Lecco, 30 settembre 2020   |  

Educare insieme ai nonni

di Gabriella Stucchi

Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-nonni- nipoti

Educare inssieme ai nonni1

“Mai, per nessuna ragione, i nonni siano esclusi dall’ambito familiare. Siano una presenza viva nella famiglia, nella Chiesa e nella società” (Benedetto XVI).

Nella Prefazione Gianrico Ruzza, Vescovo ausiliare di Roma, sottolinea il valore dei nonni, a cui dobbiamo molto per la loro sapienza e presenza, indispensabili per formare i giovani.

Nell’Introduzione i due autori Alessandro Ricci (psicologo e psicoterapeuta) e Zbigniew Formella (sacerdote salesiano, professore di Psicologia dell’Educazione presso la Pontificia Università salesiana di Roma), entrambi impegnati anche in attività e corsi di formazione, dopo aver rilevato il valore dei nonni nelle famiglie, spiegano il fine del libro: fornire una riflessione per affrontare gli aspetti educativi delle relazioni genitori-nonni, coinvolgendo anche i nipoti, presentandosi quindi come uno strumento utile anche a tutti gli educatori, insegnanti...

Si parte con il primo capitolo: “Il senso dell’educare”, la cui prima tappa è “fare squadra”, cioè che tutti i componenti della famiglia abbiano unità di intenti e di progetti, cooperino con ruoli differenti, ognuno con responsabilità verso un progetto condiviso, sostenendosi reciprocamente.
Educare, dal latino e-ducere, significa tirar fuori ciò che c’è dentro, l’umanità di ciascuno, per dare sviluppo, con la presenza amorevole, ma senza interferire, consci che ciascuno ha potenzialità differenti, che bisogna stimolare con i modi e i tempi adeguati ad ognuno, considerandolo unico e irripetibile. Così si accompagna il processo di maturazione che permetterà alla persona di vivere la sua autonomia emotiva, sociale e psicologica, accettando errori, dialogando, ascoltando e confrontandosi.

I nonni hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella crescita dei bambini, ma le loro linee pedagogiche devono essere in accordo con i genitori e non sostituirsi ad essi, bensì valorizzando la loro responsabilità, infondendo coraggio e fiducia.
Nell’attuale contesto sociale è utile promuovere e diffondere iniziative di accompagnamento e sostegno ai genitori lungo le varie fasi del ciclo della vita dei figli, così che comprendano l’importanza del loro ruolo educativo, valorizzando le loro capacità e competenze.

“Educare insieme” è molto importante: significa che i genitori collaborino e prendano decisioni comuni, consapevoli di essere i primi responsabili dei figli. I nonni partecipano all’azione educativa con l’esempio, con il tempo sempre disponibile per dedicarsi ai nipoti nei compiti, nelle attività sportive, svolgendo un servizio per la famiglia e l’intera comunità. Solo “con un ‘lavoro di squadra bilanciato’ nonni, genitori e figli possono nutrirsi della grande ricchezza e del dono di relazioni di cura tipiche di rapporti familiari sani”.

I nonni diventano una grande risorsa in situazioni particolari di vita familiare.
Nei casi di separazione e divorzio la presenza dei nonni è una vera risorsa per i nipoti: essi rimangono punti di riferimento con una funzione protettiva.
Quando muore prematuramente uno dei genitori la responsabilità educativa richiede la presenza dell’altro genitore per sostenere le minori energie fisiche dei nonni in età avanzata e con differenti esperienze.

“Dall’essere genitori all’essere nonni” è il titolo del secondo capitolo. Gli autori iniziano col rilevare che essere nonni comporta dei cambiamenti fisici, psicologici, sociali, di cui essi devono essere consapevoli per costruirsi una nuova identità.
Si delineano perciò i compiti educativi dei nonni, “custodi e testimoni della memoria familiare”, anche precedente a quella di mamma e papà, con racconti di eventi passati, col presentare fotografie, che attirano l’interesse dei nipoti che possono anche acquisire esempi di vita. Sono indispensabili però la collaborazione tra genitori e nonni e la condivisione di alcune regole.

