Lecco, 15 dicembre 2017   |  

Editoriale - Il profondo significato delle Benedizioni natalizie

di Franco Cecchin

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Superando la reazione immediata di fatica per l’impegno psicofisico delle Benedizioni natalizie, che mi coinvolgono per ben 27 serate nella visita alle famiglie e per 30 incontri con le persone di enti, associazioni e aziende, posso affermare che è una grande grazia che mi dona Gesù nato a Betlemme.

Nonostante il contesto secolarizzato, la nostra gente sente profondamente il Natale di Gesù e la Benedizione natalizia portata dal sacerdote diventa un momento forte di preparazione a questo grande evento che ha cambiato la storia dell’umanità.

Mediamente su dieci famiglie di un caseggiato ne trovo presenti sette e di queste solo cinque sono consapevoli di questo gesto di fede con le caratteristiche dell’implorazione e della purificazione, e le altre due l’accettano per rispetto e curiosità.

Ciò di cui rimango maggiormente colpito ed emozionato sono le famiglie che hanno i bambini: apprezzo molto i genitori che favoriscono il clima giusto. Quasi tutti i piccoli, a quali ho chiesto il nome della mamma di Gesù, hanno saputo rispondere esattamente. Insieme con loro i genitori recitano l’Ave Maria perché Lei porti Gesù a Natale in ogni famiglia.

Altra significativa impressione, scaturita nel camminare di casa in casa, è cogliere la fede profonda di tante persone anziane, che vivono da sole e sentono il bisogno di una presenza familiare. Con loro, dopo la Benedizione natalizia, recito l’Eterno riposo per esplicitare la presenza reale dei loro cari in forza del Natale di Gesù.

Nel mio pellegrinare prenatalizio, ho incontrato mediamente su dieci famiglie, due di religione mussulmana di cui una ha accettato di pregare insieme il Dio di Abramo, di Isacco, di Giacobbe e di Gesù.

Avendo compiuto la scelta di suonare il campanello ad ogni casa per dare la possibilità a tutti di ricevere la Benedizione natalizia, su dieci famiglie, che hanno aperto la porta, solo una l’ha rifiutata. In tale circostanza, pur dispiacendomi, ho augurato ogni bene con un bel sorriso. Una volta, con la mia “sfacciataggine”, ho chiesto ad uno di loro quale nome avesse e lui mi ha risposto: “Mattia”. «Eccezionale - gli ho risposto – perché è un nome che significa “dono di Dio”; lo sei proprio!».

Per il fatto che da sei anni è stata costituita la Comunità pastorale “Madonna del Rosario”, composta dalle parrocchie di S. Nicolò, di S. Carlo al porto, di S. Materno in Pescarenico, vado a portare la Benedizione natalizia nelle famiglie di tutte le tre parrocchie. È un’esperienza arricchente perché ogni comunità ha la sua originalità.

Sottolineo soltanto un particolare vissuto nella parrocchia di S. Materno in Pescarenico, perché oltre a portare l’immaginetta ricordo della Benedizione natalizia, si consegna la lettera del nostro Arcivescovo dal titolo “Un angelo in paese”. Stupivo un po’ tutti quando dicevo: «Non sapete che il nuovo Arcivescovo mi ha nominato suo postino personale? Ecco la sua lettera!».

Non posso dimenticare, in questo mio pellegrinare prenatalizio, le benedizioni alle persone dei vari enti (Prefettura, Questura, Comune, Provincia...), delle associazioni e aziende della nostra città. Rimango molto edificato per l’accoglienza, con il timbro del rispetto, della fede e della cordialità. Non è da poco, in ambienti pubblici o di imprese, registrare una viva fede cristiana, come anima per il vivere civile, per la prossimità e per l’azione economica.

Ogni anno scelgo un personaggio del Presepe reale del Natale di Gesù per coinvolgere maggiormente le persone che partecipano, come gli Angeli, Giovanni Battista, Maria, Giuseppe, i pastori, i magi... Quest’anno ho proposto il personaggio principale, soffermandoci sul nome che gli è stato dato otto giorni dopo la sua nascita: “Gesù” che significa “Dio salva”.

Mai come oggi abbiamo bisogno del Figlio di Dio diventato uomo, che ci salva assumendo la nostra condizione umana, condividendola fino al dono totale di se stesso. Questa è la via per essere salvati e per essere capaci di salvare il mondo partendo dalle nostre famiglie, dalle nostre comunità e dalla nostra città.

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