Lecco, 24 ottobre 2018   |  

Elezioni provinciali, Democrazia è partecipazione: no all'inciucio, non voteremo Usuelli

"Una situazione come quella attuale dovrebbe indurre i politici locali e nazionali ad impegnarsi per modificare una legge fallimentare".

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Democrazia è partecipazione, la lista di amministratori comunali lecchesi di area di sinistra, prende posizione sulle prossime elezioni provinciali in programma il 31 ottobre.

L’esito del referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 ha respinto la riforma Boschi-Renzi, che prevedeva la soppressione delle Province, ed ha sostanzialmente bocciato anche la Legge Del Rio, nella parte in cui prevedeva la riforma delle Provincie e l’elezione dei loro rappresentanti solo da parte dei sindaci e consiglieri comunali.

Nonostante questa bocciatura ed il conseguente mantenimento delle Amministrazioni Provinciali, l’attuale Governo, anziché legiferare di conseguenze abrogando quelle norme incostituzionali della Legge Delrio, ha deciso di indire le elezioni per eleggere i Presidenti delle Provincie, riservando ancora il diritto di voto ai soli sindaci e consiglieri comunali, quindi continuando a privare tutti i cittadini di questo diritto Costituzionale. Ricordiamo anche che sono eleggibili a Presidente della Provincia esclusivamente sindaci e non tutti i cittadini.

Si voterà il prossimo 31 ottobre in oltre 40 Provincie, tra queste anche Lecco. Si voterà nel silenzio totale, con conseguente ulteriore disaffezione dei cittadini alla politica.

Queste elezioni a Lecco vedono un unico candidato frutto di uno strano accordo tra il PD, la Lega ed il centro destra, che propongono alla presidenza l’Avv. Claudio Usuelli, Sindaco di Nibionno, che nelle passate elezioni provinciali si era candidato (pur non eletto) a consigliere nella lista di centro destra.

Una situazione come quella attuale dovrebbe indurre i politici locali e nazionali ad impegnarsi per modificare una legge fallimentare e ridare alle Provincie non solo il suffragio universale nell’elezione dei propri rappresentanti, ma soprattutto le risorse economiche indispensabili per assolvere ai loro compiti, quali la manutenzione delle strade, delle scuole e del territorio. I risultati di questa mancanza di risorse, infatti, negli ultimi anni, è sotto gli occhi di tutti.

Sono drammatiche le conseguenze del taglio dei trasferimenti da parte dello Stato: le Provincie hanno mantenuto molte delle loro competenze, senza averne le risorse per farvi fronte. Sono migliaia i chilometri di strade provinciali e migliaia gli istituti di scuola media superiore (in tutta Italia) in condizioni precarie e si interviene solo in caso di eventi drammatici.

Di converso, una Provincia al servizio delle esigenze dei Comuni sarebbe non solo auspicabile ma necessaria ed indispensabile, ma perché ciò possa diventare possibile è indispensabile un cambio radicale di prospettiva; invece, assistiamo solo a dichiarazioni roboanti come ha recentemente fatto il senatore Arrigoni, della Lega, ma poi a livello locale si riducono ad evidenti inciuci, solo per spartirsi le poltrone ed il potere.

Nel nostro territorio si voterà il 31 ottobre per il Presidente della Provincia e, dopo sole poche settimane, si voterà per il rinnovo del Consiglio Provinciale; la scelta di tenere separate le due elezioni rappresenta un ulteriore grave errore, infatti potrebbe succedere di avere un Presidente eletto da una maggioranza e poi un Consiglio di un altro colore politico, come del resto è già successo nella nostra Provincia proprio alle ultime elezioni provinciali di secondo livello, meno di due anni fa.

Da parte nostra, continuiamo a ribadire che, anche per l’elezione del Presidente della Provincia e dei consiglieri provinciali, debba essere ripristinato il diritto di voto a suffragio universale, così come previsto dalla Costituzione negli articoli 114 (“La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle Regioni e dallo Stato”) e 48 (“Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età”), e debbano poter essere candidati a Presidente della provincia ed a Consiglieri Provinciali tutti i cittadini che godono dei diritti civili e politici (art. 51 della Costituzione: “Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge”), e non solo alcuni sindaci: anzi, sarebbe opportuno che chi ricopre già la carica di Sindaco, compito già gravoso ed impegnativo, si concentrasse a far quello e non possa essere investito anche di un’ulteriore carica ancora più gravosa come quella del Presidente della Provincia!

Per questi motivi, il nostro gruppo politico, con tutti i consiglieri e sindaci della provincia di Lecco che vi fanno riferimento, vista anche la nostra totale incompatibilità politica con le forze di centrodestra, non voterà il candidato proposto, frutto di un assurdo “inciucio” tra le forze politiche del territorio che sono le protagoniste da anni della gestione fallimentare del Paese, della Regione e della Provincia (PD, Lega, Forza Italia).

 

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