Lecco, 20 marzo 2020   |  

"Dispositivi di protezione non idonee all'Asst di Lecco": la diffida dei sindacati

F.P. CGIL Lecco- CISL Monza Brianza-Lecco- UIL del Lario scrivono al Prefetto.

CroppedImage720439 OSPEDALE MANZONI 008

Le scriventi Organizzazioni Sindacali intendono inoltrare formale diffida ad adempiere a fronte dell'insufficiente fornitura di idonei dispositivi di protezione individuale, per il Personale esposto con differenti modalità al rischio di contagio da COVID-19.

La diffusione del contagio tra il Personale della ASST di Lecco (dati in costante aumento), va ricondotta sia a una carenza di DPI sia ad una organizzazione del lavoro poco compliante alla gestione pazienti covid-19. Risulta infatti alle scriventi, che il Personale che presta servizio presso l’Azienda socio sanitaria territoriale, operi in condizioni che non rispettano gli standard di sicurezza previsti, il tutto con la conseguente possibile messa a rischio della salute degli Operatori stessi e degli utenti.

A confermare le nostre preoccupazioni è stata la stessa direzione sanitaria durante l’ultimo incontro tramite videoconferenza con le scriventi, in tale circostanza il Direttore Sanitario Dott. Corrao, ha chiarito che gli attuali reparti presenti all’interno dell’ospedale Manzoni di Lecco e Mandic di Merate, adibiti alla cura di pazienti covid-19, non erano idonei strutturalmente per gestire pazienti con patologie infettive.

Proprio come prevede la circolare del Ministero della Salute del 14 marzo 2020, più volte riferita dal Direttore Generale in audizione, di cui all’oggetto “COVID-19 nuove indicazioni e chiarimenti”, ovvero sulla mancanza nelle stanze di degenza dei pz positivi di COVID-19, di pressione negativa e di adeguate zone filtro, assenti persino agli ingressi dei reparti.

Inoltre, sempre nella richiamata circolare abbiamo fatto notare che non tutte le procedure venivano applicate pedissequamente per : vestizione/svestizione; pulizia in ambienti sanitari e non; idonei DPI come da tabella nr1; Stante l’attuale situazione pandemica, la cosa è evidentemente inaccettabile, come ad esempio, alcuni reparti come la dialisi e le malattie infettive, agli Operatori non è concesso l’utilizzo delle maschere FFP”, ma solamente le chirurgiche.

Ci chiediamo se queste sono le tutele per le Lavoratrici e i Lavoratori della ASST di Lecco, che senso ha richiamare il mondo ad “una guerra” quando i soldati non hanno armi per difendersi, figuriamoci per combattere! Con la presente chiediamo che tutti gli attori istituzionali, Sindaci, ATS, Procura, Questura, FF.AA., Protezione Civile, costituiscano una Unità di Crisi per affrontare da subito e al meglio l’emergenza COVID-19 nel territorio lecchese. La costituzione dell’unità di crisi è per garantire e procedere ad un “piano d’emergenza” al fine di produrre le indispensabili condizioni di tutela del singolo Operatore, di tutta la collettività e della Salute Pubblica.

Nel segnalare come l’assenza di un repentino riscontro risolutivo del problema comporterebbe per le scriventi l’obbligo di adire in ogni modo e in ogni sede ai fini di tutelare al tempo stesso la cittadinanza e gli operatori, si porgono distinti saluti

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

8 Aprile 1848 il battaglione San Marco ha il suo battesimo del fuoco a Goito. Lo stesso giorno entra in azione anche il neonato corpo dei Bersaglieri.

Social

newTwitter newYouTube newFB