Lecco, 14 febbraio 2020   |  

Economia lecchese, Confindustria: risultati sotto le aspettative

Le previsioni formulate per il periodo gennaio-giugno 2020 confermano il permanere del quadro indicato.

lorenzo riva 2017

Lorenzo Riva

I dati dell’Osservatorio Congiunturale sul secondo semestre 2019, realizzato dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Confindustria Como, delineano uno scenario congiunturale in rallentamento, in coerenza con quanto indicato a livello nazionale, ma in tenuta sul versante tendenziale.

Gli indicatori di domanda, attività produttiva e fatturato descrivono una diminuzione media dell’ 1,7% rispetto a quanto rilevato tra gennaio e giugno dello stesso anno.
L’entità della decelerazione varia dal -1,2% del fatturato al -2,2% della produzione.

A livello tendenziale si registrano livelli pressoché stabili per attività produttiva e fatturato (rispettivamente +0,2% e +0,3%) mentre un lieve incremento per la domanda (+1%).

Le previsioni per i primi sei mesi del 2020 esprimono fiducia rispetto ad una nuova fase di ripresa, che possa consentire di recuperare il rallentamento della seconda metà del 2019; per i tre indicatori si rilevano infatti aspettative di incrementi che si attestano in media a +2,9%.

L’esame della capacità produttiva mediamente utilizzata nel secondo semestre 2019 indica una quota pari al 75,7%, di poco superiore a quanto rilevato nell’edizione dell’Osservatorio Congiunturale relativo ai sei mesi precedenti (74,6%).
Tra le imprese del campione il quadro risulta omogeneo a livello dimensionale, mentre sono riscontrabili differenze del tasso medio di utilizzo degli impianti a livello di settore di attività. Le realtà fino a 50 occupati indicano un impiego della capacità pari al 75,6%, mentre si attesta al 75,8% il dato per le imprese di dimensioni minori.

Per quanto riguarda i settori, si registra un tasso di utilizzo dell’80% nel caso delle realtà metalmeccaniche, del 74,4% per le tessili e del 72,1% per le imprese degli altri settori.

La produzione affidata a subfornitori contribuisce per un’ulteriore quota del 5,7% di attività; le realtà del campione, nella scelta dei partner con cui attivare pratiche di outsourcing, indicano preferenza per i soggetti operanti sul mercato nazionale (4,8%) rispetto alle realtà estere (0,9%).

L’internazionalizzazione si conferma tra i principali fattori di successo delle imprese lecchesi, sondriesi e comasche che, in media nell’ambito del campione, realizzano il 38,8% del fatturato oltre i confini nazionali.
Al di fuori dell’Italia, L’Europa rappresenta il mercato di riferimento, assorbendo un quarto (24,9%) del fatturato totale; rivestono tuttavia rilevante importanza anche le vendite verso gli Stati Uniti (4,9%), l’Asia Occidentale (2,7%) e i BRICS (2%).

I giudizi qualitativi espressi sull’andamento del fatturato nei mesi finali del 2019, e più in particolare tra ottobre e dicembre, tracciano uno scenario omogeneo in cui il giudizio prevalente risulta essere la stabilità, comunicata da circa il 41% del campione, sia sul mercato interno, sia con riferimento all’export. Le indicazioni di diminuzione e di crescita tendono a bilanciarsi, nonostante la situazione risulti maggiormente favorevole per il mercato domestico (crescita 32,3%, riduzione 26,9%) rispetto a quello oltre confine (crescita 26,8%, riduzione 26,8%).

Sul versante del costo di approvvigionamento delle materie prime le imprese dei tre territori non segnalano particolari andamenti anomali; si registra infatti un contenuto aumento tendenziale, mentre a livello congiunturale i dati indicano un quadro stabile.

Nel dettaglio, la variazione misurata rispetto ai listini della seconda metà del 2018 si attesta al +1,5%, mentre il raffronto con le quotazioni dei primi sei mesi del 2019 mostrano in media un +0,2%.
All’interno del campione le dinamiche divergono in base al settore di attività e alle tipologie di commodities approvvigionate.
Le materie prime incidono mediamente per il 38,3% del totale dei costi aziendali.

I giudizi espressi dalle imprese del campione riguardo i rapporti con gli Istituti di credito, in particolare valutando le condizioni praticate, indicano diffusa stabilità, rilevata per circa quattro imprese su cinque.
Nello specifico, esaminando le spese e le commissioni, oltre che la richiesta di tassi e di garanzie, il 79,8% del campione comunica livelli stabili, il 5,6% indica un miglioramento mentre il 14,6% un peggioramento.
Considerando invece la disponibilità degli Istituti ad attivare nuove linee di credito o ad espandere quelle esistenti, l’80,3% delle imprese segnala stabilità, il 15,3% una maggior apertura e il restante 4,4% una minor propensione ad esaudire le richieste.

Lo scenario occupazionale degli ultimi sei mesi del 2019 si conferma orientato al mantenimento dei livelli, in linea con quanto era stato rilevato nell’ambito dell’Osservatorio sulla prima metà dell’anno. Per sette imprese su dieci (70,1%) il giudizio espresso riguarda infatti la stabilità.

Si attesta al 12,2% la quota di imprese che indicano diminuzione, mentre è del 17,7% la quota di realtà che comunicano un aumento.
Le previsioni formulate per il periodo gennaio-giugno 2020 confermano il permanere del quadro indicato.

“La fase di rallentamento congiunturale, della quale avevamo già avuto prove nel corso del 2019, è purtroppo evidentemente confermata - commenta il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva. I dati dell’Osservatorio, anche ove si fa riferimento a giudizi qualitativi e non si esprimono quindi entità numeriche, ci confermano ciò che già sapevamo: il secondo semestre dello scorso anno ha segnato risultati sotto le aspettative. Ciò nonostante, il nostro tessuto manifatturiero si dimostra ancora sano e competitivo, sia in Italia sia all’estero. Il mercato del lavoro, infatti, risulta stabile ed evidenzia anche alcuni segnali di crescita; le previsioni degli indicatori di domanda, attività produttiva e fatturato per i primi sei mesi del 2020 lasciano inoltre rilevare attese che superano la diminuzione registrata a fine 2019. Tuttavia, non dimentichiamo che lo scenario mondiale muta di giorno in giorno fra turbolenze dei mercati e guerre commerciali, alle quali si aggiunge la “crisi Coronavirus”: la dimensione delle sue reali ricadute non è al momento calcolabile, ma stante i rapporti delle nostre economie con la Cina non possiamo non essere preoccupati anche per questo fattore”.

“In uno scenario dai toni non certo positivi, ancora una volta spicca la tenuta dell’occupazione - evidenzia il Direttore Generale di Confindustria Lecco e Sondrio, Giulio Sirtori - a testimoniare la buona salute del tessuto produttivo delle nostre province. Paradossalmente, uno dei maggiori elementi di preoccupazione segnalato ormai quotidianamente da parte dei nostri Associati è la difficoltà nel trovare persone con competenze adeguate alle esigenze aziendali. Parliamo soprattutto di skills di ambito tecnico a vari livelli, evidentemente fondamentali per il successo delle imprese. Per questo stiamo ulteriormente intensificando la nostra attività di sostegno agli Istituti del territorio, e ai laboratori di quelli tecnici e professionali in particolare, ma anche le attività di orientamento dedicate ai giovani, per dare evidenza delle opportunità che offre un manifatturiero sviluppato e competitivo come il nostro”.

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