Lecco, 04 luglio 2018   |  

Dopo 7 anni archiviazione per la Larius. Api Lecco: colpito un imprenditore innocente

di Stefano Scaccabarozzi

La giustizia ha dato ragione a Pierangelo Castagna per il progetto di rimessaggio a Garlate.

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Dopo 7 anni di battaglie legali, anni passati a difendersi da pesanti accuse con risvolti penali per reati ambientali, Pierangelo Castagna, imprenditore lecchese della Larius Srl ha avuto giustizia. La Procura di Milano ha infatti chiesto l'archiviazione mettendo fine a una vicenda che ancora una volta dimostra quanto sia difficile fare impresa nel nostro paese.

I fatti. La Larius, che di mestiere fa pompe per verniciatura, durante gli anni della crisi decide di diversificare le proprie attività acquistando un capannone a Garlate sulla sponda del lago per creare un cantiere nautico per il rimessaggio delle barche. Castagna ottiene il parere positivo sia da parte del Comune, sia da parte del Parco Nord. Per effettuare l'intervento è prevista la rimozione di parte del canneto presente sulla sponda del lago, ma l'impresa è pronta a farsi carico di una nuova piantumazione ancora più estesa.

gattinoni e sabadini

Gattinoni e Sabadini

Si alza la protesta del WWF e nel contempo, siamo nel 2011, partono le denunce penali da parte di privati. Comune e Parco fanno retromarcia: il primo blocca il cantiere a titolo precauzionale, il secondo revoca le autorizzazione in autotutela.

Inizia una lunga battaglia legale che nel gennaio 2014 vede Castagna vincere al Tar: nessuna illegittimità è stata ravvisata durante l'iter procedurale, la concessione demaniale viene considerata legittima. Il Tar annulla la revoca del sindaco e del Parco. La sentenza viene confermata dal Consiglio di Stato.

Con queste premesse la Procura di Milano presenta richiesta di archiviazione in data 28 novembre 2017. Oggi è Castagna a valutare possibili iniziative risarcitorie sul piano civile e amministrativo.

Al fianco della Larius durante tutto l'iter processuale si è schierata Api Lecco che oggi, a vicenda conclusa, ritiene necessario sottolineare quanto accaduto: «Ci sono stati – evidenzia il direttore Mauro Gattinoni - sette anni di vicende che hanno bloccato le attività di un'impresa che aveva ragione. Una persona che vuole fare impresa può aspettare 7 anni per sapere se avere ragione o torto? Si tratta di un caso emblematico di malagiustizia nato da una campagna stampa del WWF che oggi possiamo dire infondata nel merito e aberrante per la superficialità con cui è stata condotta».

Un danno di immagine ed economico per Castagna: «Dopo la sentenza del Tar - continua Gattinoni - ha potuto iniziare l'attività seppur in maniera ridotta. Inoltre, negli anni della crisi, oltre a non avere guadagno dall'attività turistica che aveva progettato, la Larius non ha potuto nemmeno vendere il capannone perché con questa vicenda in essere si era svalutato. Oggi fortunatamente azienda è ripartita ma vuole rimanere nel suo settore e cercherà di vendere per rientrare. Api ha affiancato e dato assistenza per quello che si poteva fare dal punto di vista istituzionale, ma oggi ci sentiamo di dare un segnale forte. Questa è un'esperienza che ha lasciato una cicatrice sull'imprenditore».

Proprio da imprenditore, oltre che da presidente di Api Lecco, commenta la vicenda Luigi Sabadini: «Questo è il dramma di una burocrazia che si intreccia con una giustizia ancora più farraginosa. Quando cadi in mezzo a questo ingranaggio sei stritolato. Noi abbiamo deciso di metterci in gioco, accanto a un imprenditore che aveva tutti i permessi per partire. Intollerabile poter essere colpito in modo così pesante dopo aver fatto tutti i i passi necessari per essere in regola».

Secondo Sabadini non si tratta di un caso isolato: «Ci sono altri casi, non così grossi, di progetti che si arenano per queste ragioni. Quanti possibili investimenti imprenditoriali vengono fermati da una giungla di pareri da far combaciare o di atti burocratici da mettere in essere? Nelle istituzioni non c'è nessuno che dà supporto a chi vuole fare impresa».

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