Lecco, 25 gennaio 2019   |  

Elsa Fornero a Lecco: con Quota100 non si pensa ai giovani

di Stefano Scaccabarozzi

L'ex ministro ospite di +Europa: riforme elettorali che non porteranno alla crescita.

incontro fornero lecco

«La mia riforma delle pensioni cercava di ripristinare la disuguaglianza intergenerazionale. Quota 100 invece non è stata pensata con prospettive di lungo termine, è stata fatta solo per ragioni elettorali. I giovani oggi non portano voti e quindi non li rappresenta nessuno». Elsa Fornero, ospite a Lecco di +Europa, torna a criticare i provvedimenti presi dal Governo giallo-verde nella legge di stabilità.

Secondo l'ex ministro del Governo Monti, infatti, sul lungo periodo questa riforma pensionistica non sarà sostenibile: «Se avessero lasciato lo scalone Maroni non sarebbe servita la riforma Fornero. Detto questo, ormai la mia riforma era stata assimilata, quindi non conveniva tornare indietro. Quota 100 costerà 20 miliardi di euro finanziati a debito; mi chiedo se ridurre in maniera generalizzata l'età di pensionamento fosse davvero la priorità del Paese».

Per la Fornero bisognerà quindi rimettere presto mano al sistema pensionistico: «Questa nuova riforma non porterà al collasso del sistema, ma credo sia stata una pessima scelta. Quando si toccano le pensioni non si può non considerare le questioni demografiche; andava selezionata la platea dei beneficiari. I vincoli di bilancio comunque valgono anche per questo Governo, quindi servirà presto un'altra riforma che sarà forse più dura della mia. La questione demografica, l'aumento dell'aspettativa di vita, la scarsa innovazione sono problemi che non si risolvono con quota 100 e con il reddito di cittadinanza: stiamo facendo due passi indietro. Se si voleva fare debito sarebbe stato coraggioso farlo per sistemare le scuole».

All'ex Ministro è stato anche chiesto di ritornare sul tema degli esodati: «La ragioneria generale mi disse che la stima era di 50mila persone e quindi noi mettemmo risorse per la salvaguardia di 65mila. Solo più tardi si scoprì che erano molti di più, questo perché non c'era obbligo per il piccolo datore di lavoro di comunicare al Ministero accordi di prepensionamento. Si era arrivati così a 130mila persone. Fu però fatta circolare ad arte, da fonte Inps, per vendetta, la falsa stima di 360mila. Dietro la questione esodati ci sono persone e sofferenze vere, ma è stata utilizzata in modo spregiudicato, cinico e vigliacco da una parte politica».

La serata lecchese è stata anche l'occasione per uno sguardo più generale sull'economia italiana: «I nostri problemi non nascono nel 2008, ma sono strutturali. Dagli anni '90 l'Italia non cresce quanto gli altri. Io sono per un'economia di mercato, ma penso anche che essa produca disuguaglianze eccessive e quindi vada riformulato il contratto sociale alla base del "welfare state". La mia riforma del mercato del lavoro voleva renderlo inclusivo e dinamico».

Per la Fornero l'Italia continua ad aver bisogno di riforme per tornare a crescere: «Ogni anno abbiamo bisogno di 400 miliardi di euro per rifinanziare il debito pubblico. Quando tu dipendi dal credito, quello che devi fare è convincere che sei credibile. Quindi servono riforme per riequilibrare i conti dello Stato e per allontanare la crisi del debito. Le riforme non servono per compiacere l'Europa o il Fondo Monetario, ma per togliere tossine che nel passato abbiamo assunto. Le riforme non sono a effetto immediato, ma servono anche per cambiare atteggiamenti e comportamenti delle persone, dei lavoratori, dei risparmiatori».

Nessuna ricetta precisa per uscire dalla crisi, ma punti fermi da cui ripartire: «La nostra economia è ferma, in stagnazione e le misure del Governo hanno una probabilità molto bassa di portare crescita, se non un po' di aumento della domanda per qualche mese. Inoltre non ha senso creare contrapposizioni populiste con banche e capitalisti, non si può farne a meno per creare benessere. Io dico che dobbiamo ripartire da istruzione e formazione, anche professionale, dall'innovazione e da una tassazione che non sia vessatoria, ma è difficile in un paese dove c'è molta evasione fiscale. A tagliare le spese ci hanno provato tutti, ma dietro a ogni taglio ci sono delle persone, oppure prestazioni e servizi pei cittadini e comunque sempre posti di lavoro».

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

21 Aprile 753 a.C. – Natale di Roma: secondo la leggenda, in questo giorno Romolo fonda la città di Roma.

Social

newTwitter newYouTube newFB