Lecco, 15 febbraio 2019   |  

Editoriale - Riscoprire il civico amore verso la casa comune

di Giulio Boscagli

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Colpisce la difficoltà con cui in molti comuni si fatica a trovare candidati disponibili a competere per la carica di sindaco. Quando Resegoneonline ha posto la questione mi è tornata alla mente una citazione del poeta polacco/lituano Czeslaw Milosz:
“si è riusciti a far capire all’uomo
che se vive, è solo per grazia dei potenti.
Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle.
Chi ama la Res publica avrà la mano mozzata".

La poesia è del 1959 e ha sullo sfondo la tragedia del comunismo sovietico che occupava in quel tempo la patria geografica e linguistica del poeta in esilio.
E tuttavia contiene un insegnamento che ci può aiutare a comprendere anche la difficoltà presente, perché è proprio dei poeti la capacità di trascendere il tempo verso una verità più profonda.

Sono anni che il nostro paese è attraversato da una “predicazione” (mi si consenta il termine) contro l’esercizio della politica. Gli anti-casta hanno costruito successi editoriali e occupato spazi mediatici di ogni tipo con il risultato che molti italiani, come rilevano pe partecipazioni elettorali a diversi livelli, hanno imparato “a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle”, a disinteressarsi della Res publica, cioè della casa comune.

A ben vedere quindi la causa della disaffezione elettorale in corso da anni e quella più recente delle candidature a sindaco va ricercata nel venir meno di un civico amore verso la casa comune. Ma è sempre più difficile pensare di occuparsi della casa comune se questa appare come un campo di battaglia dove non ci si confronta da avversari politici su diverse possibilità di intervento amministrativo ma ci si combatte come nemici che desiderano la scomparsa definitiva dell’altro pensato come causa di tutti i mali. E’ una spirale nella quale si è avviluppato il paese e che, purtroppo, inizia a interessare anche i luoghi dell’amministrare, da sempre palestra di impegno civico gratuito.

A questo si aggiunge una complessità burocratica crescente (in barba a ogni dichiarazione contraria), la responsabilità (amministrativa, contabile e penale) sempre maggiore in capo ad amministratori lasciati senza sostegni adeguati e sempre più obbligati , per evitare problemi, ad anticipare le proprie decisioni ai vari comitati anticorruzione spuntati in ogni istituzione… Si può capire che persone con lavoro e responsabilità nella vita familiare e lavorativa non trovino attraente immaginare di metterle in questione per il servizio alla comunità cittadina.

Eppure questo servizio rimane indispensabile per la difesa o addirittura per la riscoperta della democrazia. Il territorio lecchese ha sempre dato una grande risposta in termini di partecipazione civica alla vita dei diversi comuni; si tratta di una ricchezza che va mantenuta privilegiando il confronto nella ricerca delle soluzioni migliori per la propria comunità rinunciando a visioni “rivoluzionarie” o intellettualistiche che finiscono per alimentare nei cittadini attese che vengono inevitabilmente deluse.

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