Lecco, 24 maggio 2019   |  

Elezioni Europee: programmi e posizioni dei partiti italiani

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 I 510 milioni di cittadini europei dei 28 Stati membri sono chiamati a rinnovare il Parlamento europeo, composto in totale da 751 deputati di cui 73 attribuiti all'Italia in base al numero di abitanti.

Nel nostro Paese si vota domenica 26 maggio con un sistema elettorale proporzionale, con sbarramento al 4% e preferenze (massimo 3, ma se ne indicano più di una deve essere garantita la doppia preferenza di genere: un uomo e una donna; due donne e un uomo; due uomini e una donna)

Attualmente al Parlamento europeo ci sono 8 gruppi politici: Partito popolare europeo (PPE), Alleanza progressista di Socialisti e Democratici (S&D), Conservatori e Riformisti europei (ECR), Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l'Europa (Alde), Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica (GUE/NGL), Verdi/Alleanza libera europea (Greens/EFA group), Europa della Libertà e della Democrazia diretta (EFDD), Europa delle Nazioni e della Libertà (ENF).


PRINCIPALI CANDIDATI CARICA PRESIDENTE COMMISSIONE EUROPEA
Manfred Weber (Partito popolare europeo)
Manfred Weber (CSU, Germania, 46 anni): è stato eletto al Parlamento europeo nel 2004, per poi venire riconfermato a Bruxelles in tutte le successive elezioni. Dal 2014 è diventato Presidente del gruppo Ppe.

Frans Timmermans (Partito dei Socialisti europei)
Frans Timmermans, 57 anni, è attualmente primo vicepresidente della Commissione europea. È stato eletto per la prima volta nella seconda Camera del Parlamento olandese nel 1998. Dal 2007 al 2010 è stato Segretario di Stato per gli affari europei e dal 2012 al 2014 ministro degli affari esteri nel gabinetto di Mark Rutte.

Jan Zahardil (Alleanza dei Conservatori e Riformisti europei)
Jan Zahardil (ODS, Repubblica ceca), 55 anni, membro del Parlamento europeo uscente è anche Presidente di Conservative and Reformists Alliance of Europe (ACRE). Prima dell'inizio della sua carriera come membro del Parlamento europeo nel 2004, è stato membro della Camera dei Deputati della Repubblica ceca.

Margrethe Vestager (Alleanza dei Liberali e dei Democratici per l'Europa)
Margrethe Vestager, 51 (Radikale Venstre, Danimarca). Eletta nella riunione del 21 marzo a Bruxelles, è commissario europeo per la concorrenza dal 2014. In precedenza, è stata ministro dell'economia e degli interni (2011) e ministro dell'istruzione (1998) in Danimarca.

Ske Keller (Partito europeo dei Verdi)
Ska Keller (Bündnis 90/Die Grünen, Germania), 37 anni, eletta al Parlamento europeo per la prima volta nel 2009, è stata la candidata principale del Partito europeo dei Verdi nella campagna elettorale europea del 2014. Keller è inoltre copresidente del gruppo dei Verdi in Parlamento.

Nico Cué (Partito della Sinistra europea)
Cué (Liegi, Belgio), 62 anni, fa parte del movimento sindacale vallone e internazionale. Ha ricoperto per 12 anni la carica di Segretario Generale dei lavoratori siderurgici nel sindacato FGBT (Fédération Générale du Travail de Belgique).


PARTITI ITALIANI: PROGRAMMI E POSIZIONAMETO (Credit: https://www.valigiablu.it/elezioni-europee-2019/)

Lega – Alleanza Europea dei Popoli e delle Nazioni (EAPN)

Europa: sovranità degli Stati e dei popoli, appoggiandosi alla collaborazione fra le nazioni. Rifiuta di qualsiasi politica volta a creare un Super-Stato. Opposizione a qualsiasi trasferimento della sovranità nazionale a organi sovranazionali o istituzioni europee è uno dei principi fondamentali. Si ritiene che la cultura sia l’essenza stessa di qualsiasi azione politica e che solo una pedagogia sia culturale sia scientifica possa consentire lo sviluppo di una coscienza politica nel cittadino.

Lavoro e imprese:
ognuno ha il diritto di difendere i propri modelli economici, sociali, culturali e territoriali specifici e unici in Europa. Anche attraverso il controllo delle frontiere, anche per quel che riguarda l'importazione di merci.

Immigrazione:
Alleanza politica imperniata sulla conservazione dell’identità dei popoli e delle nazioni d’Europa, in conformità con le caratteristiche specifiche di ogni popolo, Quindi controllare e regolare l’immigrazione è conseguentemente un principio fondamentale. Quindi il diritto di controllare e regolare l’immigrazione come principio fondamentale condiviso dai membri


Movimento 5 stelle – Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD)

Europa: Referendum europeo “per rendere l’Europa più democratica, giusta e rispettosa dei cittadini”. Potere di iniziativa legislativa agli europarlamentari. Riformulazione delle Istituzioni con un sistema bicamerale per mettere Parlamento e Consiglio sullo stesso piano. Mozione di censura per i Commissari che sbagliano. Chiusura di una delle due sedi del Parlamento europeo – quella di Strasburgo – per risparmiare. Taglio stipendi dei Commissari europei e dei deputati e azzeramento dei fondi ai partiti e fondazioni. L’introduzione di una misura contro la corruzione in Europa e il daspo per i condannati per reati gravi come criminalità organizzata, riciclaggio e corruzione.

