianza e Li.Ve. Licabella Vocal ensemble di La Valletta Brianza e quello delle Mädchenchor Am Kölner Dom di Colonia.

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Dopo l’evento inaugurale di ieri con la sfilata dei cori nel centro della città, l’arrivo delle Lucie con le bandiere delle nazioni partecipanti, l’esecuzione dell’inno europeo ed il concerto del coro ospite canadese, la Basilica di San Nicolò ha ospitato il primo Fraternization Concert del Festival.

Hanno partecipato due cori: quello dei Piccoli Cantori delle Colline di Brianza e Li.Ve. Licabella Vocal ensemble di La Valletta Brianza e quello delle Mädchenchor Am Kölner Dom di Colonia.

Fondato nel 1996 e diretto da Flora Anna Spreafico, il coro italiano ha proposto 4 brani in lingua latina: Confitemini Domino 1 di Alessandro Costantini, Audi Filia di Gianmartino Durighello, Maria Mater Gratiae di Gabriel Fauré ed il cantico Salve Mater misericordiae.

Fondato nel 1989 dal Prof. Eberhard Metternich, direttore della musica della cattedrale di Colonia, e composto da 150 ragazze, il coro tedesco ha invece cantato: il gregoriano Tria sunt munera, Jubilate Deo di Colin Mawby, Laudi alla Vergine Maria di Giuseppe Verdi e O clap your hands di Douglas Coombes.

A valutare le esibizioni dei giovani cantori era presente la Commissione Artistica Internazionale, composta da 5 membri: M° Monsignor Robert Tyrala (Polonia), M° Jean-François Duchamp (Francia), M° Jakub Martinec (Repubblica Ceca), M° Rober Michaels (Svizzera) e M° Antonio Scaioli (Italia).

Ha poi chiuso la serata l’emozionante concerto del coro ospite Ukrainian Boys Choir “Dzvinochok”. Fondato nel 1967 Kiev, è oggi il miglior Coro Maschie Giovanile dell’Est Europa. Il direttore Ruben Tolmachov ha proposto l’esecuzione di 10 brani, tra cui uno Stabat Mater così introdotto: “Come 2000 anni fa la madre di Cristo piangeva la crocifissione del Figlio, così tante madri piangono la morte dei loro figli nella guerra che ancora oggi insanguina l’Ucraina”.

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