Lecco, 11 agosto 2020   |  

Elezioni, Compagnia delle Opere: Cominciamo da quello che c’è

Il contributo della CdO in vista del rinnovo delle votazioni comunali di Lecco in programma il 20 e 21 settembre.

marco giorgioni cdo 2019

Marco Giorgioni

Un manifesto per mettere nero su bianco le necessità della città, in vista della prossima tornata di elezioni comunali in programma il 20 e 21 settembre. La Compagnia delle Opere di Lecco, con il suo presidente Marco Giorgioni, ha individuato problematiche, risorse e progetti in materia di lavoro, educazione, sociale e infrastrutture. Questo il testo del manifesto:

 

Lavoro
Lecco è sempre stata una città industriosa, secondo una cultura del lavoro che è parte integrante della dignità della persona. Solo con il lavoro si potrà superare la particolare emergenza di questo periodo. Non è un problema prettamente economico, è soprattutto una questione culturale. La nuova amministrazione dovrà adottare politiche indirizzate a sostenere le imprese e a rilanciare la natura imprenditoriale della città. Tutti promettono impegno per un reale processo di semplificazione. A Lecco ci sono varie aree improduttive che necessitano di adeguati, realistici piani di recupero. Un’amministrazione che crede realmente nella libertà d’impresa ci aspettiamo che parta dai progetti degli imprenditori evitando disegni a tavolino e procedure inconcludenti

 

Educazione
L’attenzione alla scuola ed alle politiche per l’istruzione e l’educazione dovrebbe sempre essere una priorità per ogni amministrazione, ma a maggior ragione lo sarà nel prossimo periodo. Riteniamo che la nuova amministrazione dovrà rafforzare sistema dell’istruzione in un’integrazione con tutti i soggetti del territorio e renderlo sempre più adeguato al tessuto socio-produttivo. Occorrerà rafforzare l’istruzione primaria e secondaria anche attraverso la difesa e lo sviluppo del sistema delle scuole paritarie e delle istituzioni educative non statali che a Lecco svolgono un ruolo anche solo quantitativamente fondamentale. Queste esperienze, che appartengono alla storia della città, oggi sono a rischio. Credere realmente nella libertà di educazione vuol dire prevedere risorse adeguate perché il sistema delle scuole paritarie possa affrontare, per esem pio, le spese per l’adeguamento strutturale imposto dalla pandemia e continuare a svolgere il suo servizio per il bene di Lecco, e più in generale sostenere la libera scelta delle famiglie attraverso la politica dei voucher

 

Sociale
L’emergenza sociale ed economica che seguirà l’emergenza sanitaria condizionerà l’operato dell’amministrazione nel prossimo periodo. Occorre accompagnare per il tempo che sarà necessario imprese e famiglie con politiche straordinarie che consentano l’uscita dalla crisi. A Lecco durante il lockdown decine di famiglie si sono spontaneamente impegnate per assistere persone e nuclei bisognosi; secondo l’esperienza di gratuità del Banco Alimentare e dei Centri di Solidarietà, insieme ad altre espressioni del volontariato, hanno reso un importante servizio alla città. È una realtà presente che opera da anni per il bene di Lecco. Un’amministrazione che crede nella sussidiarietà si preoccupa di valorizzarla

 

Infrastrutture
Lecco ha la necessità di realizzare importanti opere infrastrutturali, in primo luogo di carattere tecnologico (vedi diffusione della fibra ottica), per sostenere lo sviluppo competitivo del nostro territorio, a favore delle imprese, del sistema turistico e dei servizi, del sistema educativo e pure dei rapporti interpersonali sempre più segnati dall’utilizzo delle nuove tecnologie social. Oltre alle grandi opere del sistema viabilistico sarà necessario intervenire anche su strutture come, ad esempio, l’area Bione. Il problema del Centro del Bione è irrisolto da anni e viene gestito grazie all’impegno delle associazioni sportive di base che lo utilizzano per la loro proposta di servizio ai cittadini lecchesi. Una possibilità di politica sussidiaria è quella di procedere alla riqualificazione del centro invitando le associazioni interessate attraverso una progettazione condivisa, superando la logica che vede coinvolgere le associazioni solo per far fronte alle carenze economiche ed organizzative dell’Ente. Sono quattro piccoli interventi che evidenziano quattro grandi priorità ed un criterio che proponiamo ai politici e a coloro che dovranno andare a votare.

 

Ai politici ed agli elettori
Noi crediamo che la migliore politica non sia quella fatta di sogni e promesse, ma quella che con realismo inizia valorizzando e rispettando quanto già c’è, quanto le persone liberamente ma responsabilmente hanno costruito e costruiscono. Questi ultimi mesi, segnati dalla gravissima emergenza della pandemia, ci hanno insegnato che si può andar oltre il diffuso sentimento di disillusione che genera indifferenza e disimpegno. Abbiamo visto che il desiderio di bene comune può trasformarsi in responsabilità operosa e amicizia civica. Ci siamo commossi per l’impegno dei nostri operatori sanitari e delle molte altre persone che hanno messo in gioco finanche la loro stessa vita perché i malati, ma pure noi, continuassimo a sperare. Così come i tanti insegnanti che hanno continuato a far vivere la comunità educante con studenti e famiglie, anche solo via Internet; le centinaia di volontari che hanno assistito gli anziani e i più deboli; le migliaia di lecchesi che hanno offerto uno straordinario contributo economico alle raccolte fondi per fronteggiare l’emergenza. Tutti silenziosamente impegnati per tener vivo il tessuto sociale della nostra città.

Cominciamo da qui. È stato ed è un periodo di emergenze. Oggi la più importante da affrontare è la responsabilità personale che abbiamo per la nostra comunità. Una responsabilità che per noi nasce dall’educazione e dalla storia di una città cresciuta in quella tradizione cattolica popolare che ha saputo nei decenni tener saldo un tessuto sociale pur delicato, facendosi definire dai valori di libertà e rispetto, di solidarietà e condivisione, di forza delle proprie idee ma pure di confronto schietto. Questo bene ancora c’è, è il punto da cui partire. Non crediamo nella politica del “nuovo” e del “cambiamento” fini a sé stessi; crediamo innanzitutto che politica sia saper ascoltare ed esprimere le esigenze del popolo. Per questo un politico prima di tutto deve appartenere. Crediamo che ancora oggi, nel vuoto di un sistema incapace di visione e ideali e quindi di realismo, la dottrina sociale della Chiesa esprima modalità adeguate di lavorare per il bene comune e per raccogliere l’invito ai cattolici di Papa Francesco a non “stare a guardare dal balcone”.

 

L’elezione del sindaco di Lecco è un’occasione importante, da vivere senza uniformarsi al clima generale o alle parole d’ordine del momento, ma affrontando il voto con la consapevolezza di una responsabilità nata da una storia che può costituire ancora oggi un contributo decisivo per il bene di questa città. In dialogo, confrontandosi con tutti, chiedendo il rispetto dei nostri valori e delle nostre istanze, cominciamo a costruire con quanti possono rappresentare le esperienze e le opere che appartengono a questa storia.

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