Il terzo capitolo è dedicato alla “Funzione educativa del gioco”. Gli autori dichiarano che il gioco “rappresenta un bisogno fondamentale per lo sviluppo e la crescita serena ed equilibrata del bambino”, con un forte valore educativo. Si espongono quindi i molti obiettivi che si possono raggiungere, come la socializzazione, con cui il bambino apprende le regole utili per lo sviluppo successivo, sviluppa la sua creatività e impara a gestire le situazioni di conflitto che ci si possono essere nella vita adulta.
I genitori, osservando i propri figli mentre giocano, possono cogliere aspetti caratteriali da valutare. I nonni dedicano ai nipoti molto tempo e svolgono diverse forme di svago, ricche di fantasia, in cui parlano, si aprono, pongono domande e ricevono risposte sagge, favorendo così una crescita serena. Questo tempo, di fronte alla fretta da cui i genitori sono travolti nell’era moderna, è prezioso.
Esso permette ai nonni di ascoltare i nipoti, di conoscere le preoccupazioni e di dare risposte adeguate man mano che crescono, insegnando i valori morali che regolano l’agire, prestando attenzione ad ogni particolare, placando le ansie con saggi consigli, sempre in armonia con le linee educative dei genitori.

Nell’ultimo capitolo sono esposti i principi educativi a cui ci si deve ispirare per una corretta educazione. Fra questi è importante aiutare i bambini a crescere in autonomia, senza porre continuamente limiti. Allora il bambino sin dalla prima infanzia entra in contatto con la realtà che lo circonda, poi apprende la forma delle cose, e di seguito il perché delle cose che accadono. Occorre evitare atteggiamenti tesi e iperprotettivi da parte di genitori e nonni, ma stare vicini, in modo che i nipoti acquisiscano autodisciplina e fiducia nelle proprie capacità di fronte ai diversi eventi.

Quando il figlio cresce in età, è importante dargli una disciplina con regole chiare, sollecitazioni, indicazioni, divieti modulati secondo l’età, per permettere la graduale interiorizzazione dei valori. Le regole devono essere poche, coerenti, efficaci e flessibili e i nonni devono seguire i criteri dei genitori.

C’è poi l’educazione alla fede, che parte dalla testimonianza dei genitori, poi nella crescita deve svilupparsi nell’educazione religiosa, che si crea con la contemplazione della natura, con l’amore per la riflessione e il silenzio, con la preghiera e la partecipazione alla liturgia domenicale, l’educazione al rispetto per gli altri, concepito come dono di Dio per sé.

Due considerazioni interessanti sono registrate: nell’incontro nonni-nipoti traggono vantaggio anche i nonni, perché ringiovaniscono in un clima di positività, proprio mentre fanno crescere i piccoli.

Quando poi si pone il problema della scelta tra asilo nido, nonni o babysitter, bisogna pensare che i genitori sono i principali attori della formazione dei figli e le altre forme non sono interscambiabili, ma ognuna assolve compiti e funzioni diverse.

Nella Conclusione gli autori, dopo aver richiamato che i nonni rappresentano una risorsa inesauribile per la società odierna, sottolineano che l’atteggiamento di fondo positivo è la gioiosa disponibilità al dono di sé.

Nell’Appendice sono riportati paragrafi dell’Esortazione apostolica postsinodale “Amoris laetitia” di papa Francesco in cui evidenzia l’importanza e il ruolo dei nonni all’interno della famiglia e della società, citando anche passi di san Giovanni Paolo II.

Un libro molto utile, in cui sono presenti anche schede di approfondimento con cui i membri della famiglia si possono confrontare per apprendere i comportamenti adeguati nelle varie circostanze.

Alessandro Ricci – Zbigniew Formella “Educare insieme ai nonni” – Aspetti psico-educativi nella relazione genitori-nonni-nipoti - Paoline – euro 12.00

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