Lecco, 21 giugno 2019   |  
Politica   |  Opinioni

Editoriale – Paolo VI, l'Humanae vitae e la genitorialità

di Alberto Comuzzi

Il 21 Giugno 1963 Giovanni Battista Montini era eletto pontefice con il nome di Paolo VI. La sua enciclica sulla paternità responsabile è oggi più che mai attuale.

abc24160 g

Paolo VI e Atenagora a Gerusalemme (foto archivio della Custodia di Terra Santa)

Cinquantasei anni fa, il 21 Giugno 1963, alle ore 12.20 centomila romani stipati in piazza San Pietro a Roma agitavano i loro fazzoletti bianchi in segno di tripudio per l'elezione al soglio di Pietro del cardinale Giovanni Battista Montini, che sceglierà per sé il nome di Paolo VI.

Le cronache vaticane del tempo ricordano che gli ottanta cardinali chiamati ad eleggere il nuovo Pontefice dopo la morte di Papa Giovanni XXIII impiegarono solo un giorno e mezzo per sceglierlo.

Fu, quello del 1963, uno dei conclavi più brevi nella millenaria storia della Chiesa.

Nei suoi 15 anni di pontificato Paolo VI ha fatto 15 pellegrinaggi in Italia, 9 viaggi apostolici (celebre quello in Terra Santa nel corso del quale incontrò, alle 21.30 del 5 gennaio 1964, nella Delegazione apostolica di Gerusalemme, il patriarca di Costantinopoli Atenagora, dopo secoli di divisioni) e ha promulgato 7 encicliche.

Di queste quella più controversa fu certamente l’Humanae Vitae conosciuta soprattutto come “l’enciclica del no alla contraccezione”, sebbene il testo andasse molto oltre le questioni della contraccezione e insistesse piuttosto su una visione integrale dell’uomo e della procreazione.

A distanza di cinquant'anni scopriamo come fosse profetico il testo di quel documento pontificio. È notizia di oggi che nel preambolo del documento con cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte si presenta a Bruxelles per discutere della procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese si faccia riferimento al grave problema della natalità, come una delle cause che rendono difficile la ripresa economica.

In proposito i dati dell'Istat parlano chiaro e definiscono impietosamente la situazione. Il nostro Paese continua la propria ripida discesa verso l’annichilimento: anche nel 2018 abbiamo perso 9mila nascite rispetto al minimo assoluto già fatto registrare nel 2017.

Il saldo tra nati e morti, nell’anno appena concluso, è negativo per 187mila unità.

Inutile giraci attorno: urge un patto per la natalità che metta insieme tutto il sistema-Paese, senza distinzione di schieramenti politici. Urge che il sistema educativo, aiutato da quello mediatico (non solo i giornali, ma anche il cinema, la televisione, il teatro, la pubblicità i social network e l'editoria nel suo insieme), si faccia carico di un'imponente campagna culturale per stimolare il cambiamento di una mentalità che è fondata sull'egoismo.

È certamente vero che tante coppie, soprattutto di giovani, non avendo stabilità economica hanno difficoltà ad essere aperti alla natalità. È però altrettanto vero che tante, troppe, sono le coppie che si guardano bene dal generare un figlio per non vedere limitate quelle libertà che la condizione di single garantisce loro.

È venuto il momento di smascherare la balla colossale che non si fanno figli perché non si hanno sufficienti mezzi economici.

Chi è davvero aperto alla genitorialità le risorse per mettere al mondo un figlio le trova a scapito dell'auto di grossa cilindrata, delle vacanze in Paesi esotici, di abiti griffati, di apericene in locali alla moda etc. etc.

Più altruismo e meno egoismo: di questo abbiamo bisogno in Italia e altrove.

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

17 Luglio 1902  Willis Haviland Carrier realizza il primo impianto di aria condizionata

Social

newTwitter newYouTube newFB