Lecco, 18 giugno 2018   |  

Fattura elettronica in attesa di chiarimenti

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Al riguardo gli operatori auspicano un intervento chiarificatore da parte dell’Amministrazione finanziaria.

CroppedImage720439 fisco

In merito alla fatturazione elettronica ad oggi vi sono almeno due questioni che necessitano chiarimenti: la prima riguarda la gestione dello scarto del documento, la seconda il lasso di tempo che può eventualmente intercorrere fra la data di creazione della fattura e quella di trasmissione al Sistema di Interscambio (SdI). Al riguardo gli operatori auspicano un intervento chiarificatore da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Il provvedimento Agenzia delle Entrate n. 89757 ha specificato come la fattura elettronica che sia stata scartata si debba considerare non emessa. Risulta dunque di fondamentale importanza la corretta gestione del nuovo invio del documento, al fine di non incorrere nelle violazioni connesse alla tardiva fatturazione.

Nel videoforum del 24 maggio scorso, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, in caso di mancato superamento dei controlli effettuati dal SdI, il cedente o prestatore avrà cinque giorni a disposizione per procedere a una nuova trasmissione, senza incorrere in violazioni, atteso che la data di trasmissione è nota al Sistema di Interscambio. Qualche dubbio resta ancora, tuttavia, in ordine alla data che deve essere indicata all’interno del documento per il quale si deve procedere a nuovo invio, nonché alla sua numerazione.

Sulla base del fatto che, per usare le parole dell’Amministrazione finanziaria, “la data di trasmissione della fattura elettronica al SdI è nota” e fermo restando che le disposizioni in tema di nuova trasmissione rientrano nelle consolidate regole proprie dei modelli dichiarativi, verrebbe da concludere che il documento “ritrasmesso” debba conservare gli elementi (data e numero) originari.

Si rileva che, pur non essendo chiaro se la e-fattura debba riportare la data originaria o, “considerato il lasso di tempo ammissibile per provvedere al nuovo invio senza commettere una violazione”, la data in cui avviene la nuova trasmissione, tecnicamente potrebbero risultare adottabili entrambe le soluzioni. Ciò agevolerebbe quei soggetti che, per via di blocchi informatici, non avrebbero la possibilità materiale di riemettere una nuova fattura con data e numero della precedente.

Sarebbe maggiormente conforme alla disciplina IVA, l’indicazione, nella fattura corretta, della data presente in quella scartata, anche considerato il fatto che non si riscontra tra i motivi dello scarto, “l’indicazione di una data fattura precedente (anche di più giorni) alla trasmissione della stessa”. Tale interpretazione sembrerebbe essere suffragata da un’“ufficiosa conferma” da parte dell’Agenzia delle Entrate, ottenuta in occasione di un seminario dello scorso 6 giugno.

Un’altra questione meritevole di chiarimenti da parte dell’Amministrazione riguarda la possibile asincronia fra la data di creazione della fattura elettronica e quella di trasmissione al SdI.

Partendo dall’assunto che le specifiche tecniche allegate al provvedimento n. 89757/2018 non prevedono, come detto, fra i motivi dello scarto l’indicazione di una data fattura antecedente a quella di trasmissione, ne dovrebbe conseguire la possibilità, per i soggetti passivi, di usufruire di un tempo ragionevole, anche superiore alle 24 ore, per la trasmissione della fattura.

Occorre ricordare infatti che nel provvedimento n. 89757/2018 si afferma che la data di emissione del documento è quella riportata nel campo “Data” della sezione relativa ai dati generali del file della fattura, e che gli operatori hanno a propria disposizione spesso “procedure informatiche che, non sempre, consentono la tempestiva documentazione”.

Ciò porterebbe dunque a ritenere possibile uno sfasamento temporale fra creazione e trasmissione del documento e consentirebbe di fornire un’interpretazione “estensiva” della precisazione fornita dall’Agenzia delle Entrate che, in occasione del citato videoforum, ha sostenuto che la fattura elettronica vada trasmessa al SdI “al momento dell’effettuazione dell’operazione determinata a norma dell’art. 6 del DPR 633/72”. Tale affermazione, pur coerente con quanto previsto dall’art. 21 comma 1, ultimo periodo e comma 4, primo periodo dello stesso decreto, risulterebbe infatti difficilmente praticabile in diverse circostanze.

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

17 Dicembre 1860 la Camera dei Deputati del Regno di Sardegna viene sciolta per consentire l'elezione del primo Parlamento italiano.

Social

newTwitter newYouTube newFB