Lecco, 22 dicembre 2016   |  

Economia: fine dell'anno stabile per le imprese lecchesi

"Speriamo che il 2017 possa vedere la nascita di un intervento organico di politica economica che punti a sciogliere i nodi della crescita ancora presenti nel Paese”.

lavorare ferro

I dati elaborati nell’ambito dell’Osservatorio rapido relativo al mese di novembre 2016 condotto dai Centro Studi di Confindustria Lecco e Sondrio e Unindustria Como delineano uno scenario generalmente stabile rispetto ad ottobre.

Il giudizio prevalente delle imprese del campione delle tre province per gli indicatori associati a domanda, attività produttiva e fatturato, indica il mantenimento dei livelli. Nei casi di variazione, che assumono entità comunque elevata, le indicazioni riguardanti la diminuzione e l’aumento tendono a bilanciarsi, contribuendo a rafforzare l’effetto di stabilità generale.

Sul versante della domanda si registra un quadro stabile per quasi un’azienda su due (44%), sia a livello italiano, sia riguardo gli ordini esteri. A livello domestico l’aumento degli ordini interessa il 26,1% del campione mentre la diminuzione incide per il 29,7%. Nel caso delle esportazioni, invece, l’aumento è segnalato dal 29% delle imprese a fronte di un 26% di realtà che comunicano una riduzione.

L’indicatore associato all’attività produttiva segue sostanzialmente quanto esaminato per la domanda, con il 44% del campione indicante la stabilità, il 31,2% l’accelerazione e un’azienda su quattro (24,8%) il rallentamento.

La capacità produttiva mediamente impiegata dalle imprese si attesta a quota 77,6% del totale, sostanzialmente in linea con quanto registrato nella precedente edizione dell’Osservatorio congiunturale.

Il fatturato è, tra i tre indicatori, quello che registra la maggior eterogeneità dei giudizi con indicazioni di aumento, diminuzione e stabilità che pesano ciascuno per circa un terzo del totale.

Il sentiment di stabilità è rilevabile anche a livello previsionale, con quasi due imprese su tre (62%) che segnalano, per le prossime settimane, il mantenimento del quadro delineato in novembre. Anche in questo caso, le aspettative di crescita e di riduzione tendono ad assumere entità comparabili.

Le situazioni di insolvenza e i ritardi dei pagamenti da parte dei clienti, che penalizzano quasi un’impresa su due (45,1%), nonché la limitata visibilità sugli ordini, inferiore al trimestre per quasi il 90% del campione, rappresentano alcune delle principali criticità.

A ciò si aggiunge anche, in novembre, una tendenza all’aumento dei costi associati all’approvvigionamento delle materie prime, rilevati in crescita nel 40% dei casi. Sul versante dei rapporti tra le imprese e gli Istituti di credito le condizioni risultano diffusamente stabili; si riscontrano però segnalazioni di spread e tassi in aumento per il 6,3% delle aziende e di innalzamento delle spese e delle commissioni per un’impresa su otto (12,4%).
Anche i giudizi riguardanti l’andamento occupazionale mostrano una diffusa stabilità in novembre, così come le aspettative per i prossimi mesi.

“Le rilevazioni esaminate sono di tipo qualitativo e non forniscono quindi informazioni sull’entità effettiva delle variazioni indicate - commenta Cristina Galbusera, Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio. Inoltre, in un contesto generale dove gli andamenti possono variare in modo anche sensibile da azienda ad azienda, in alcuni casi i giudizi risultano influenzati da fenomeni di stagionalità”.

“Guardando al prossimo anno - continua Cristina Galbusera - alcune delle misure contenute nella Legge di Bilancio crediamo andranno a sostenere la competitività delle imprese. Speriamo però che il 2017 possa vedere, finalmente, anche la nascita di un intervento organico di politica economica che punti a sciogliere i nodi della crescita ancora presenti nel Paese”.

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