Lecco, 23 aprile 2018   |  

Don Carlo Gerosa festeggia ad Acquate 35 anni di sacerdozio

di Rosa Valsecchi

Il Parroco, insieme ad altri sacerdoti acquatesi, celebrerà la messa che chiude i festeggiamenti per San Giorgio, patrono del rione

cantori duomo Acquate 1

Ad Acquate il coro delle voci bianche della cappella musicale del Duomo di Milano

Si concluderà lunedì sera, alle 18,30, con la messa celebrata dai sacerdoti nativi della parrocchia di Acquate, la Solennità di San Giorgio, Santo Patrone del rione. Come da tradizione, durante la messa  verranno celebrati gli anniversari di sacerdozio dei religiosi nati ad Acquate o che che hanno speso parte della loro vita nella parrocchia arquatese. In particolare quest’anno vengono festeggiati: Padre Mario Andreotti (nativo di Acquate - 60°), don Mario Bodega (nativo di Bonacina - 50°) - don Giacomo Brioni (nativo di Acquate - 50°), don Mario Conti (vicario parrocchiale - 40°), don Flavio Riva (vicario parrocchiale - 30) e don don carlo gerosaTommaso Nava (nativo di Acquate - 10°). A questa lunga lista di nome se ne aggiunge un ultimo molto speciale: il parroco di Acquate, don Carlo Gerosa, che quest’anno festeggia 35 anni di sacerdozio. «In questi anni di grande cambiamento la domanda da cui ripartire è sempre: come comunicare al meglio il vangelo? Ecco - racconta don Gerosa Carlo - anche io ho deciso di cogliere l’occasione di questa ricorrenza per pormi nuovamente questa domanda, per ritornare ancora una volta alla radice dello scopo primario della chiesa che è parlare al Mondo di Gesù».

Un certezza che ha accompagnato don Carlo anche in questi ultimi anni trascorsi a Lecco: «35 anni di sacerdozio sono tanti e non sempre si può contare sulle proprie forze, ma si può sempre contare sull’aiuto di Dio. Ben 10 di questi 35 anni li ho trascorsi a Lecco e ho visto la città cambiare volto, trasformarsi soprattutto con l’arrivo di molti stranieri e religioni diverse. Il bilancio che faccio è più che positivo e non dipende da capacità personali ma dal sapersi affidare a Dio, che ci insegna che dare agli altri vuol dire sempre ricevere». Ed è stato proprio Don Carlo a regalare a tutti gli acquatesi l'emozionante concerto che ha inaugurato la solennità di San Giorgio. Sabato sera la chiesa parrocchiale ha infatti ospitato il coro delle voci bianche della cappella musicale del Duomo di Milano (direttore don Claudio Burgio e organista Emanuele Carlo Vianelli). Domenica mattina si è tenuta la messa solenne, con l’accensione del pallone del martirio, simbolo di rinascita e del profondo legame che lega il rione lecchese al Santo. Un legame a quanto pare antichissimo: dalla famosa pergamena del 1417, conservata nell’archivio parrocchiale di Acquate, risulta che già nel 1403 la chiesa era dedicata “Sanctorum Georgii et Aegidii”.

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