Lecco, 08 giugno 2018   |  

Diciannove anni senza Corrado Mantoni, amico di Maggianico e amante di Valcava

di Mario Stojanovic

Grazie all'amicizia con don Giacomo Tagliabue, per anni portò grandi artisti alla festa dell'oratorio del rione.

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Don Giacomo Tagliabue con Corrado a Maggianico.

 

Ricorre oggi il 19esimo anniversario della scomparsa di Corrado Mantoni, uno dei pionieri dei presentatori della televisione italiana. Corrado aveva sempre mantenuto un legame importante con il rione lecchese di Maggianico.

Infatti, per una decina di anni, sino a quando don Giacomo Tagliabue non fu trasferito come parroco a Suello, Corrado veniva molte volte all'anno a Maggianico per trovare il sacerdote in forma privata, ma anche per presentare spettacoli.

Erano due gli appuntamenti fissi, che molti maggianichesi e lecchesi ricorderanno: a giugno il Bertoldo d'oro e il Rally canoro e a metà settembre la festa dell'oratorio.

Corrado presentava e portava i migliori cantanti e i migliori complessi presenti nelle hit parade italiane di quegli anni come i Camaleonti, Dik Dik, Ricchi e Poveri.

Fuorno molti anche i comici, agli inizi della prorpia carriera, passati da Maggianico insieme a Corraddo: Renato Pozzetto, Cochi Ponzoni i Legnanesi solo per citarne alcuni.

Al termine di una delle sue ultime visite a Maggianico, Corrado trovò la sua Citroen Pallas, chiamata anche lo squalo, targata rigorosamente, Roma, con tutte le quattro le gomme tagliate. Non si arrabbio, anzi col suo modo di fare bonario disse: "Ho tanti amici a Maggianico, e i più simpatici sono quelli che vogliono che mi fermi a dormire".

Il giorno dopo, cambiati gli pneumatici, ripart' per Roma tranquillo e sereno, come niente fosse successo.

A Corrado piaceva anche la val San Martino, tanto che molto spesso trascorreva le proprie vacanze estive nella quiete del castello di Valcava, proprietà della famiglia Tagliabue, fratelli di don Giacomo.

Quanti ricordi di quegli anni, ma era il suo modo di fare, sempre uguale, sulla scena e in privato a essere rimasto negli occhi di quanti lo hanno incontrato e conosciuto. Un gran signore, semplice, rispettoso, educato con tutti, con il suo sorriso bonario è entrato nei cuori di tutti i Lecchesi. Il timbro della sua voce, la sua ironia mai invadente e la sua professionalità manca anche oggi.

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