Lecco, 16 luglio 2018   |  

Fattura elettronica solo per i soggetti stabiliti

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Nuovi chiaramenti giungono sul tema dall'Agenzia delle Entrate.

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Uno dei più rilevanti contributi forniti dalla circolare Agenzia delle Entrate n. 13 del 2 luglio 2018 in tema di fatturazione elettronica obbligatoria riguarda la non applicabilità delle disposizioni in parola ai soggetti che sono identificati ai fini IVA in Italia, ma non sono stabiliti nel territorio dello Stato.

Il chiarimento si è reso necessario poiché si è registrato un non perfetto allineamento tra le disposizioni di cui all’art. 1 comma 3 del DLgs. 127/2015 (come modificato dalla legge di bilancio 2018) e il perimetro entro il quale l’Italia è stata autorizzata dal Consiglio Ue ad applicare misure speciali di deroga delle previsioni della Direttiva 2006/112/CE in tema di fatturazione elettronica.

Più precisamente, avendo esperito le varie fasi della procedura prevista dall’art. 395 della direttiva 2006/112/CE, in data 16 aprile 2018, il Consiglio della Ue ha emanato la decisione di esecuzione (UE) 2018/593 secondo cui l’Italia è stata autorizzata:
in deroga all’art. 218 della direttiva 2006/112/CE, ad accettare – come fatture – documenti o messaggi solo in formato elettronico;
in deroga all’art. 232 della direttiva 2006/112/CE, a disporre che l’uso delle fatture elettroniche non sia subordinato all’accordo del destinatario.

L’autorizzazione è stata tuttavia rilasciata per le sole fatture emesse da soggetti passivi stabiliti nel territorio italiano; deve trattarsi, inoltre, di soggetti passivi diversi da quelli che beneficiano della franchigia per le piccole imprese di cui all’art. 282 della direttiva IVA.

La norma nazionale, in parziale difformità, dispone invece il suddetto obbligo di fatturazione elettronica senza obbligo di preventivo accordo per le “cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate tra soggetti residenti, stabiliti o identificati nel territorio dello Stato”.

La difformità riguarda dunque i soggetti esteri che si sono identificati ai fini IVA in Italia direttamente, ai sensi dell’art. 35-ter del DPR 633/72 (procedura riservata ai soli soggetti stabiliti in altri Stati membri Ue) oppure mediante la nomina di un rappresentante fiscale, ai sensi dell’art. 17 comma 3 del DPR 633/72 (procedura a cui sono ammessi tutti i soggetti esteri, ovunque stabiliti).

Deve notarsi come, in merito ai soggetti identificati ai fini IVA in uno Stato membro, l’art. 11 comma 3 del Regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 stabilisca che “il fatto di disporre di un numero di identificazione IVA non è di per sé sufficiente per ritenere che un soggetto passivo abbia una stabile organizzazione”.

Tale disposizione, essendo prevista da un Regolamento Ue è direttamente applicabile nell’ordinamento interno. Da ciò discende che il disallineamento tra l’autorizzazione concessa e il disposto dell’art. 1 comma 3 DLgs. n. 127/2015 deve essere risolto prediligendo la posizione Ue, secondo cui solo i soggetti stabiliti possono essere obbligati a emettere fattura elettronica. La circolare conclude infatti che la norma nazionale deve essere interpretata in senso conforme alla decisione di autorizzazione, alla direttiva IVA e ai principi di proporzionalità e neutralità fiscale.

Alcune notazioni sono tuttavia necessarie. Il richiamato requisito soggettivo – che deve coesistere sia per il fornitore che per l’acquirente – vige per l’emissione di fatture elettroniche senza preventivo accordo, ma non sussiste in caso di preventivo accordo, che si ricorda può derivare anche da comportamento concludente del destinatario (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 18/2014).

La circolare n. 13/2018, a riguardo, conferma che non è incompatibile con l’autorizzazione concessa dal Consiglio Ue l’emissione di fatture elettroniche nei confronti di un soggetto identificato ai fini IVA in Italia ma non ivi stabilito (o residente), purché su richiesta possa ottenere copia cartacea della fattura.

In sintesi, si ritengono possibili i seguenti scenari relativi a soggetti identificati ma non stabiliti in Italia:
- le operazioni attive poste in essere da un soggetto passivo stabilito nei confronti di un soggetto identificato ma non stabilito sono, in via generale, certificate mediante fattura cartacea; tali operazioni, possono, in via facoltativa, essere certificate mediante fattura elettronica (con obbligo di preventivo consenso), purché il ricevente la fattura, su richiesta, ne ottenga copia cartacea;
- per le operazioni attive poste in essere da un soggetto identificato ma non stabilito in Italia nei confronti di un soggetto stabilito (per le quali si è tenuti alla fatturazione, cfr. ris. n. 89/2010) non vi è obbligo di certificazione mediante fattura elettronica (senza preventivo consenso). Tuttavia, il soggetto passivo non stabilito può facoltativamente certificare le operazioni con emissione di fattura elettronica (con obbligo di preventivo consenso).

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