Lavoro e imprese: Cambiare il mandato della Banca centrale europea (Bce) e inserire la crescita economica e la piena occupazione tra i suoi obiettivi. Approvazione del “salario minimo europeo” per tutelare i giovani e aiutare le imprese italiane a competere in maniera equa nel mercato europeo. Le multinazionali che lavorano in Italia devono pagare le tasse in Italia. Accordi commerciali per sostenere l’export delle imprese italiane e le produzioni locali. Stop ad arance sudafricane, olio tunisino e riso asiatico.

Immigrazione: Condivisione equanime tra tutti gli Stati Membri della gestione dei flussi, dell’accoglienza, le responsabilità e degli oneri dell’immigrazione. Ricollocazione obbligatoria dei migranti. Promuovere e incentivare con fondi europei i rimpatri volontari.



Partito democratico + Siamo Europei – Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici (S&D)
Europa:
Il Parlamento, che rappresenta direttamente i cittadini dell’Unione, e il Consiglio, che rappresenta gli Stati, devono essere sullo stesso piano. Nonostante il Trattato di Lisbona abbia esteso il principio della co-decisione alla maggioranza degli atti legislativi, esistono ancora materie in cui esso non si applica. Il prossimo Parlamento Europeo deve essere protagonista nell’elaborazione di una profonda riforma costituzionale dell’Unione Europea

Lavoro e imprese: "indennità europea di disoccupazione" per i paesi in recessione o con un numero alto di persone senza lavoro, pagata con risorse che provengono da fondi del singolo Stato, da Eurobond e da una quota dei profitti della Banca Centrale europea (Bce). Adozione di un "salario minimo europeo" parametrato alle condizioni dei diversi paesi e definito sulla base del dialogo tra le parti sociali e della contrattazione collettiva nazionale e di settore. Arrivare a una parità di salario tra uomini e donne, tramite un piano europeo per favorire l’occupazione femminile. Lavorare a un mercato interno che punti a proteggere la manifattura italiana ed europea dalle invasioni di prodotti contraffatti e non conformi da parte di paesi terzi, in particolare dalla Cina. I profitti delle multinazionali – a partire da quelle dell’economia digitale – devono essere tassati dove vengono effettivamente realizzati.

Immigrazione: Approvare la riforma del regolamento di Dublino sulla base del testo votato dal Parlamento (ma non adottato), che prevede che “il Paese in cui un richiedente asilo arriva per primo non deve essere più, come funziona oggi, automaticamente responsabile del trattamento della domanda di asilo. I richiedenti asilo verrebbero invece invece ripartiti tra tutti i Paesi dell'Unione europea”, mentre per i Paesi membri che non accolgono la propria quota di richiedenti asilo, inoltre, ci sarebbe il rischio di veder ridotto l’accesso ai fondi dell’Unione europea. Una gestione comune delle frontiere europee e una definizione di vie legali della migrazione che consentano la gestione dei flussi e la realizzazione di politiche di integrazione a partire del rafforzamento del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione.


Forza Italia – Partito popolare europeo (PPE)

Europa: il Parlamento europeo, unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini, deve avere il diritto di iniziativa legislativa e il potere di inchiesta e diventare autorità di bilancio su un reale piano di parità col Consiglio europeo, che si occupi non solo delle spese ma anche delle entrate. L'Europa deve avere una sola politica estera e un unico esercito europeo per confrontarsi alla pari con Stati Uniti, Russia e Cina e aumentare le spese per sicurezza, difesa, lotta al terrorismo e cyber-sicurezza. Serve una riforma della Bce sul modello della Federal Reserve americana, che guardi non solo all’inflazione ma anche alla crescita e alla disoccupazione. Completare il Mercato Unico dei Capitali e l’Unione Bancaria per un credito più facile alle imprese, con regole che smettano di penalizzare il nostro sistema bancario. Il mercato interno europeo deve garantire una maggiore giustizia ed armonizzazione fiscale.

Lavoro e imprese: un’Europa al fianco dei giovani e delle imprese, degli artigiani, delle professioni. Regole fiscali europee più flessibili su crescita e lavoro e la fine della politica dell'austerità. Più investimenti in infrastrutture, tecnologia, formazione, ricerca ed innovazione. Risorse appropriate per il digitale, le energie pulite, le industrie creative, l’economia circolare. Una vera politica industriale europea che riveda anche le regole della concorrenza per affrontare la competizione globale di giganti come USA, Cina e Russia. Difendere e proteggere le imprese italiane e il lavoro. Gli accordi commerciali portano ricchezza e occupazione quando tutelano qualità, imprese e consumatori. Imporre gli standard italiani sanitari sociali, ambientali e combattere la concorrenza sleale. Continuare con le misure antidumping europee contro il sottocosto cinese. Stop a paradisi fiscali o livelli di tassazione quasi nulli, come quelli di cui godono i giganti del web.

Immigrazione: Approvare subito la riforma del regolamento di Dublino per definire un sistema di asilo europeo efficace, equo e solidale. Oltre alla ridistribuzione dei richiedenti asilo, serve una strategia europea per bloccare l’immigrazione irregolare e rimpatriare chi non ha diritto di rimanere.

Per la posizione degli altri partiti italiani e più una trattazione più completa si rimanda a: https://www.valigiablu.it/elezioni-europee-2019/

 

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