Lecco, 06 ottobre 2017   |  

Ferrovie in tilt, Gilardi: la situazione sarà sempre peggio per i pendolari

"Paghiamo da diversi anni la cieca e fallimentare politica regionale che ha scelto di affidare direttamente il servizio ferroviario a Trenord".

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“Parole, Parole, Parole” è il titolo di una delle canzoni più celebri di Mina, ma anche la declinazione degli innumerevoli proclami di Regione Lombardia dinanzi ai costanti ed innumerevoli disservizi che stanno funestando la linea Milano-Lecco-Tirano negli ultimi anni.

Prima fu un problema legato al sistema operativo di gestione dei turni dei macchinisti e controllori, poi il caldo africano, di seguito il freddo siberiano e per finire le ire di Giove pluvio: morale della favola, pendolari abbandonati al loro triste destino di confidare nella presenza di un treno che non solo non si sa quando arrivi, ma ultimamente nemmeno se e quando parta.

E' inconcepibile che nel 2017 una delle linee più utilizzate della regione sia alla mercé di un treno che si blocca in linea e paralizza l'intera circolazione da e per Lecco.

I guasti, come del resto gli sbagli nella vita, possono capitare, ma quando diventano seriali c'è almeno da porsi qualche interrogativo.

Come mai non è stato previsto uno scambio tra le stazioni di Carnate e Calolziocorte–Olginate durante i lavori del raddoppio ferroviario?

Perché in Finlandia i treni circolano regolarmente con temperature che sfiorano i – 30 ° ed in Lombardia alla prima gelata, per non parlare di una nevicata, i treni vanno in panne?

Chi e come programma la manutenzione del materiale rotabile visto che sovente si viaggia per diverse settimane ad esempio senza porte dei bagni (si avete letto bene senza porte dei bagni) o con condizionatori perennemente fuori uso?

Per non parlare poi della sicurezza a bordo. Sicurezza vuole dire si maggiori controlli (e l'introduzione di guardie giurate a fianco del personale di bordo è di per sé lodevole), ma anche e sopratutto trovare opportune soluzioni per impedire che viaggino treni con il doppio dei passeggeri consentito o circolino carrozze con una climatizzazione confacente al periodo dell'anno (a quanti svenimenti per l'eccessivo caldo o freddo dovremmo ancora assistere?).

Il guasto, come già detto, può capitare ed essere di conseguenza giustificabile se estemporaneo, ma in questi ultimi anni è la regola e non passa settimana, per non dire giornata, che non ne capiti uno.

La Regione ha annunciato pochi mesi fa in pompa magna l'acquisto di 160 nuovi treni. Bene, ottimo, bis, direte! Peccato che noi ne vedremo forse 10 entro il 2020, gli altri 150 forse i nostri nipoti nel 2050...

Tutti i giorni siamo costretti a viaggiare su dei treni che hanno in media oltre 30 anni, è un po' come se quotidianamente e per più volte al giorno andassimo avanti ed indietro da Milano con una Fiat 128: non bisogna di certo essere ingegneri meccanici per capire che un guasto o una avaria sono dietro all'angolo, o ancora più vicino, sotto al proprio naso.

Non per fare il menagramo, ma ho paura che la situazione nei prossimi mesi sarà sempre ancora peggio di quella che stiamo vivendo in questi giorni tristi e bui per noi pendolari.

Paghiamo da diversi anni la cieca e fallimentare politica regionale che ha scelto di affidare direttamente il servizio ferroviario a Trenord, anziché metterlo a gara. Si sarebbe potuto fare benissimo come l'Emilia Romagna che ha previsto nel bando ad evidenza pubblica una base d'asta che prevedeva, oltre alla gestione del servizio, l'acquisto di nuovi treni. Non ci troveremmo oggi in questa situazione emergenziale ed in attesa del 2050 per un rinnovo di gran parte del materiale rotabile.

Concludo con un'ultima considerazione simpatica per chi legge, un po' meno per chi per studio o per lavoro fa del pendolarismo una condizione di vita: la durata del viaggio da Milano a Tirano si attesta oggi, naturalmente nelle rarissime volte in cui va tutto per il verso giusto, in 2 ore e 32 minuti... lo stesso tempo che ci impiegava mio nonno nei primi anni cinquanta!

Regione Lombardia sbandiera ai quatto venti la richiesta di maggiore autonomia (che tra l'altro condivido nella sostanza ma non nella forma di attivazione del percorso): però sarebbe auspicabile che iniziasse a dedicarsi meglio alla gestione delle funzioni che già oggi esercita in prima persona!

Antonio Gilardi – Ex Vice Sindaco Olginate e pendolare

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