Milano, 04 giugno 2019   |  

Fanghi e gessi usati in agricoltura. Allarmi, cautele e permessi

Il Consiglio regionale ha deliberato questa mattina in materia di concimi speciali con attenzione ad animali, uomo e più in generale all’ambiente

agricoltura

In Italia e quindi anche in Lombardia si fa un uso abbondante in agricoltura di fanghi di depurazione e di gessi di defecazione che spesso hanno causato è causano ai territori non pochi problemi. In Italia vengono prodotti fanghi per 5 milioni di tonnellate. La produzione in Lombardia è di circa 800.000 tonnellate di cui circa il 20% deriva dal comparto agro – alimentare, il 50% di provenienza civile ed il restante 30% di provenienza industriale. Altro dato accertato è che il 50% dei fanghi ritirati provengono da depuratori fuori regione.

IMG 7566La consigliera della Lega Francesca Ceruti ha esposto nell’Aula del Pirellone questa mattina, in un’ampia relazione, lo stato dell’arte in materia.

«Nella nostra regione le commissioni VI Ambiente ed VIII Agricoltura hanno instaurato un tavolo per approfondire la tematica e cercare di adottare un documento il più condiviso possibile da tutti i gruppi, da trasmettere al governo centrale, competente in materia ambientale, con indicazioni e suggerimenti pervenuti direttamente dai territori al fine di aggiornare una normativa oggi non più rispondente alle esigenze» ha detto la Ceruti. «La norma ammette l’uso di fanghi solo se ricorrono le seguenti condizioni: 1) sono stati sottoposti a trattamento 2) sono idonei a produrre effetto concimante».

La Ceruti ha ricordato che il decreto legislativo stabilisce altresì una serie di ipotesi per cui è escluso l’uso di fanghi in relazione alla tipologia dei terreni. Per fare degli esempi: l’uso dei fanghi è escluso su terrei allagati, o su terreni con pendii maggiori del 15%. Il decreto legislativo rimanda poi alle regioni lo stabilire limiti e condizioni d’uso per i diversi tipi di fanghi in relazione alle caratteristiche dei suoli e ai tipi di colture applicate, le distanze di rispetto dagli insediamenti, strade, pozzi, corsi d’acqua, predisponendo piani di utilizzazione agricola dei fanghi tenendo conto delle caratteristiche qualiquantitative degli stessi, della loro utilizzazione, della ricettività dei terreni, degli apporti ai suoli in nutrienti dei criteri di ottimizzazione dei trasporti, delle tipologie di trattamento. Questi i fatti.

IMG 7565Le valutazioni fatte dal tavolo tecnico in materia di fanghi e di gessi hanno tenuto conto del fatto che le diverse province della regione Lombardia hanno un carico di reflui zootecnici diverso. Solo per questo fattore ci sono province dove l’uso dei fanghi e dei gessi non è praticato mentre ve ne sono altre dove il principale fertilizzante è rappresentato da questi prodotti.

Uno degli elementi emersi è la elevata molestia sotto l’aspetto olfattivo che deriva dall’uso di fanghi e di gessi.

Altra questione discussa al tavolo sono stati i controlli, in quanto la percezione dei territori è che non ci siano adeguati controlli sugli spargimenti e che nonostante la norma preveda la preventiva comunicazione da parte dell’utilizzatore dei fanghi, in realtà gli enti locali verrebbero a conoscenza dell’uso solo a spargimento avvenuto e a seguito di segnalazioni di cittadini.

Altro elemento su cui il tavolo si è soffermato è la garanzia della qualità del fango. Imprescindibile infatti è stato per tutti l’elemento che i fanghi debbano essere di qualità e non nocivi per la salute dei cittadini.

Ultimo passaggio che si è voluto affrontare è stato quello di equiparare ai fanghi i gessi di defecazione, che oggi intesi come meri fertilizzanti, sfuggono dalle maglie dei controlli e delle preventive comunicazioni causando non pochi disagi ai territori ed agli amministratori locali, che spesso si trovano a dover affrontare le problematiche legale al loro uso senza strumenti.

«Al termine di un lungo ma proficuo lavoro» ha concluso la sua esposizione la Ceruti, «consegniamo oggi una risoluzione che impegna il presidente e la giunta:
- A promuovere presso il governo una revisione della normativa con l’obiettivo di aumentare la qualità dei fanghi, aggiornare e contestualizzare il testo normativo, a definire criteri certi in ordine alle competenze
- Ad aggiornare le disposizioni regionali
- Ad attuare linee guida per i comuni per l’impiego di fertilizzanti sui suoli con particolare riferimento allo spandimento dei fanghi
- A sostenere il rafforzamento delle risorse strumentali e di personale Arpa Lombardia al fine di incrementare i controlli presso gli impianti di trattamento dei fanghi
- A favori accordi sul territorio fra enti per incrementare i controlli
- A finanziare corsi di formazione specifichi per le forze deputate al controllo sui fanghi
- Ad equiparare ai fanghi la produzione e la gestione dei gessi di defecazione
- A prevedere la tracciabilità e la conformità dei gessi così come per i fanghi
- Ad impegnarsi presso l’Unione europea affinché nel piano d’azione nitrati si valorizzi l’impiego agronomico degli effluenti zootecnici quale fonte di sostanza organica».

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