Lecco, 06 dicembre 2018   |  

Editoriale - Il senso di festeggiare il nostro patrono San Nicolò

di Giulio Boscagli

BenedizioneFestaLago 19Rol2000

Foto Possenti

Squilla la tromba che già il giorno finì
già del coprifuoco la canzone salì.
Su, scolte, alle torri,
guardie armate, olà!
Attente, in silenzio vigilate!
Attente o scolte, su vigilate!
L’inno delle scolte di Assisi giunge a noi da un’epoca ormai lontana, quando la vita delle persone e delle famiglie si svolgeva per lo più nelle città, e la guardia delle mura era compito essenziale per la tranquillità di chi ci viveva.
Agli uomini di allora era molto chiaro dove stava il pericolo e a chi ultimamente occorreva affidarsi:
O nostri santi che in cielo esultate,
vergini sante gloriose e beate,
noi vi invochiam:
questa città
col vostro amore salvate.
Contro il nemico che l’anima tiene,
contro la morte che subita viene,
in ogni cuor
sia pace e bene,
sia tregua ad ogni dolor.
Pace!

Riflettere su questo passato può aiutare e trovare il motivo per celebrare oggi Nicolò, il santo patrono della nostra città di Lecco. Domandiamoci innanzitutto: perché un Santo Patrono? Che ha a che fare un santo, un uomo vissuto di fede, in un contesto in cui tutto sembra svolgersi al di là e al di fuori, a volte anche contro, la fede cristiana? O dove ancor più spesso la fede è relegata al solo spazio della devozione privata? Che senso ha mischiare celebrazioni religiose e civiche nella festa?

Ci aiutano a trovare risposta adeguata a queste domande le parole di Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, che così si rivolgeva ai suoi concittadini nel 1954:
Ogni città racchiude in sé una vocazione e un mistero.
Voi lo sapete: ognuna di esse è da Dio protetta da un angelo custode, come avviene per ciascuna persona umana.
Amatela come si ama la casa comune destinata a noi ed ai nostri figli.
Custoditene le piazze, i giardini, le strade, le scuole: fate che il volto di questa vostra città sia sempre sereno e pulito.
Sentitevi, attraverso di essa membri di una stessa famiglia

Ecco, il santo patrono è questo angelo che opera perché nella città ci sia la pace, quella vera , desiderata ai tempi delle scolte d’Assisi come ai nostri tempi così travagliati. Per questo serve che la testimonianza dei cristiani nella città non si smarrisca. Perché possano testimoniare a tutti la promessa che il Profeta Zaccaria, nella liturgia del terzo mercoledì di Avvento, annuncia a Gerusalemme, fatta simbolo di ogni città:
Vecchi e vecchie siederanno ancora nelle piazze di Gerusalemme, ognuno con il bastone in mano per la loro longevità. Le piazze della città formicoleranno di fanciulli e di fanciulle, che giocheranno sulle sue piazze. Così dice il Signore degli eserciti: Se questo sembra impossibile agli occhi del resto di questo popolo in quei giorni, sarà forse impossibile anche ai miei occhi?

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19 Dicembre 1842, a Fraciscio di Campodolcino (Como),  nasce don Luigi Guanella (morirà a Como il  24 ottobre 1915), riconosciuto santo dalla Chiesa cattolica.  A lui si deve la fondazione delle congregazioni cattoliche dei Servi della Carità e delle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.

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